Il manifesto delle start up per la crescita economica

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Il settore digitale ci salverà. Stando al Boston Consulting Group è e sarà questo il perno della ripresa del Vecchio Continente. Il tasso a cui tale settore crescerà sarà dell’8% annuo nei prossimi 5 anni. Alcuni Paesi del G20 addirittura sfioreranno il 18%. L’Italia rientrerà in quest’ultimo numero?

Lo studio del BCG si basa su una semplice osservazione: il mondo digital (davvero complesso) è riuscito a superare le negatività creando nuove opportunità di business, quindi di lavoro, quindi di crescita. Specie per i giovani che sembrano il vero traino dell’intero settore.

In questo scenario si inserisce un progetto della Commissione Europea chiamato Startup in Europe, Stay in Europe. Il progetto nasce in sinergia con un gruppo di founder di startup di successo e cioè lo Startup Europe Leaders Club. Nel recente marzo il gruppo ha tirato fuori una sorta di manifesto per la crescita economica.

Vediamo di commentare brevemente le 22 lezioni in materia di start up in soli tre punti.

Primo. Ogni futuro imprenditore (lo chiamiamo studente?) dovrà acquisire sin dalla tenera età adeguate competenze in materia di tecnologia e impresa. Trasmettere il giusto valore dell’imprenditorialità aiuta a formare menti più sveglie e propositive, indipendentemente da cosa quello studente diventerà.

Secondo. Una nota importante del gruppo mi vede particolarmente felice: preparare meglio i neo-leaureati ad affrontare il vero mondo, che raramente coincide con quello letto sui testi universitari. E quindi, è fondamentale che le aziende condividano maggiormente informazioni e formazione con chi sta per terminare l’università per immergersi nel mondo del lavoro. Cercare una convergenza di interessi è banale: esiste, è una necessità di entrambe le figure. Le aziende ricercano il talento; i talenti sui banchi ricercano le aziende. E qualcuno vuole perfino crearle.

Terzo. Bene, abbiamo formato i futuri imprenditori e una classe dipendente più attiva e propositiva. E adesso? Adesso servirebbe, secondo il gruppo Startup Europe Leaders Club, e secondo chiunque vi capiti a tiro (provate a fare la domanda a chi vi sta in questo momento vicino), un più semplice accesso al credito. Qualcuno direbbe addirittura “migliore”, ma la storia si complicherebbe troppo.

In Italia, fra i primi a firmare il manifesto, è stato Salvo Mizzi, già fondatore di Working Capital.

E qui a Pisa stiamo per fare un passo molto importante e che mi vede orgogliosamente protagonista. Stay tuned!

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