I clonatori delle startup: un vero modello di business

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La storia dell’informatica è piena di casi di tecnologie copiate, se non addirittura rubate. E non serve indagare più di tanto, basterebbe ripercorrere la storia della Apple e della Microsoft per scoprire diverse curiosità assolutamente interessanti. Ma restiamo ai giorni nostri. In Germania tre fratelli hanno saputo farne un mestiere: i clonatori di startup.

Letteralmente illuminati dalla celebre frase di Picasso, quella che recita che “i bravi artisti copiano, i grandi artisti rubano”, i tre fratelli sono sbarcati per un po’ di mesi negli USA alla caccia delle migliori startup tecnologiche. Visitano le aziende e parlano con i dipendenti al fine di carpirne i segreti del loro successo. Raccolgono così tanto materiale che tornando in Germania si mettono subito al lavoro e cominciano una serie impressionante di cloni. Vere e proprie copie di startup e dei loro siti.

Dell’arte di clonare i siti i fratelli tedeschi ne hanno fatto un business milionario. La storia è sempre la stessa: messa a punto del clone, lancio in Germania, crescita e poi…

Ma che tipo di cloni? Per rispondere a questa domanda basta elencare un po’ dei loro siti e dei relativi originali:

  • cember (clone di Xing);
  • pinspire (clone di Pinterest);
  • zalando (clone di Zappos);
  • citydeal (clone di Groupon);
  • alando (clone di eBay).

Alcune di queste società sono state acquisite dalle aziende leader per frenarne la crescita ed eliminare un pericoloso concorrente nel paese locale. Per esempio Alando è stato acquistato da eBay per ben 40 milioni di dollari.

Resta da capire che valore ha l’etica e l’originalità in tutta questa storia. De facto nessuno può impedire la nascita di un concorrente, ma in alcuni casi, per i fratelli tedeschi, si tratta di cloni spudorati più che di veri e propri concorrenti.

La curiosità è che oltre alla frase celebre di Picasso se ne potrebbe citare un’altra: “chi di spada ferisce, di spada perisce”. L’azienda che infatti i tre tedeschi hanno creato, la Rocket Internet, ha subito lo stesso trattamento delle aziende da cui hanno copiato: i clonatori sono stati clonati.

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