Cisco Packet Tracer su Ubuntu: istruzioni per l’uso

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Se lavorate col mostruoso software di simulazione della Cisco, il Packet Tracer, e non volete proprio abbandonare la vostra distribuzione Linux allora potete seguire le seguenti istruzioni.

Il problema è semplice. Allergico a Microsoft Windows ho scoperto che la Cisco rilascia un pacchetto per Ubuntu giurando che Packet Tracer gira alla perfezione sulla piattaforma libera. Loggato sul sito ufficiale e scaricato il tutto, i passi per installare il software sono semplicissimi.

Aprite un terminale e decomprimete il file tar.gz. Quindi lanciate il comando install dall’interno della directory (quella risultante dalla decompressione). Rispondete a banali domande (potete tranquillamente premere invio ad ogni richiesta, a meno di specifiche personalizzazioni su directory in cui installare il Packet Tracer e roba simile) e il gioco è fatto. Di seguito il riepilogo dei comandi da lanciare da shell (il nome del file che scaricherete dovrebbe contenere la versione relativa non mostrata nel codice):

kiko@godel: ~/downloads$ tar xvzf PacketTracer5.tar.gz
kiko@godel: ~/downloads$ cd PacketTracer5
kiko@godel: ~/downloads/PacketTracer5$ ./install

Tutto ok? Nemmeno per sogno. Se provate adesso ad aprire l’eseguibile dovreste trovarvi di fronte a un’interfaccia inutilizzabile. I font sono tutti sballati e non c’è verso di sistemarli, nemmeno accedendo alle impostazioni. Un breve giro sui forum americani mi ha permesso di risolvere il problema. Forse mi sono distratto, o più semplicemente non è specificato. Nel primo caso chiedo scusa in anticipo, nel secondo caso qualcuno della Cisco farebbe bene a scrivere due righe. Il Packet Tracer sfrutta le librerie QT, in particolare alcuni specifici pacchetti che potreste non aver installato precedentemente. Ve li riassumo in questa lista:

  1. libqt4-mysql-sql;
  2. libqt4-qt3support;
  3. libqt4-script;
  4. libqtwebkit2.2-cil.

Aprite una shell e installateli (rispondendo sì alla richiesta di installare le dipendenze, ovviamente).

Infine cercate la directory di sistema in cui è stato installato Packet Tracer. Di norma la directory principale si chiama semplicemente pt (io ho scelto di posizionarla in /opt). Lì dentro c’è il file che mette in moto il simulatore e si chiama packettracer. Apritelo con privilegi da amministratore tramite un editor di testo (il vostro preferito) e commentate la riga riferita a LD_LIBRARY_PATH mettendo all’inizio della riga medesima il simbolo #:

#export LD_LIBRARY_PATH=$PTDIR/lib

Fatto ciò siamo ormai alla fine. Salvate la modifica e fate ripartire il programma. Di colpo ogni font dovrebbe essere adesso visualizzato correttamente e il simulatore va che è una meraviglia. Che poi il progetto su cui state lavorando presenta problemi… non ve la prenderete con Ubuntu, no?!

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4 Comments Cisco Packet Tracer su Ubuntu: istruzioni per l’uso

  1. Paride

    Ma scusa, perche’ non ti semplifichi la vita e ti scarichi direttamente il pacchetto .deb? Lo installi e vivi felice.

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    1. Kiko

      @Paride sul sito ufficiale c’è solo il .bin (o mi sbaglio?) che comunque non dà problemi! Mancano ovviamente le dipendenze, ma la soluzione ruba davvero 1 minuto!

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      1. Paride

        Uhm, eppure ricordavo che esistesse il .deb. Debbo darti ragione, sono appena andato a controllare sul mio account in netacademy, ed effettivamente non c’e’. Pero’ a me su sid, si installa tranquillamente, ho appena provato ed e’ tutto perfettamente visibile. Boh?
        Mi cospargo il capo di cenere 🙂

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        1. Kiko

          Non c’è bisogno di questi gesti, @Paride. Ovviamente scherzo!

          Allora il .deb non c’è, ho controllato anche io e ricordavo bene. C’è solo il bin che si installa in due minuti. Se poi precedentemente avevi avuto bisogno di quelle librerie (cioè quelle menzionate nel post) allora puoi star tranquillo che si vede tutto a meraviglia, viceversa conosco gente che ha abbandonato PT su Ubuntu e la soluzione non è difficilissima. Io devo lavorarci per la tesi e non ho proprio voglia di installare, nemmeno in virtuale, Windows!

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