La nuvola di Google diventa più grande

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Cos’è Google? Se facessi una domanda del genere ad ognuno di voi otterrei di certo una risposta diversa, l’una dall’altra. Già perchè Google è ormai tante cose, forse anche troppe cose. Google è un motore di ricerca, il più usato al mondo probabilmente. Poi è un catalizzatore di pubblicità e le cifre non me le ricordo più. BigG è anche un costruttore di software: da Android a Chrome, passando per tutte le applicazioni online e Chrome OS. E’ anche appaltatore di cellulari, se mi passate l’espressione. E’ un servizio per la gestione di email. Con GoogleApps potete fare molte cose. Sarà a breve anche un immenso disco virtuale, pronto per essere sfruttato da ogni utente come meglio crede.

Gli utenti di Google Docs potranno infatti gestire upload fino ad un massimo di 250 MB per file, per un totale complessivo pari a 1GB di documenti memorizzabili in ogni account, una bella cifra se consideriamo archivi di documenti tipo presentazioni, fogli di calcolo, documenti word, appunti. Questi file non devono necessariamente essere convertiti nel formato Google Docs, operazione che diventa invece necessaria quando si vogliono utilizzare e modificare i documenti tramite le applicazioni di Google.

[Via Programmazione.it]

Recentemente Microsoft e Yahoo hanno tentato di stringere amicizia per limitare l’espansione di Google. Ai miei occhi più che di limitare ormai si tratta di contrastare, ma è impresa difficile.

L’ultima novità è piacevole e ho potuto verificare anche abbastanza efficace. Certo, manca ancora la possibilità di sincronizzare ambiente locale con ambiente remoto, ma non disperate: presto accadrà. D’altronde, Google è ormai tante cose, no?

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4 Comments La nuvola di Google diventa più grande

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  3. AtomX

    I servizi cloud sono molto comodi, sopratutto quando si hanno dati da sincronizzare su più computer. Nutro comunque diffidenza per quanto riguarda la privacy, sopratutto con Google, mantenendo i documenti sensibili nel mio Hd. Cito solo alcuni fatti:

    – Google legge tutta la posta elettronica su gmail per visualizzare pubblicità in base al contenuto delle mail
    – Google ha reso pubblici dati privati degli utenti senza il loro consenso quando è stato lanciato Buzz, tant’è che ora si sta accordando per pagare un risarcimento di milioni di dollari
    – le Google cars hanno intercettato e memorizzato (secondo me volutamente) dati provenienti da reti wireless aperte mentre gironzolavano per fare le foto

    Questi fatti a mio avviso denotano mancanza di serietà. Ergo non li ritengo per nulla affidabili.

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    1. Kiko

      Dipende da come li utilizzi, @AtomX. Conviene, certo, non conservare i dati sensibili da qualche parte online. E per i documenti più importanti conviene propendere per qualche forma di crittografia prima di inviarli online.

      I fatti che hai citato sono tutti reali, ma fanno parte del gioco se si decide di accettarli.

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