by Kiko
on 08 October 2009
in Headline, Net Culture, Professione blogger
Ultimo aggiornamento: 09 October 2009
Domanda comune, domanda interessante: chi è il blogger? E cosa fa un blogger? Domanda secondaria, ma paradossalmente più importante delle prime due: cosa scrive un blogger? In libreria si trovano decine di libri e potrebbero servire tutti per rispondere a queste tre semplici domande. Ho pensato bene allora di dire la mia, ad apertura di questo mio nuovo e diverso blog.
Un blogger non è altro che il fondatore – e quindi conseguente autore – di un blog.Cosa è un blog, quindi? Siccome una risposta esaustiva – come accennavo prima – richiede tempo e molti paragrafi, richiamerò una sorta di lista di definizioni più o meno formali, più o meno ufficali. Un blog è una bacheca di news, di notizie, di pensieri. Un sito che raccoglie articoli, comunemente chiamati post. Ha la parvenza talvolta di assomigliare ad una sorta di giornale elettronico, e con giornale richiamo proprio il classico quotidiano che compriamo tutte le mattine in edicola. In fondo però non lo è. E non lo è un pò per i contenuti che in quantità sono evidentemente minori rispetto al quotidiano, e un pò per una sorta di libertà da scelte editoriali o tagli o regole formali di pubblicazione. Assomiglia allora più ad un angolo libero dove l’autore – e cioè il blogger – pubblica pensieri liberi. E in fondo è proprio un angolo libero, espressione pura delle proprie idee, siano esse di natura tecnica e professionale o completamente ispirate dalla vita quotidiana che con le professioni e la tecnica hanno ben poche collimazioni (o forse no, dipende da che lato si voglia guardare la questione).
Di certo è naturale pensare al blog come un importante apparato comunicativo, come un mezzo di comunicazione che ha spopolato e continua la sua enorme ascesa. Una via semplice ed immediata – caratteristica che deriva direttamente dalla tecnologia con cui è prodotto e tramite cui è fruito un blog – tramite cui un blogger scrive su qualcosa che altri hanno voglia e tempo di leggere. Non esistono e non dovrebbero esistere blog senza lettori, e non avrebbe senso o avrebbe scarso senso un blog del genere. All’inizio si poteva confondere il blog con un equivalente virtuale del diario segreto, ma oggi è chiaro ed evidente come le due cose sono nettamente distinte e per nulla parenti. O, almeno, dobbiamo accettare il fatto che l’aggettivo segreto cada a favore di un più appropriato libero. Se scrivi e decidi di gestire un blog è perchè in qualche modo vuoi essere letto. In qualche modo vuoi condividere qualcosa.
Un blog non è un giornale nel senso “edicolante” del termine perchè non ha un intervallo preciso di aggiornamento. Perchè non segue sempre e comunque la linea temporale della quotidianità. Perchè puoi trovarci dentro tutto e di tutto. Eppure molti blogger si rifanno ai giornali e riviste per far assomigliare la propria creatura ai prodotti editoriali stabilendo per esempio un calendario di pubblicazione, pratica molto importante per attirare e tenere incollati i lettori e per programmare meglio le scritture. Assomigliare ad un prodotto editoriale, ho detto. Ma esiste in verità un editore di un blog? Qui dobbiamo per forza di cose fare un distinguo: blog ormai divenuti una professione e quindi a tutti gli effetti un prodotto editoriale (con tanto di registrazione al tribunale) e generalmente potremmo dirottarli nella categoria di “portali informativi”, e blog non registrati al tribunale e quindi non ufficialmente prodotti editoriali. Nel secondo caso rientrano la maggioranza di blog aperti e reperibili su internet, di persone che amano dedicare il proprio tempo alla scrittura di articoli e alla cura del proprio spazio virtuale. Proprio in questo caso un editore vero non esiste. Perchè è lo stesso blogger a fungere da editore di sé. E’ il blogger stesso padre-creatore delle regole editoriali e delle linee guida che governano il proprio blog.
