Promuovi il tuo sito 468x60

Article

by Kiko
on 05 February 2010
in A tu per tu, Featured

2 Comments Add Comment

Ultimo aggiornamento: 05 February 2010

Intervista ai creatori di JAMP, framework per lo sviluppo web

Un’idea tutta italiana. Un framework che ha la parvenza di essere molto di più. Orientato al Web, sfrutta le recenti tecnologie in ambito Internet per offrire un supporto potente per quanti vogliono costruire la propria web-application. Di qualunque genere e complessità. Ne avevo già parlato in un recente articolo, ma la curiosità non si è esaurita. Così mi sono tuffato sul sito ufficiale alla ricerca di quanto più materiale possibile. Alla fine ho deciso di fare la cosa che mi è sembrata più logica: tributare gli autori di JAMP con una intervista.

Non posso non partire dalla presentazione iniziale. Non facco fatica a nascondervi il mio stupore quando ho scoperto il team che sta dietro a JAMP. Mi aspettavo una lunga lista, alla luce dello sforzo incredibile che sta dietro questo progetto, invece ho appuntato due soli nomi. Da chi è composto, allora, il team di JAMP? Qual è il vostro background e quale il vostro lavoro?

I fondatori e sviluppatori di JAMP siamo Ruben Patanè e Giampiero Ancilletta. E’ comunque corretto da parte nostra ringrazie le molte persone che nel corso della nostra avventura ci hanno dato e continuano a darci una mano in consigli, segnalazioni bug e supporto morale che non guasta mai.

Ruben: fino a 19 anni ho vissuto a Torino dove mi sono diplomato perito elettronico, ho iniziato come sistemista presso il Ministero di Grazia e Giustizia e da sempre sono stato uno sviluppatore indipendente, da circa otto anni lavoro presso STMicroelectronics di Catania.

Giampiero: ho conseguito il diploma di perito informatico e poi la laurea di primo livello in ingegneria elettronica, dopo pochi mesi ho iniziato a lavorare come programmatore nell’ambito dei sistemi informativi. Dal 2004 lavoro presso la STMicroelectronics sede di Catania ramo IT.

Nel 2006 Io e Ruben abbiamo fondato l’ ALYX SOFTWARE INNOVATION, azienda che si occupava di programmazione e configurazione di reti e servizi nell’ambito dell’open source. Infine, da circa un’anno e mezzo è nata l’avventura di JAMP.

In poche righe ho cercato di sintetizzare quello che JAMP rappresenta, sicuramente voi farete meglio. Quindi: cosa è JAMP? Cosa si può fare con la vostra creatura e perchè uno sviluppatore dovrebbe decidere di scaricare il vostro codice e studiarne l’accurata documentazione?

JAMP è una struttura a supporto dello sviluppo di applicazioni web. Lo scopo principale del framework è in generale quello che hanno, o dovrebbero avere, tutti i framework: fornire classi e metodi avanzati per facilitare il lavoro di programmazione, riducendo di conseguenza tempi e costi di produzione, ma anche quello di offrire delle soluzioni più robuste grazie alla risoluzione di problematiche comuni. In alcuni casi abbiamo potuto constatare che si può arrivare a risparmiare circa l’80% del codice necessario a scrivere un’applicazione. Ci sono altre importanti caratteristiche che JAMP pensiamo possieda e non sempre sono contenute negli altri framework, o almeno non tutte insieme:

  1. Flessibilità: un elevato livello di flessibilità data dal fatto che lo sviluppatore ha la possibilità di aggiungere liberamente il proprio codice PHP e JavaScript. Naturalmente la massima utilità nell’utilizzo del framework la si ottiene quando si utilizzano le funzionalità automatiche che il framework offre oppure interagendo con le funzioni già esistenti.
  2. Facile: un aspetto che ci viene spesso riconosciuto da molti utenti e che spesso porta a sceglire JAMP è sicuramente la sua facilità di apprendimento unita ad una discreta documentazione. Questo dà modo anche ad utenti meno esperti di avvicinarsi al framework ma permette anche ad utenti più esperti di avere maggior cognizione e controllo delle operazioni svolte dal framework.
  3. Modulare: ogni oggetto svolge un determinato compito. Questo ha permesso facili integrazioni di nuove funzionalità.
  4. Performance: le applicazioni sviluppate con JAMP non risentono della presenza del framework, cosa che invece spesso accade in altri framework i quali non sempre puntano all’ottimizzazione del codice necessario e ciò rallenta l’esecuzione dell’applicazione.
  5. Licenza libera: JAMP è distributito con licenza GPL e quindi si ha la completa libertà di analizzare e/o modificare il codice.

