La scelta di installare Linux sui netbook è stata certamente vincente. Per il mondo del pinguino, ovviamente. Ma anche le vendite e il parere degli utenti è confortante: lo è stato, lo è, lo sarà. Perchè come spiego nel primissimo paragrafo dell’articolo, molti ostacoli sono stati superati e tante migliorie apportate ai fini di rendere Linux amichevole. La traduzione esatta di quest’ultima frase è “per renderlo adatto anche ai non esperti”. Ho conosciuto parecchia gente molto impressionata dalle versioni installate nei netbook, Acer e Asus in particolare. Gente molto felice di poter usare strumenti pratici, in modo veloce e semplice. La Xandros, ma non solo. Anche le versioni ridotte di distribuzioni ben più blasonate. Ora arriva anche quest’ultima ricerca/previsione cui tendo a credere:
Nel 2010 ABI Research prevede la costruzione, e la conseguente vendita, di oltre 35 milioni di netbook. La sorpresa non è tanto nel numero, quanto nell’affermazione che un netbook su tre monterà Linux come sistema operativo predefinito. Quello che per molti è stato un esperimento, e cioè presentare sul mercato piccoli computer con Linux dentro, adesso e fra un anno può diventare autentica realtà, intendendo un uso ancora più esteso della piattaforma libera, in ambito amatoriale e professionale.
Sarebbe un colpo importante per il mondo open source in generale. La crescita di affidabilità e riscontri sempre più interessanti in materia di vendite e consenso popolare darebbe la definitiva spinta ad un sistema nato in casa, in una fredda casa, e lanciato verso la conquista del mondo. Estremamente ottimista?
[Via Programmazione.it]





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