La nascita del marketing digitale: caratteristiche distintive [2/4]

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In questa serie di articoli tenteremo di dare una introduzione storico-concettuale del marketing digitale affrontandola in quattro puntate (articoli). Da un’introduzione storica passeremo all’esaltazione delle caratteristiche distintive, per poi tentare di darne una definizione più precisa e infine isolarne le 6 parole chiave.

La serie:

  1. La nascita del marketing digitale: introduzione
  2. La nascita del marketing digitale: caratteristiche distintive
  3. La nascita del marketing digitale: definizione
  4. La nascita del marketing digitale: 6 parole chiave

Alcuni testi classici del marketing fanno risalire la sua nascita negli anni della depressione economica americana. Siamo nel 1930 circa e l’economia mondiale conoscerà una grande crisi. La nascita fu la diretta conseguenza della necessità di rivedere valori e strategie delle aziende che più di tutti subirono i nefasti anni economici di quel tempo. Non deve stupire perciò il fatto che la nascita del marketing digitale viene legata all’anno 2006 e cioè la crisi del nordamerica che ha influenzato le economie del resto del mondo.

Crisi o non crisi, i fattori che hanno scatenato il bisogno di un nuovo tipo di marketing vanno ricercati nell’esplosione del Web, nella crescita furiosa dei dispositivi mobili e la sempre più importanza assunta dalle community virtuali legati a marchi, prodotti, servizi, mode, costumi. A questo va aggiunta la perdita di efficacia dei media tradizionali e il ribaltamento delle strategie di comunicazione: da un tipo di comunicazione one to many a uno di tipo many to many, dove gli attori sono pari fra loro (aziende, utenti, clienti, influencer, brand); da una comunicazione di tipo push (l’azienda parla, i clienti ascoltano) a una di tipo pull (qui il discorso è in realtà molto più complesso).

Le nuove tecnologie e i new media hanno ribaltato il ruolo di potere a cui erano stati abituati i brand costringendoli a rivedere i loro piani. Oggi gli utenti della rete sono in grado di raggiungere ogni tipo di informazione, di accedere a più canali contemporaneamente, di poter scegliere perfino i canali. Siamo nell’era dell’economia dell’informazione, dove l’unica moneta è rappresentata proprio dai dati e dalle informazioni. Gli utenti accedono alle informazioni in modo libero e non controllato e questo li porta ad avere il controllo della comunicazione quando entrano in contatto con un brand o un’azienda.

Fare marketing in questa era dell’economia dell’informazione richiede tre semplici cambiamenti:

  1. da controllori a facilitatori. Le aziende, gli esperti di marketing in particolar modo, devono capire che i clienti sanno benissimo recuperare tutte le informazioni di cui hanno bisogno: offerte, prezzi, alternative, caratteristiche, e così via. Il controllo è dalla parte degli utenti, perciò il ruolo del marketer deve essere quello di facilitare la ricerca di tali informazioni. Devono saper ascoltare e incentivare la partecipazione al dialogo;
  2. trasparenza della comunicazione. In un articolo avevamo evidenziato quanto è importante per un’azienda apparire trasparente, vera, autentica. Perché gli utenti ricercano proprio questo in un prodotto, in un brand: l’autenticità. I falsi proclami o gli slogan non funzionano più. La comunicazione deve essere perciò guidata dalla verità. E trasparente devono essere pure le modalità con cui gli utenti possono accedere all’informazione;
  3. dalla customer acquisition alla customer retention. Acquisire un cliente è un obiettivo primario per un’azienda, ma mantenere i propri clienti lo è di più. Paradossalmente può risultare più semplice acquisire un cliente la prima volta, ma il vero successo sta nel ripetere quest’acquisizione più e più volte. E’ la brand fidelity, cioè quello strano senso di appartenenza e fiducia verso un brand che ci spinge ad acquistare i suoi prodotti più e più volte. Questo significa averne soddisfatto i bisogni. Questo vuol dire che dobbiamo capire i motivi per cui abbiamo raggiunto la piena soddisfazione del cliente e quali sono i modi e i contenuti per ripetere questa soddisfazione nel futuro. Gli esperti di marketing e i manager devono in sostanza capire che il vero valore non è nella transazione, ma nella relazione.
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4 Comments La nascita del marketing digitale: caratteristiche distintive [2/4]

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  3. Elisa

    Buongiorno,

    sto facendo una tesina sul marketing digitale e vorrei scrivere brevemente della sotira e di come è nato il digital marketing. Lei dice che parte dal 2006 con la crisi nordamericana. Può spiegarmi le motivazioni?? Al massimo anche dei link.

    Grazie

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    1. kiko

      Ciao @Elisa, bella domanda. Intanto ti invito a riferirti a me con il TU.

      La verità è che quella è una mia personale lettura, che fa da crasi a diverse teorie e diverse considerazioni di guru del settore.

      Un link che parzialmente potrebbe confermare la mia lettura:

      1. il solito Wikipedia (https://en.wikipedia.org/wiki/Digital_marketing) che parla di digital marketing già nel 1990, ma poi cita gli anni 2000 e 2010 per la definitiva esplosione;

      In libreria trovi invece tutta una serie di testi molto interessanti, da Paola Peretti ad autori inglesi quali Damian Ryan o Dave Chaffey o Ira Kaufman.

      Reply

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