4 aspetti determinanti delle startup di successo

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Ed eccoci alla seconda puntata di questo articolo dedicato al mondo delle startup, in particolare all’idea di creare una startup. Nella prima puntata ci eravamo occupati dei fattori che determinano il successo di una startup, qui continueremo l’analisi andando a specificare altri quattro aspetti determinanti.

Le startup di successo hanno…

In un recente caso che ho seguito ho potuto toccare con mano alcuni concetti che avevo letto su libri e, meglio ancora, su interviste a chi effettivamente aveva lanciato una startup di successo. Bene, in tutti questi casi è possibile ritrovare un comune denominatore costituito da almeno 4 concetti:

  1. risoluzione di un problema specifico;
  2. passione;
  3. subito sul mercato;
  4. attenzione ai feedback.

Letti così sembrano punti banali, e probabilmente lo sono pure, ma spesso vengono ignorati. Potete pure fare un esperimento: comprare i libri dedicati al racconto di un caso di successo (da Facebook a PayPal, da MySpace a Delicious) e noterete che questi quattro punti sono ricorrenti nelle parole dei protagonisti di queste storie. Ma procediamo con ordine.

… sviluppato un’idea che ha risolto il loro problema

Molte startup hanno avuto un largo consenso sul mercato perché hanno risolto un problema specifico. Il loro protagonista era però partito non già con l’idea di fondare un’azienda multimilionaria (almeno nei casi che ho studiato), piuttosto con l’intento di risolvere un loro asfissiante problema. E visto che quel problema era comune a diversi utenti sul Web, ecco che non c’è voluto molto per attirare persone. Fra tutte, c’è una frase che preferisco:

[…] solve a problem that you have and chaces are other people may have that same problem. — Mark Fletcher, fondatore di Bloglines.

La traduzione è esattamente quella pocanzi detta: se risolvi il tuo problema, allora è molto problema che quella soluzione possa andar bene ad altre persone che hanno lo stesso tuo problema. In realtà il concetto è anche molto più importante.

Sviluppare la giusta soluzione

Aver preso coscienza di un problema permette di capire meglio il contesto entro cui trovare una soluzione. Oltretutto ci si sente più motivati a trovare in fretta una soluzione. E non già una semplice soluzione, ma la migliore in assoluto.

In alternativa, per trovare una idea che possa sopravvivere sul mercato è necessario studiare il mercato medesimo, intrufolarsi fra forum e siti, portali e blog alla ricerca dei problemi sollevati dagli utenti così da proporre una soluzione a un problema esistente. Quest’attività di ricerca dell’idea può essere faticosa, certamente tediosa e non sempre produce ottime risposte.

Conviene talvolta spegnere tutto, riflettere e capire quali sono i problemi che maggiormente affliggono il tuo lavoro. In tal caso prova a cercare se qualcuno ha già implementato una soluzione. Se la risposta a quest’ultima domanda è negativa, o semplicemente se ciò che hai trovato non ti soddisfa… ecco il tuo prossimo lavoro, la tua prossima idea. E chissà che non ne possa uscire fuori una startup.

Implementare un’idea che risolve un problema permette, oltre che di attirare sin da subito un utente, di ottenere un meccanismo virale e infernale che fa circolare il tuo brand e il tuo prodotto/servizio in giro per la rete. Perché chi ha trovato utile il tuo servizio, per il puro amore di condivisione e per uno strano inconscio senso di gratitudine, diventerà il tuo migliore agente di marketing innescando il passaparola che porterà alla tua startup ancora più utenti.

… lavorato con grandissima passione

Qui valgono davvero poche parole. Forse valgono giusto le parole di Charles Geschke di Adobe:

[…] if you aren’t passionate about what you are going to do, don’t do it!

La traduzione? Se non provi passione per quanto stai facendo, o dovrai fare, non farlo. E’ lo stesso principio che vale per i bambini: perché non smetterebbero mai di giocare? Perché sono trasportati dalla passione e la passione non li fa stancare. Vale per il lavoro. E non sai quanto è vero…!

Lavorare con passioneEssere appassionati del proprio lavoro produce quella strana magia per la quale scompare lo stress (non sempre, ma in generale pesa sempre meno dello stress di un lavoro che non ti piace), si riesce a tenere ritmi alti, a lavorare di più e a produrre il massimo sforzo possibile. Unito alle competenze questo porta necessariamente a un buon risultato finale.

Come detto, ciò potrebbe non bastare, ma è sicuramente un’ottima base di partenza per la tua impresa. Passione per il proprio lavoro vuol dire cercare costantemente di migliorarsi, approfondendo la materia, confondendo l’hobby e il relax con il lavoro medesimo. Concetti che chiunque potrà confermarvi se questo chiunque è innamorato del proprio lavoro. Riprendendo il discorso delle storie di successo, raccontate dai protagonisti, ebbene proprio in quelle pagine troverete la dimostrazione di quanta passione ha spinto loro verso il successo. A questo punto il titolo che devo citare non può che essere Rivoluzionario per Caso. Il meraviglioso spaccato di Linus Torvalds sul percorso assurdo che lo ha portato a creare Linux.