In ogni caso l’esistenza del lettore è fondamentale e perno cruciale di ogni blog. Perchè grazie al lettore il blog può crescere, se non vivere. E grazie al blog il lettore può confrontarsi con diverse realtà e allargare il proprio raggio di conoscenze: sia informative (nel senso di conoscenza di un fatto o di una informazione, appunto) sia umane (e molte volte, la rete è piena di esempi: il fatto di essere blogger o lettore porta a far scomparire la barriera virtuale e portare a conoscere moltissime persone, appunto blogger e lettori). Un blog insomma innesca un vortice di interazioni. Interazioni che sono fortemente attive. E – conseguenza logica – l’interazione è, e lo diventa, partecipativa. In quanto, è vero si utilizzano strumenti informatici e il contatto umano propriamente inteso non esiste, ma a parlare e ad interagire non sono software e blogger, ma blogger con lettori, cioè persone vere. In tal senso è bene fare un distinguo importantissimo fra visitatore e lettore. Visitatore è il lettore occasionale, quello che capita sul nostro articolo per caso, per mezzo di una ricerca, per via di qualche link sparso in altri siti. Arriva, legge, dà un’occhiata veloce al tema, agli argomenti, magari alla pagina dell’autore e va via. Il lettore è invece il visitatore continuo e costante, che segue le dinamiche del blog, che legge gli articoli, li commenta. Far diventare lettore un visitatore non è cosa semplice.
Quindi, un blogger chi è? Blogger può esserlo chiunque. Basta una connessione, un pò di italiano, poche letture sul web e comincia la grande avventura. E in effetti non esiste una ragione e una motivazione per non affermare ciò. I blogger in effetti sono tantissime persone così diverse fra loro per età, per professione, per vita vissuta, per conoscenze, per inclinazioni personali. Servono argomenti per riempire e far crescere un blog, e di argomenti il mondo è pieno. E Internet non è più una casta chiusa come quando nacque come progetto paramilitare. E Internet non è più una cosa riservata a pochi tecnici, come negli anni della prima esplosione. Internet è di tutti e per tutti. Quest’ultima affermazione risponde immediatamente alla domanda “chi sono i lettori”?
E veniamo alla questione ora più spinosa, senz’altro molto intrigante. Cosa scrive un blogger? In parte la domanda ha già ricevuto risposta, poco sopra, quando ho accennato al fatto che
per riempire un blog servono argomenti, e di argomenti il mondo è pieno.
Le tematiche spaziano praticamente fra tutto lo scibile umano, sconfinato. Basta dare uno sguardo a diversi blog, presi a caso in rete, e osservare attentamente le categorie scelte dal blogger per dividere in qualche maniera i propri scritti. Voraci lettori di blog vanno proprio a cercare in prima battuta l’elenco delle categorie per capire se quello lì può essere una fonte di lettura interessante. Se il visitatore trova categorie intriganti si ferma e inizia ad approfondire l’archivio. Viceversa quella visita non sarà più ripetuta. E’ per questo che molti hanno scritto, e tanto, sul discorso delle nicchie, sul fatto di selezionare opportunamente gli argomenti su cui bloggare e via discorrendo. Prima del lancio di un blog bisogna chiedersi infatti su cosa si vuole scrivere. Quali argomenti, almeno primariamente, si vogliono trattare, in modo da dare un indirizzo ben preciso al visitatore che capita sulle nostre pagine. Esistono così blog espressamente tecnici, con tanto di materiale vietato a chi quelle conoscenze non possiede. E sono generalmente blog molto interessanti se il grado di serietà e il livello di qualità dei contenuti sono mantenuti alti dall’autore. Di più, molti di questi diventano delle star se tali livelli sono mantenuti molto alti e la popolarità cresce continuamente nel tempo. Ancora maggiore se assumono una valenza internazionale. Esistono poi blog con tematiche soft: il ragazzino che ama scrivere di politica e dei propri fatti quotidiani liberamente tratti dalla semplice vita, il blog dove i pensieri fluiscono in modo continuo e libero da una tematica particolare, il blog strettamente personale dove un autore si racconta a viso aperto.
In definitiva un blogger e il suo blog sono espressioni libere di pensieri ed emozioni e come tali suscitano evidentemente interesse, per un verso o per l’altro. Espressione della libertà di qualcuno munito di una connessione, di un pc, di idee e a volte di un pò di coraggio.
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