Social Media Report 2012: lo stato dell’arte

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Il punto sullo stato dell’arte nel settore dei social media. Nielsen ci regala un altro splendido rapporto che mostra i risultati dell’indagine prendendo come intervallo di tempo quello compreso fra luglio 2011 e luglio 2012. Sono 15 slide di numeri e grafici lungo le quali scorrono tante storie di successo e di vita, fra aziende, professionisti e semplici utenti che hanno dedicato il loro tempo ai social media dal PC di casa o dallo smartphone in giro per la città.

Il report illustra il modo in cui la rete viene usata, a più livelli e nei più disparati contesti. Emerge chiaramente anche il differente uso che facciamo dei dispositivi per accedere alla rete, prima ancora che sottolineare come il mobile web sia in forte esplosione. Vediamo, una per una, le tendenze e le conferme nell’ultimo social media report firmato da Nielsen.

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Quali dispositivi usiamo per connetterci al Web?

Quali dispositivi usiamo per connetterci al Web?

I social media si confermano una presenza stabile nel quotidiano incedere delle nostre vite. La loro crescita è costante nell’uso, nei numeri, nei settori. E da strumenti tattici sono diventati strategici nel business delle aziende che hanno scommesso sulla presenza online.

A parte essere sempre più visitati, emerge chiaramente come i metodi dei social media siano sempre più usati nei siti. La tendenza dell’utilizzo dei social è chiaramente legata all’estensione della connettività: ora il Web lo si porta in tasca. Con l’aggiunta di una proliferazione dei terminali mobili, siano essi smartphone o tablet. I social media sono dunque la categoria di siti più frequentati dagli utenti. Facebook batte tutti, ma viene fortemente incalzato da nuovi arrivati (leggi Pinterest) o da vecchi competitor (leggi Twitter).

E’ diventato sempre più importante il fattore influencer, ovvero la possibilità, tramite il passaparola, di influenza le scelte degli altri utenti nell’acquisto o meno di un prodotto o servizio. Ciò significa che si complica la vita di chi deve gestire il web marketing, in particolare chi detiene il potere di agire sull’e-commerce: chi compra arriva sempre per percorsi tortuosi e imprevedibili. Tali percorsi vanno studiati, monitorati e se possibile – appunto – influenzati.

Una riflessione la merita il discorso informazione. Una delle conseguenze, piuttosto palesi, è relativa al calo di interesse per i giornali in edicola e ai quali si preferisce la possibilità di essere informati in real time sul Web presso i siti dei quotidiani o i blog o i social media dove il citizen journalism trova terreno fertile. Come corollario ecco la crisi della pubblicità sui giornali di carta, con numeri comunque non troppo allegri per i media virtuali. Eppure l’ePub viene presentato come fattore determinante per il 2013 e l’editoria online dovrebbe vivere un anno felice. In generale è forte l’interesse del pubblico verso l’informazione. Uno dei bisogni più urgenti per l’utente è quello di essere sempre informato, costantemente, con possibilità di accedere ad approfondimenti di varia natura e pieno accesso alla multimedialità (non solo testo, ma foto e video).

Cominciamo d’ora in avanti a snocciolare qualche numero.

Mobile

App o WebApp?

App o WebApp?

E’ la vera rivoluzione perché ha cambiato abitudini e il modo di vivere il Web. Sulle abitudini in realtà non approfondiremo il discorso perché richiederebbe lunghe pagine di blog piene zeppe di esempi e riflessioni, perciò ci affidiamo al rapporto di Nielsen.

Si registra un aumento dell’85% di accessi ai social media via applicazioni mobile. Mentre il Web mobile registra un +82%. Potrebbe essere sintomo di un pareggio di funzionalità offerte ed esperienza utente fra app e webapp. Ulteriore spunto per questa riflessione, che sembrerebbe spostare l’attenzione verso le app, sono i numeri riferiti ai minuti spesi sul mobile Web: +120% per quanto riguarda le app, +22% per quanto riguarda il browser. In generale il tempo medio speso sui social è cresciuto di un 21%.

