Giornalismo di carta contro giornalismo digitale: riflessioni e prospettive

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In attesa di un mio lungo articolo sulle differenze fra il giornalismo professionale e il blogging professionale, ecco una piccola riflessione sulla guerra in corso fra il giornalismo di carta e il giornalismo digitale. Forse di guerra vera e proprio non si tratta, piuttosto è corretto parlare di evoluzione.

L’esplosione di Internet, l’incremento costante delle persone connesse in rete, il considerevole bisogno di informazione di questi stessi utenti connessi in rete e, non ultimo, la diffusione del mobile (inteso come Internet mobile e device mobili) stanno portando a un contrasto netto fra la carta e il digitale. Un contrasto reso ancora più lampante se consideriamo le differenze fra le offerte di queste due tipologie di giornalismo.

I limiti della carta

Se pensiamo alla produzione di carta salgono subito agli occhi un paio di evidenti limiti. La carta è per sua natura limitata in quanto a spazio offerto e con tali limiti deve convivere il giornalista.

Un vecchio rito: caffé e quotidiano. Per quanto tempo ancora?

Un vecchio rito: caffé e quotidiano. Per quanto tempo ancora?

La carta è inoltre costosa, perché stamparla e distribuirla sul territorio ha un costo.

Più interessante volgere lo sguardo ad altro tipo di limiti. Primo fra tutti la necessità che le persone mostrano in fatto di aggiornamento e le news in tempo reale. La carta ha un tempo preciso e i quotidiani in edicola la mattina, per presto che usciamo a comprare il giornale, sono già vecchi rispetto alle edizioni digitali comodamente consultabili durante la colazione con un tablet o un laptop, se non con uno smartphone.

Il bisogno di essere costantemente aggiornati le redazioni lo sperimentano minuto dopo minuto: per questo i social media, per la loro natura che dona un ruolo attivo a tutti gli utenti, riescono anche meglio a coprire certi eventi in tempo reale.

Ancora, la carta soffre l’assenza di interattività e multimedialità, praticamente le caratteristiche che hanno spinto i social media, e Internet in generale, al successo. La carta non può essere interattiva, se non indirettamente, e certo non è multimediale escludendo le fotografie e le immagini.

I vantaggi del digitale

Tutti questi limiti vengono abbondantemente e brillantemente superati dall’edizione digitale di un prodotto.

Probabilmente, ed è una critica che meriterebbe un libro intero, la facilità con la quale si può produrre un prodotto editoriale in versione digitale ha minato la qualità dell’informazione. E’ una domanda cui tenteremo di rispondere in un prossimo articolo, ma la lanciamo ugualmente qui: il blog è assimilabile a un giornale? Un blogger è considerabile come un giornalista?

Di certo la discussione non può essere risolta con un semplice sì o con un semplice no, in quanto le due risposte sarebbero semplicistiche e giuste in ogni caso. Il problema della qualità dell’informazione è, in secondo luogo, ammesso pure quando parliamo di carta stampata. Le tante critiche non possono essere completamente infondate. I conflitti di interessi nelle varie redazioni sono sempre più evidenti e viviamo un periodo – a mio modesto avviso – di una scarsa propensione verso la deontologia professionale. Troppo forti le bandiere per le quali tifiamo per decidere di scrivere in modo oggettivo senza nascondere i fatti, anzi preferendo il gossip. Vale per la politica come per lo sport.

Riscriviamo i limiti precedenti che a questo punto diventano i vantaggi del mondo digitale.

Le riviste e i libri si leggono comodamente su iPad

Le riviste e i libri si leggono comodamente su iPad

Il digitale non impone un limite di spazio, nonostante ciò imponga un discorso a più ampio respiro e che sconfina in argomenti di design e di usabilità.

Il digitale ha costi certamente minori rispetto alla carta. Costi che andrebbero adeguatamente declinati. Ed è un errore pensare a un non costo del giornalista, anzi, è (dovrebbe essere) esattamente il contrario: la buona informazione, carta o digitale che sia, va adeguatamente retribuita. Ciò avviene? Non sembra, stando ad alcuni rapporti ufficiali.

Il problema dei costi porta con sé quello dei guadagni. Se la vendita di un singolo quotidiano o di un abbonamento è già un guadagno per l’editore (quindi, direttamente per il giornalista), come la mettiamo con i prodotti digitali? La gente tende a preferire siti che offrono l’informazione in modo gratuito. E’ la cosidetta information commodity: troppo facile trovare l’informazione per pensare di pagarla.

Conseguenza diretta dell’information commodity è la prospettiva che se ne può ricavare: se trovo tutto online, e in modo anche più semplice e ricco di contenuti, per quale motivo dovrei pagare la versione cartacea? E’ facile immaginare che sarà questo lo scenario fra qualche anno, quando cioè le redazioni sceglieranno di passare al digitale per contenere i costi e adeguarsi al cambiamento.

Un cambiamento dettato dalla portata e dai numeri. La pervasività del mobile è sotto gli occhi di tutti: device, tablet, smartphone, laptop e il costante uso dell’Internet mobile (con tariffe sempre più accessibili). Siamo sempre connessi e consumiamo tanta informazione, minuto dopo minuto, con una maggiore e migliore richiesta in fatto di real time, accessibilità e ricercabilità (ricercabilità dell’informazione che è anche un limite della carta stampata).

Conclusioni

Sebbene le prospettive siano queste, e non può essere altrimenti, la carta conserva ancora un fascino immutato sotto certi aspetti. O, detto diversamente, per certi tipi di produzioni. Difficilmente i libri di carta spariranno del tutto. Questo sembra vero più per i quotidiani e le riviste.

Le domande da porsi sono altre: le redazioni sono pronte al cambiamento? Sono pronte a battersi con nuovi player sul mercato (pensate ai bloggeri più famosi, quelli che producono – per quanto mi riguarda – una migliore informazione in molti ambiti)?

Per quanto mi riguarda – e chiudo – la carta non morirà mai, almeno in casa mia. Leggo tantissimo sul video, leggo ancora di più sull’iPad, leggo perfino sull’iPhone quando sono in giro, ma la preferenza resta sempre la carta. Di converso l’iPad mi permette ciò che prima mi era impossibile: porto con me una valanga di libri e riviste, subito consultabili e meglio consultabili. E un paio di applicazioni su iPad mi permettono la modifica di PDF davvero notevole.

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