XHTML: ma che avete combinato?

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In un commento ad un articolo di Jeffrey Zeldman si legge:

You’ll always draw ire for having stumbled into being the Chief of the cargo-cult side of Web Standards, with so-called ‘XHTML’ as the false idol. You did a lot of good, but not without ambiguating the nomenclature with a lot of feel-good bullshit. (link)

Una sorta di atto d’accusa, o un amaro commento appunto sulla situazione di XHTML. Il titolo mi sembra appropriato: ma che avete combinato? Questo sembra chiedersi Fred Blasdel, e il quesito è direttamente rivolto all’indiscusso protagonista degli standard web. Giocoforza Zeldman è chiamato a rispondere e lo fa con leggerezza e con grande intelligenza.

Ok, XHTML può essere considerato definitivamente tramontato, ma non va valutata già la sua fine, quanto quello che ha lasciato. E’ indubbio infatti come XHTML abbia smosso coscienze, abbia spinto gli sviluppatori a seguire una strada, a mettere sul primo piano in tutti i loro progetti concetti quali pulizia del codice, purezza del markup, rispetto delle regole. Quelle stesse regole che permettono al web di essere un mondo più pulito e serenamente fruibile per tutti quanti.

Spingendomi un pò più in là, pur non dichiarando una sconfitta (sebbene sia difficile disegnarne i margini), Zeldman sembra dire che XHTML è stato il male necessario per riportare tutti sulla retta via. Io, concordo, e voi?

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3 Comments XHTML: ma che avete combinato?

  1. janskyview

    Ho i miei dubbi che xhtml sia tramontato dato che nel panorama di browsers, lettori di feed ed altri dispositivi il supporto e’ ancora pieno e sembra sempre essere di primaria importanza quando si parla di scambio di contenuti tra dispositivi diversi.
    HTML5 non e’ presente in tutti i browser e nel panorama odierno forse solo gli sviluppatori aggiornano il loro browser; nella mia attivita’ di sviluppatore ancora devo supportare IE5 perche’ moltissimi sti ostinano ad usarlo.
    XHTML ha portato l’attenzione di molti sugli standard e sulla loro importanza ed e’ un merito enorme dato che il sito di due pagine con il tag blink ed il sito che valida con il validatore del w3c venivano considerati allo stesso livello solo qualche anno fa.

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  2. janskyview

    Magari mi sbaglio, ma mi sembra che tu abbia inserito tra i commenti del sito di zeldman un link al tuo sito.
    Questo tipo di pratica e’ in antitesi con l’etica del web e le relazioni da tenere con gli attori della rete e poco si confa’ all’atteggiamento volto al progresso e qualita’ della rete.
    Per ottenere piu’ visite al proprio sito bisogna creare contenuti ben scritti e di qualita’, non usare i siti altrui a loro insaputa.
    I moduli di commento servono a commentare il sito stesso non il tuo.

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  3. Kiko

    @janskyview

    ho perso 10 minuti di tempo per capire il tuo secondo commento. Sul primo sono d’accordo con te, in parte, e infatti ho scritto il piccolo post. Sul secondo commento ho passato cinque a minuti a controllare i link inseriti nel post e sono tutti corretti. Poi alla fine ho capito cosa intendevi. Quello che tu segnali ha un nome ben preciso ed è molto etico, anzi è fondamentale nelle dinamiche del web 2.0. Il nome è trackback e un cms come WordPress li gestisce automaticamente. Nel momento esatto in cui tu fai riferimento in un tuo articolo ad un articolo su un altro blog, automagicamente il target-blog riceve e conserva un trackback, cioè appunto un link, una segnalazione, un chiamalo-come-vuoi! Sulle visite poco mi importa in quanto non ho alcuna sfida con nessuno: cerco solo di studiare bene, di scrivere qualcosa di utile e fare bene il mio lavoro, indipendentemente dal fatto di essere visitato o commentato o cercato. Seconda osservazione: “non usare i siti altrui a loro insaputa”. Non l’ho capita, scusami!

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