L’accesso a Internet dai dispositivi mobile non può che essere giovato dalla semplicità e dall’immediatezza ormai consentita da tutti i device. L’ubiquità sembra proprio la chiave di questa nuova era tecnologica che non accenna ad arrestarsi. Per quanto riguarda il duello fra app e webapp appare chiaro un concetto: gli utenti vogliono funzioni semplici, interfacce non invasive e immediate, poca fuffa dal punto di vista estetico perché tutto l’interesse è sui contenuti e la facilità di produrli per condividerli.

Non ancora significativo l’accesso a Internet dalla TV. Significativo, come mostrato poco sotto, l’utilizzo dei social “durante” la TV.

Social Care

La frequenza nel Social Customer Care

La frequenza nel Social Customer Care

Gestire il rapporto con i clienti via social media è diventata ormai un’arma tattica importante. Oltre la tattica il Social Customer Care è diventato una vera e propria strategia che bene sta facendo a molte aziende, almeno quelle che riescono ad adottarlo in modo virtuoso. Più di un terzo degli utenti interagisce con le aziende, con le marche. E preferisce al telefono proprio i social media. I grandi brand si stanno adattando a questo fenomeno ingaggiando personale pronto e reattivo a rispondere ai bisogni dei propri clienti, e le PMI dovranno adattarsi alla svelta. Per molti oggi è un fattore di vantaggio rispetto ai competitor.

Ma quanto gli utenti interagiscono con le aziende per ricevere supporto? Il 70% almeno una volta al mese, il 21% almeno una volta a settimana e il 9% almeno una volta al giorno. Dati significativi di un trend in forte aumento.

Gli strumenti preferiti sono Facebook (28%), Twitter (13%), YouTube (11%) e infine il blog aziendale.

Social TV

La second screen experience: TV+Web

La second screen experience: TV+Web

Una delle pratiche più comuni è chiedere informazioni circa un prodotto visto in TV, scatenare un po’ di passaparola e di reviews facili (alle volte in appena 140 caratteri) e poi procedere o meno all’acquisto. Detto diversamente, il rapporto fra social media e TV si fa sempre più stretto, nelle varie possibili declinazioni. Una trasmissione va sui social perché informa (tipo il racconto delle trasmissioni su Facebook e su Twitter), o perché vuole portare l’utente/spettatore all’interazione (quindi sfruttando sondaggi o richiedendo domande al pubblico virtuale). Sempre più frequente il continuare il rapporto creato col pubblico della rete anche al di là della diretta di una trasmissione televisiva.

Lo strumento preferito quando si guarda la TV, ma non ci si vuole staccare dal Web, è il tablet, forse perché più comodo nella lettura e nella digitazione. Il 41% usa i social media da tablet durante una trasmissione TV, mentre il 38% usa lo smartphone. Twitter è il re in questo campo, e di Twitter piace molto la politica degli hashtag che permettono di decentralizzare i luoghi della discussione: cinguetto usando il cancelletto e posso interagire con gli altri senza il bisogno di finire sulla fan page del mio programma preferito.

Brand

I settori più presenti sui Social

I settori più presenti sui Social

Quali sono i settori più presenti sui social? Elettronica di consumo e viaggi seguiti dall’intrattenimento e dagli elettrodomestici, senza dimenticare il settore alimentare.

Advertising

Advertising: fastidio o servizio?

Advertising: fastidio o servizio?

Sull’advertising il discorso è complesso, ma il rapporto lo liquida in modo semplice. Il 33% è infastidito dalla pubblicità visualizzata sui social network ed è una percentuale più alta rispetto a quella visualizzata sui siti web. Questo fa pensare a come il popolo sia molto interessato ai contenuti condivisi sui social network e non vuole advertising invasivo. E poi c’è un 26% che si trova a proprio agio con la pubblicità “su misura”, cioè quella basata sul profilo personale. La stessa percentuale è poi riferita a coloro i quali si fanno influenzare positivamente dai brand condivisi dai propri amici.

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