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> <channel><title>Francesco Corsentino .net &#187; Featured</title> <atom:link href="http://corsentino.net/category/featured/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://corsentino.net</link> <description>blogger // writer // student</description> <lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 08:44:11 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Twitter si veste a nuovo: come cambia la grafica?</title><link>http://corsentino.net/2011/12/twitter-si-veste-a-nuovo-come-cambia-la-grafica/</link> <comments>http://corsentino.net/2011/12/twitter-si-veste-a-nuovo-come-cambia-la-grafica/#comments</comments> <pubDate>Tue, 20 Dec 2011 14:00:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Featured]]></category> <category><![CDATA[Net Culture]]></category> <category><![CDATA[Tendenze tecnologiche]]></category> <category><![CDATA[facebook]]></category> <category><![CDATA[social-media]]></category> <category><![CDATA[social-network]]></category> <category><![CDATA[twitter]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1928</guid> <description><![CDATA[Il social network da 140 caratteri si veste a nuovo. Ma non è solo la grafica a cambiare. Twitter indossa un nuovo abito e propone diverse novità. Via alle pagine aziendali, restyling dei profili, usabilità migliorata. Dal blog ufficiale ecco le indiscrezioni sulle modifiche apportate al social network dell’uccellino blu. Modifiche declinate in modo ottimale...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il social network da 140 caratteri si veste a nuovo. Ma non è solo la grafica a cambiare. <a
title="Twitter" href="http://twitter.com" target="_blank">Twitter</a> indossa un nuovo abito e propone diverse novità.</p><p>Via alle pagine aziendali, restyling dei profili, usabilità migliorata. Dal <a
title="Twitter - Official Blog" href="http://blog.twitter.com/" target="_blank">blog ufficiale</a> ecco le indiscrezioni sulle modifiche apportate al social network dell’uccellino blu. Modifiche declinate in modo ottimale anche sulle applicazioni mobile per iPhone e iPad.</p><p>Twitter diventerà ancora più completo, sempre più funzionale allo scopo degli utenti e certamente più intuitivo circa l’uso e la navigazione via browser.</p><p>Analizziamo con ordine le novità di Twitter.</p><h2>Brand pages: pagine commerciali</h2><p>Che il sito puntasse a una ulteriore crescita economica lo si era capito già da un pezzo. Ora la strategia ha un alleato in più: le pagine aziendali.</p><p>In realtà sarebbe opportuno chiamarle pagine commerciali (<strong>business pages</strong>) visto che si tratta di uno spazio dove società e aziende possono pubblicizzare i propri servizi e i propri prodotti. In tal modo le aziende possono pensare di incrementare il numero di <em>follower</em> e, direttamente, il proprio pubblico.</p><p>I <strong>profili aziendali</strong> si distingueranno così dai profili personali in modo dare una connotazione grafica precisa e subito chiara: gli utenti sapranno già dal caricamento dove sono andati a finire e ciò dovrebbe garantire un maggiore impatto visivo e funzionale.</p><h2>Nuovo layout della home page</h2><p>Quasi in parallelo con la nuova grafica lanciata da <em>Mark Zuckerberg</em> per il suo <em>Facebook</em> (la <a
title="Facebook - Introducing Timeline" href="http://www.facebook.com/about/timeline" target="_blank">Timeline</a>), anche Twitter si rinnova. E lo fa dopo un attento studio sulla <em>user experience</em> sul proprio sito. Gli analisti sembrano aver ascoltato i cinguettii degli iscritti al social network e adottato le giuste soluzioni grafiche.</p><p>In tal senso avremo una <strong>inversione del layout</strong>, sempre strutturato a due colonne affiancate. A destra troveremo tutti i tweet dei nostri following (cioè delle persone che seguiamo), mentre a sinistra troverà spazio il box informativo sul nostro profilo e i vari suggerimenti sulle persone che potremmo voler seguire. In tale box verranno sintetizzati gli argomenti più chiacchierati su Twitter e sui quali potremo immediatamente intervenire.</p><h2>Nuove sezioni: Discover e Connect</h2><p>A livello funzionale saranno due le aggiunti principali: Discover e Connect.