Lo sviluppo di software è un’arte e come tale viene insegnata nei corsi universitari; poi però l’ambiente di produzione reale è leggermente diverso. Benché le nozioni rimangano inalterate, nella sostanza dei fatti a uno sviluppatore viene richiesto anche altro, pur avendo come obiettivo primario costruire un prodotto efficace e potente. Ciò vale pure per sviluppatori che lavorano in proprio. Quell’altro cui accennavo prima è la rapidità con la quale si riesce a completare la scrittura del codice. Nel mondo informatico di oggi, così frenetico e dove il tempo non presenta mai pause, la velocità di produzione è una caratteristica spesso determinante.

Sembrerebbe una introduzione avulsa dal testo che tratta di Django e fondamentalmente di Python, invece quanto detto ha molta attinenza con l’argomento del libro di Holovaty e Kaplan-Moss. Alla base della creazione di Django c’è infatti quanto espresso nelle primissime righe di questa recensione: arte, potenza e velocità. Le prime due caratteristiche sembrano discendere direttamente dal linguaggio di riferimento e cioè Python. Molto si è detto e molto si è scritto su questo favoloso strumento e recentemente abbiamo pure recensito uno dei migliori libri in circolazione.

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In definitiva il libro di Holovaty e Kaplan-Moss è certamente la prima fonte di informazioni per chi intende approcciarsi a Django. Lo stile è di quelli che permettono al lettore di iniziare subito a sperimentare, senza noiose e interminabili letture, alla fine delle quali spesso ci si dimentica di nozioni e dettagli. Manca all’interno del testo un progetto completo, ma a conti fatti non mi sembra un punto a sfavore. D’altra parte il libro risulta particolarmente prezioso anche quando bisogna velocemente rivedere qualche dettaglio di implementazione. Il testo si riferisce alla versione 1.1 del framework.

[Via Programmazione.it]