Data Driven Marketing

18 Flares 18 Flares ×

I dati sono la nuova moneta. E con i dati bisogna fare marketing per le persone, non già alle persone. Sottile, ma fondamentale differenza fra azioni di marketing di successo e azioni di marketing che boh-speriamo-vadano-bene.

Fare marketing per le persone è possibile solo conoscendo sempre meglio tali persone, quindi raccogliendo i dati che gli utenti producono e forniscono costantemente, in svariati modi, in variegati contesti. Con strumenti nuovi, strumenti adatti, a patto di partire da una stratgia chiara ed efficace, con obiettivi di business davvero SMART.

Poiché le persone, visto che parliamo di Web, sono in costante aumento, e lo sono ancora di più i dati prodotti, mai come oggi la differenza la fanno le aziende capaci di gestire e utilizzare efficacemente i big data. Una simile gestione e un giusto utilizzo possono avere impatti sorprendentemente e positivamente devastanti per le operazioni di marketing, in quanto consentono una conoscenza molto approfondita con la capacità di agire sulla personalizzazione di campagne e messaggi. In pratica l’optimum del web marketing.

Non solo per il reparto IT, dunque. Il capitolo big data è tutt’altro che pura tecnica, anzi la sostanza deve riguardare molto da vicino la squadra marketing, ma soprattutto il top management che dall’analisi e dalla sintesi dei big data possono trarre le migliori informazioni per orientare le strategie aziendali e suggerire le tattiche. Per le aziende consumer oriented un simile approccio non solo è desiderabile, ma ormai irrinunciabile.

Il problema riguarda il come raccogliere i dati. Se il consumatore/utente è il fornitore di dati, l’azienda è certamente la destinataria, o almeno da destinataria deve operare. Come? Con una presenza attiva e umile sui social media, attraverso la cura di un rapporto di fiducia, fornendo servizi a forte valore aggiunto in cambio dei dati richiesti, contribuendo con contenuti di qualità. Attraverso molteplici canali, sia interni all’azienda, sia soprattutto esterni all’azienda (pensate ai social network o ai forum). I dati possono arrivare in molteplici forme: like e tweet, retweet e condivisioni, post, recensioni. Basta ascoltare. Basta ascoltare bene. Presidiando con arguzia i centri di interesse sul Web.

Viene a profilarsi un nuovo ciclo del data marketing. Un ciclo che può avere un inizio dal consumatore o dall’azienda, ma che certamente non può avere fine. Descriviamolo sinteticamente.

Un’azienda investe in azioni di marketing per stimolare un’azione o una reazione nell’utente/consumatore. Questi genererà dei dati che l’azienda deve raccogliere e analizzare per poi preparare una nuova azione di marketing. Quest’ultima sarà ulteriore fonte di generazione di reazioni da parte dell’utente/consumatore il cui risultato è un nuovo set di dati, così da far alimentare un ciclo in cui la differenza deve farla – dal lato dell’azienda – la capacità di sfoderare sempre differenti e adeguate azioni e strategie di marketing. Pena l’esclusione dai mercati o la perdita di clienti.

18 Flares Twitter 3 Facebook 7 Google+ 0 LinkedIn 6 Buffer 2 Email -- 18 Flares ×

1 Comment Data Driven Marketing

  1. Pingback: Il vecchio modo di fare IT funziona ancora? L'eterna lotta fra analogico e digitale | Francesco Corsentino.net

Lascia il tuo commento

Tranquillo: la tua email non verrà pubblicata.

Puoi usare i seguenti tag HTML e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>