</p><p>Partiamo dall’ultima. <strong>Connect</strong> è una sezione che consentirà agli utenti di non perdere il filo conduttore dei propri tweet, in special modo quando questi rientrano in una discussione <em>tweet-reply</em> con altri utenti. Il botta e risposta, in pratica, non verrà perso, anzi mostrato proprio in questa sezione. Sempre qui verranno raccolti i <em>retweet</em> di nostri cinguettii o le menzioni a noi rivolte. Con <em>Connect</em> vi sarà dunque meno dispersione delle conversazioni e delle interazioni tenute su Twitter.</p><p>E a proposito di dispersione ecco che ci viene in soccorso la modalità <strong>Discover</strong>. Questa raccoglie tutte le discussioni più accese (<em>trend topic</em>), divise per argomenti, così da dare subito una panoramica di cosa sta accadendo sul social network e su cosa stanno discutendo i milioni di utenti. Con <em>Discover</em> potrebbe subire un netto ridimensionamento la ricerca tramite hashtag, anche se personalmente non sono d’accordo con questa teoria.</p><p>In ottica di una concorrenza sempre più spietata con Facebook, Twitter migliorerà l’<strong>inclusione di elementi multimediali</strong> quali foto e video nei tweet.</p><p><em>In un prossimo articolo ci dedicheremo alla descrizione dell’applicazione disponibile su iOS: Twitter per iPad e iPhone. Stay tuned!</em></p><p>E visto che ci siamo: se ti è piaciuto l&#8217;articolo&#8230; <a
title="KikoCorsentino su Twitter" href="http://twitter.com/kikocorsentino">seguimi su Twitter</a>!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2011/12/twitter-si-veste-a-nuovo-come-cambia-la-grafica/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Elementi e servizi per il lancio memorabile di una startup</title><link>http://corsentino.net/2011/12/elementi-e-servizi-per-il-lancio-memorabile-di-una-startup/</link> <comments>http://corsentino.net/2011/12/elementi-e-servizi-per-il-lancio-memorabile-di-una-startup/#comments</comments> <pubDate>Fri, 02 Dec 2011 07:30:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Featured]]></category> <category><![CDATA[Freelance Directory]]></category> <category><![CDATA[billing]]></category> <category><![CDATA[business-analytics]]></category> <category><![CDATA[landing-page]]></category> <category><![CDATA[mind-mapping]]></category> <category><![CDATA[newsletter]]></category> <category><![CDATA[project-management]]></category> <category><![CDATA[social-network]]></category> <category><![CDATA[startup]]></category> <category><![CDATA[web-services]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1859</guid> <description><![CDATA[E veniamo al punto caliente della questione: come faccio a lanciare in modo ottimale una startup? Le strategie si sprecano. In rete trovi storie anche molto diverse fra loro. Storie diverse che hanno portato al successo i loro protagonisti. Strategie e tecniche differenti che in quella particolare situazione, in quel particolare contesto, hanno funzionato. Funzionato alla...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E veniamo al punto caliente della questione: come faccio a lanciare in modo ottimale una startup?</p><p>Le strategie si sprecano. In rete trovi storie anche molto diverse fra loro. Storie diverse che hanno portato al successo i loro protagonisti. Strategie e tecniche differenti che in quella particolare situazione, in quel particolare contesto, hanno funzionato. Funzionato alla grande.</p><p>Evitiamo lunghe frasi e cerchiamo di andare al sodo.</p><h2>Come lanciare una startup</h2><p>Per lanciare un’idea, quindi una startup, in rete occorre giocare con un concetto che all’utente deve apparire decisivo per la sua scelta. Tale concetto è quello di <strong>esclusività</strong>.</p><p>Per esclusività si deve far intendere che è la nostra startup a possedere la giusta soluzione al problema dell&#8217;utente.</p><p>Il lancio deve mostrare squarci di questa soluzione e deve innescare un effetto moltiplicatore al fine di far conoscere la tua impresa a quante più persone possibili. Di tutte queste persone ci sarà sicuramente qualcuno interessato alla tua idea e questo qualcuno è il potenziale cliente.</p><p>Anche in questo caso (come quando abbiamo parlato de <a
href="http://corsentino.net/2011/11/i-fattori-di-successo-di-una-startup/">I fattori di successo di una startup</a> e dei <a
href="http://corsentino.net/2011/11/4-aspetti-determinanti-delle-startup-di-successo/">4 aspetti determinanti delle startup di successo</a>) possiamo isolare due elementi fondamentali per il lancio di una startup:</p><ol><li>value proposition;</li><li>strategia di teasing.</li></ol><h3>Cosa è la value proposition?</h3><p><img