Non si arriva a sviluppare un codice di simile portata senza una causa scatenante. Cosa vi ha spinto ad accettare questa sfida?

JAMP nasce innanzitutto da una nostra esigenza di programmatori. Volevamo un valido strumento per poter sviluppare in maniera veloce e robusta applicazioni web.

Nel corso della nostra carriera abbiamo provato diversi framework, ma sfortunatamente – o fortunatamente, dipende dai punti di vista – non ne abbiamo mai trovato uno che realmente ci soddisfacesse e quindi abbiamo deciso di scriverlo noi.

Nel momento in cui ho preparato questa intervista, l’homepage di JAMP recitava questo numero: 8877. Sono le ore che sono servite per costruire JAMP, con tutte le attività connesse alla semplice scrittura del codice ovviamente. Quante energie sono servite per sviluppare JAMP? Quante ne servono per continuarne lo sviluppo? Inoltre, quale è il vostro modello di lavoro? E come organizzate le vostre giornate?

Sicuramente le energie e gli sforzi messi in campo sono stato notevoli perchè, come ricordavi tu, il lavoro è stato svolto da due sole persone. Da sottolineare che JAMP lo abbiamo sviluppato al di fuori del nostro normale orario di lavoro.

Nel corso di questi circa 18 mesi dalla nascita di JAMP ci piace ricordare che oltre al framework, alla documentazione, al sito, al forum e alla partecipazione ad eventi, abbiamo parallelamente sviluppato diverse applicazioni come jpresenze, jfood e jestionale che vengono regolarmente utilizzate da nostri clienti. Tali applicazioni da un lato sono state utili per trovare spunti e testare le funzionalità del framwework, dall’altro sono servite per dimostrare che è possibile sviluppare applicazione complete. Probabilmente infatti, se non avessimo avuto JAMP a supporto avremmo speso questi 18 mesi solo per sviluppare tali applicazioni.

Non esiste un modello di lavoro o di organizzazione della giornata: tutto è lasciato libero per dar spazio alla creatività. Le ore presenti nel sito hanno valore indicativo, in realtà possono esserci giorni in cui dedichiamo un’ora al progetto, altri molte di più. Ammetto che il fatto di essere stati solo in due a sviluppare il framework ha avuto almeno il vantaggio di aver facilitato molto il lavoro di coordinamento. Adesso però che la struttura di JAMP è più matura desideriamo coinvolgere sempre più persone in modo da far evolvere il progetto.

Ogni sviluppatore si affeziona nel corso della sua vita professionale a determinati ambienti e strumenti. Quali sono i vostri software preferiti? E quali servizi web usate a supporto di JAMP?

I software che utilizziamo sono molti e tutti quasi esclusivamente open source. Operiamo in ambiente Linux, testare il funzionamento di JAMP in altre piattaforme  preferiamo usare Virtual Box e le sue macchine virtuali. Per ospitare il sito di JAMP utilizziamo un normale servizio di hosting. Per lo sviluppo abbiamo un nostro server dedicato nel quale installiamo un pò di tutto in base all’occorenza: alcuni servizi base sono sicuramente la connessione ssh con chiave pubblica, apache, php, mysql, ldap.

Avendo una passione sfrenata per il movimento del software libero non ho potuto che apprezzare la scelta di rilasciare JAMP sotto licenza GPL. A quanti ancora faticano a comprendere un simile pensiero, potreste spiegare le motivazioni che vi hanno spinto a condividere i principi del free software?

