Che meraviglioso linguaggio! Mi sbilancio perché ritengo – a mio modestissimo parere – che Python abbia proprio tutte le caratteristiche per essere definito tale. E purtroppo non ho il tempo a sufficienza per approfondire molti aspetti. Su tutti, il mio grande dispiacere, Django. Devo liberarmi di un pò di impegni e fra le attività a maggiore priorità c’è proprio continuare lo studio di Python.
Intanto continua la ricerca di informazioni e strumenti che permettono una più agevole programmazione col linguaggio del serpente. Questa settimana è toccato a DreamPie. Ne avevo avuto notizia quando ho recensito il libro Python for Unix & Linux System Administration. In quel testo si faceva menzione, dedicandogli un intero capitolo, iPython. DreamPie è ispirato a iPython e presenta caratteristiche interessanti. Per gli amanti del Mac non è una bella notizia: dato che DreamPie funziona sotto GTK, l’utente della mela deve prima passare da MacPorts per installare le librerie richieste.
Rilasciata sotto licenza GPLv3, DreamPie è stata studiata per rendere agevole la scrittura dei sorgenti Python. Non è un editor di testo, ma una shell completa, in grado di mettere a disposizione del programmatore tutta una serie di piccoli strumenti, come per esempio il completamento automatico del codice e la documentazione di funzioni e argomenti, che appare durante la digitazione dei comandi.
[Via Programmazione.it]





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