Il nuovo giornalismo secondo Ben Huh

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Secondo Ben Huh il giornalismo moderno ha perso l’obiettività che ne dovrebbe guidare il lavoro quotidiano. Almeno ciò sembra vero nel mondo digitale dove il giornalismo andrebbe ripensato. Una questione molto stimolante, soprattutto in questo periodo italiano dove le crepe nell’etica e nella deontologia dei professionisti dell’informazione sono fin troppo evidenti.

La nuvola del Web Journalism

La nuvola del Web Journalism

In realtà alcuni suoi scritti andrebbero opportunamente interpretati. A mio parere Ben Huh confonde, in modo volontario vista la caratura del professionista, il lavoro di un giornalista professionista con quello di un blogger (pro o semplice appassionato che sia). Soprattutto confonde il dare-una-notizia con il fornire-una-opinione. Nel mondo del giornalismo notizia e opinione sono due cose ben distinte e infatti si fanno risalire a due tipologie di articoli differenti, ma non scendiamo nei dettagli.

Di Ben Huh mi ha colpito una frase e cioè la seguente:

Le idee più grandi provengono dai pazzi, da gente che non è subito credibile, ma che poi lo diventa.

Di fatto Ben Huh introduce un semplice concetto, quello dell’autorevolezza di chi firma gli articoli. Secondo Ben Huh, concetto che condivido pienamente, non serve basare la propria scelte nelle letture solo sul nome che firma un articolo. Perché il Web è pieno di grandi talenti che forniscono news e opinioni anche meglio e migliori rispetto a chi lo dovrebbe fare per professione. Così come il Web ha dimostrato la pochezza di grandi firme che ogni giorno popolano i quotidiani in edicola. Semmai il problema è l’autorevolezza della fonte dalla quale il blogger, il giornalista o l’utente apprende la notizia.

L’importanza delle fonti, a mio avviso, non può essere dispersa a favore della “pazzia” di cui parla Ben Huh, almeno quando si tratta di notizie strettamente collegate alla cronaca (qualunque sia il settore). Di converso, è importante poter leggere più punti di vista, attingere da più sorgenti di informazione per poi tentare di fare una sintesi da sé. Sostanzialmente questo è il motivo per cui il Web è ormai il mezzo informativo più utilizzato e amato.

Le tesi di Ben Huh acquisiscono la loro forza dall’esplosione dei canali sociali, tipo Twitter o Facebook. Non dimenticando blog e forum. In tal senso ecco che il punto di vista personale è sempre più necessario perché in questi canali è fondamentale instaurare una relazione molto stretta col lettore. Ecco la principale trasformazione che ha investito il giornalista sul Web: un continuo e forte colloquio fra il professionista e il pubblico. Senza più barriere, con il lettore a giocare un ruolo sempre più attivo e meno passivo.

Il Web, infine, ha portato a un eccesso di concorrenza fra giornali e giornalisti, proprio per la facilità di poter esercitare questo lavoro. Che poi tale facilità converga in “qualità” è tutta un’altra storia.

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