Nel corso della nostra vita di programmatori la vera crescita professionale la si ottiene grazie all’analisi di software scritto da programmatori esperti. Questo è possibile quando chi sviluppa il proprio codice decide di renderlo pubblico ed accessibile a tutti. Per noi è stato così e dunque  la scelta di rilasciare JAMP con licenza GPL ci è sembrata scontata.

Ringraziandovi per il tempo che mi avete dedicato e augurandovi le migliori fortune, chiudo questa piacevole chiacchierata con quest’ultima domanda: cosa volete fare da grandi? E quali novità dobbiamo aspettarci da JAMP?

Quando abbiamo inziato il progetto JAMP avevamo tre sogni nel cassetto: creare un framework web utile a noi e ad altri programmatori, generare interesse verso il nostro prodotto attirando l’attenzione di professionisti ed aziende del settore, infine creare l’associazione ALYX aperta a tutti coloro che amassero la programmazione ed il software libero. I primi due desideri si sono già realizzati e adesso stiamo lavorando affinché lo sia anche il terzo.

Ti ringraziamo per l’intervista e per l’importante lavoro di informazione che svolgi.

DiggThis

Ti è piaciuto l'articolo? Iscriviti al feed o seguimi via twitter. Controlla la presenza di altri interessanti articoli nelle categorie A tu per tu, Featured o condividi il contenuto con gli altri:

Share and Enjoy:
  • Print
  • Digg
  • Sphinn
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • Design Float
  • DZone
  • email
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • PDF
  • Reddit
  • RSS
  • Segnalo
  • Slashdot
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Tumblr
  • Twitter
  • Upnews
  • Wikio
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz
  • Wikio IT

2 Comments

Intervista ai creatori di JAMP, framework per lo sviluppo web... Un’idea tutta italiana. Un framework che ha la parvenza di essere molto di più. Orientato al Web, sfrutta le recenti tecnologie in ambito Internet per offrire un supporto potente per quanti vogliono costruire la propria web-application. Di qualunque ge...


by diggita.it
on 2010-02-05 08:59:49


[...] Per ultimo, non certo per ragioni di importanza, il tributo a Ruben e Giampiero per la loro creatura (quando troverò il giusto tempo per sperimentare qualcosa di serio?): Intervista ai creatori di JAMP. [...]


Leave a comment

Featured

Categories

Most Viewed

Publications

Upcoming

  • Non sto lavorando a nessun articolo

Last articles in Sideblog

on 19 July 2010

Lavorare con Docbook su Mac OS X: piccoli consigli

Lavorare agilmente con Docbook su un sistema Mac? Banale. Io generalmente uso un approccio di questo tipo, che facilita il lavoro e richiede davvero conoscenze elementari. Via con lo step: scaricare i fogli XSL di Docbook a questo indirizzo; scompattarli in una directory. Se prevedete di usarli su più account nello stesso sistema (e, convenientemente, preferite questa [...]

on 26 May 2010

A List Apart presenta

Due articoli niente male, fra i più interessanti del 2010. Almeno questa è la mia personale opinione su quanto pubblicato in A List Apart. Il primo dei due articoli esplora il tema dello user testing proponendo tre semplici metodi di analisi. Un buon lavoro, anche facile da comprendere. Il secondo invece è incentrato sul web design. [...]

on 11 May 2010

Di nuovo online

Dopo un parto lungo eccomi di nuovo online. Tra laboratorio per la tesi, ultime materie da preparare, trasloco offline (casa) e trasloco online (cambio hosting), dovrebbe essere tutto pronto per lavorare con tranquillità. Ho trascurato questo blog perché altri lavori richiedevano quel poco di tempo rimasto. Infostrada se l’è cavata piuttosto bene, lasciandomi fuori dalla [...]

on 15 March 2010

Convertire un visitatore in un utente: il design dei bottoni

Convertire un visitatore in un utente è l’obiettivo massimo. Per utente si intende in questa sede un utente registrato che può significare tante cose in relazione a contesti differenti. Uno sviluppatore o un designer deve porsi, di fronte tale obiettivo, in modo pro-attivo: deve cioè innescare il processo di transizione da visitatore a utente e [...]

→ View all articles in Sideblog

Twitter Update

Blogroll

Follow me

Francesco Corsentino .net is powered by WordPress | Design by Kiko