… lanciato il prodotto sul mercato senza troppi tentennamenti

Zero tentennamentiTestare e controllare un prodotto è una chiave fondamentale per la ricerca della qualità. Più test si fanno, meglio è. Ma i test e i controlli erodono del tempo prezioso. Tempo che può essere usato per altre attività. E la variabile incontrollabile del business, in realtà della vita intera, è proprio il tempo. Con la difficoltà che il tempo non può essere fermato, né si può tornare indietro. Detto in altro modo: se avete un prodotto funzionante, allora non aspettate troppo tempo a lanciarlo sul mercato. Chiaramente tale ragionamento deve essere opportunamente interpretato.

Il lavoro di debugging deve essere correttamente svolto altrimenti si rischiano brutte figure che possono portare a una perdita di credibilità da parte della startup. Un prodotto malfunzionante potrebbe trasmettere una idea sbagliata su quello che è invece il prodotto reale. Ma superati i test il prodotto o il servizio va immesso sul mercato in tempi rapidi. Mi aiuto ancora con una frase, stavolta del padre padrone di Delicious ossia Joshua Schachter:

[…] you don’t really know if it’s a good idea untile you’ve executed it.

Avere un prodotto già sul mercato, per esempio un servizio web, consente in prima battuta di anticipare possibili avversari che stanno lavorando a prodotti concorrenti o simili al nostro. In seconda battuta consente di verificare sul campo la bontà del progetto e toccare con mano problemi che in fase di testing interno al team di sviluppo non erano stati individuati. Già perché solo gli utenti alle volte scoprono falle e malfunzionamenti che il programmatore o il beta tester non erano stati in grado di sollevare.

Avere un prodotto già sul mercato consente pure di sperimentare e programmare possibili miglioramenti, in base al feedback degli utenti (di cui parleremo nella prossima sezione di questo articolo). Se ne può analizzare meglio il funzionamento monitorando l’attività degli utenti che lo stanno usando. In modo specifico è valido il consiglio, ampiamente accolto dalle società più blasonate in rete, di limitare l’uso del prodotto a pochi eletti: tipicamente si può ricorrere a inviti o a iscrizioni limitate nel numero. Questo set di utenti servirà come cavia per capire problemi e carpire possibili miglioramenti del prodotto, col vantaggio che se qualcosa va storto, allora tale informazione rimarrebbe confinata a quei pochi utenti.

Infine, avere un prodotto già sul mercato consente di instaurare sin da subito un certo tipo di rapporto con l‘utente. Dopo una fase di presentazione dell’azienda e piccoli antipasti di quella che è l’offerta, l’utente può finalmente toccare con mano il prodotto. Se abbiamo lavorato bene questi primi utenti potrebbero agire da motore per fare un po’ di pubblicità spontanea alla nostra offerta.

… riposto grande attenzione ai feedback degli utenti

Attenzione ai feedback degli utentiNon bisogna essere autoreferenziali. Occorre anzi prestare grande attenzione agli utenti. De facto è l’utente che permette alla nostra impresa di sopravvivere e prosperare. Senza l’utente il nostro prodotto andrebbe fuori dal mercato e così la nostra amata startup. L’utente non deve essere visto come il pollo da spennare, piuttosto come il più prezioso degli alleati.

L’utente è colui che usa ogni giorno il nostro prodotto e quindi potrebbe fornirci, lui a noi, i migliori consigli e il miglior supporto per la crescita dell’idea. Consigli su possibili soluzioni alternative e miglioramenti. Potremmo ribaltare la frase di Fletcher incontrata poco sopra: se il cliente sente la necessità di un miglioramento, allora è molto probabile che anche altri utenti possano avere la stessa necessità.

Incoraggiare gli utenti a fornire il loro supporto è fondamentale per far crescere il prodotto e tale operazione è realizzabile in molti modi: sondaggi diretti tramite il sito, sondaggi tramite email, il blog ufficiale dove si possono raccogliere commenti ad hoc sotto la spinta di post creati per l’occasione, fiere e manifestazioni dove si possono incontrare fisicamente gli utenti.

Molti prodotti, anche molto buoni, sono via via scomparsi per la totale assenza di comunicazione fra il creatore e l’utente. Molti altri prodotti hanno subito un calo di utilizzo per via del fatto che molte richieste degli utenti sono rimaste inascoltate e gli stessi utenti hanno finito per traslocare altrove, su prodotti alternativi.

E fin qui siamo arrivati quasi alla fine del nostro viaggio. Nella prossima e ultima puntata vedremo quali sono i passi necessari per lanciare una startup sul web. Quindi, di quali servizi potremmo aver bisogno per gestire l’intera fase di lancio e non solo.

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