Il pinguino non è riuscito a sfondare sui desktop. Le quote di mercato sono troppe basse per cantare vittoria. Microsoft Windows e Apple la fanno largamente da padroni e non basterebbe un solo articolo per spiegarne i motivi. Il discorso è difende se spostiamo il nostro focus sui server. In tal caso Linux è riuscito a ritagliassi una posizione estremamente interessante, con ulteriori prospettive di crescita. Ci siamo siamo interrogati sui motivi di un simile successo e ne abbiamo ricavato i seguenti fattori critici.
Prezzo. È indubbio che i costi di licenza del software assumono un’importanza critica per le società, piccole o grandi che siano. Posto quindi la necessità di avere competenze e specialisti in merito, equipaggiare i server aziendali con CentOS o Debian ha un costo pari a zero, rispetto all’acquisto dei sistemi Microsoft o Apple. E ciò vale pure gli aggiornamenti.
Le distribuzioni Linux garantiscono, a fronte di aggiornamenti e di una opportuna configurazione, una migliore stabilità e sicurezza rispetto ai sistemi concorrenti. Maggiore robustezza nei confronti di virus e malware, da sempre l’incubo peggiore dei sistemisti su ambiente Microsoft Windows, e prestazioni in stabilità più confortanti. I riavvii sono sempre meno necessari (praticamente solo in caso di kernel update) e le falle di sicurezza statisticamente minori.
Linux riesce meglio a sfruttare anche l’hardware datato, consentendo alle aziende di risparmiare sui costosi aggiornamenti dei componenti hardware, appunto. Grazie a un kernel costantemente aggiornato e una comunità attiva sul fronte dei driver compatibili, una distribuzione Linux non costringerà a continui rinnovi del parco macchine.






























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