class="alignright size-full wp-image-1862" title="Value proposition" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/value-proposition.jpeg" alt="Value proposition" width="223" height="175" />La <strong>value proposition</strong> non <strong>è</strong> altro che <strong>il problema da risolvere</strong>. Cioè la soluzione da te proposta, rovesciando il concetto.</p><p>Al visitatore che capita sulla pagina del tuo progetto deve essere chiaro qual è il problema che hai deciso di risolvere. Se è anche un suo problema, allora di sicuro passerà oltre a esaminare che tipo di soluzione gli stai proponendo. Ciò significa che <strong>devi</strong> in qualche modo <strong>invogliarlo a provare il tuo prodotto</strong>, il tuo servizio. Per invogliare un normale visitatore ad approfondire la tua idea è necessario mostrargli alcuni squarci della soluzione.</p><p>Ciò si traduce in pratica con un demo dell’applicativo o una serie di screenshot opportunamente commentati o un tour guidato all’interno del servizio. Evitate soltanto lunghi testi perché quello che avete davanti non è un lettore che comodamente trascorrerà delle ore sulla vostra pagina, ma un <em>surfer</em> della rete la cui attenzione è molto volatile e non ha alcuna pazienza a leggere i vostri testi e perciò bisogna imprimere istantaneamente i dettagli della vostra idea.</p><p>Per una conferma di quanto appena detto è sufficiente fare un giro per i siti web dei servizi più famosi. La home page ha solitamente una struttura comune. Struttura che deriva da una <em>strategia<br
/> di teasing</em> opportunamente studiata in fase di lancio.</p><h3>Cosa è una strategia di teasing?</h3><p><img
class="alignleft size-full wp-image-1861" title="Strategia di teasing" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/attenzione.png" alt="Strategia di teasing" width="217" height="180" />Quando lanciamo la nostra startup dobbiamo cercare di essere memorabili, di catalizzare l’attenzione dei visitatori e di ottenere la conversione di questi ultimi in clienti. Di questo si occupa la <strong>strategia di teasing</strong>.</p><p>Per essere memorabili dobbiamo lavorare molto sull’immagine della startup.</p><p>I visitatori tendono a ricordare un’immagine, un logo, più che l’intera descrizione del progetto, perciò occorre lavorare di creatività e fantasia e tirar fuori qualcosa… di memorabile.</p><p>Alle volte la complessità e <strong>la ricerca affannata di originalità può risultare controproducente</strong>. Qual è il logo di Facebook? E quello della Coca Cola? Se dico Apple o Nike? Sicuramente non avrai bisogno di immagini per ricordare i loghi di questi marchi famosi. Ora la domanda è semplice: quanti di questi quattro (ma l’elenco poteva essere anche molto lungo) sono<br
/> estremamente complessi? La risposta è: nessuno!</p><p>Un colosso come Facebook, a questo punto della storia il caso più eclatante di startup, non ha neppure un logo, ma si basa su una pura scelta tipografica: sfondo blu e un font. Caso simile quello della Apple: una mela morsicata, bianca, nera o coi colori dell’arcobaleno.</p><p>E poi ci sono anche altri esempi, alcuni anche molto spiritosi. Per le newsletter adoro <em>MailChimp</em>, servizio che sponsorizzo volentieri. Cosa c’entra una scimmietta con le newsletter? Praticamente nulla, ma è ormai un marchio molto conosciuto in rete.</p><p>Per non parlare poi dei nomi: <em>Flickr</em>, <em>Google</em>, <em>Yahoo</em> … nomignoli, nomi onomatopeici, esclamazioni per multinazionali da miliardi di dollari. <strong>Non esistono regole per trovare il nome perfetto</strong>, basta farsi guidare dalla creatività.</p><p>Una strategia di teasing non riguarda solo logo e nome, anche tecniche per moltiplicare i contatti della tua startup. Il famoso <strong>viral loop</strong>: un meccanismo per cui il nome di una startup comincia a circolare in rete richiamando un numero sempre più alto di fan, di visitatori, di utenti. Non è semplice implementare un simile meccanismo e le tecniche variano da caso a caso. Alcuni servizi hanno indetto veri e propri concorsi per invogliare quanta più gente a iscriversi al loro sito con l’intento di vincere premi. Un’altra idea vincente è stata quella di indire vere e proprie classifiche interne fra gli utenti e assegnare ai primi della classe speciali funzioni o concedere loro particolari vantaggi.</p><p>Logo, descrizione, screenshot e viral loop si concretizzano in quella che si chiama <em>landing page</em>.</p><h3>Servizi utili per lanciare una startup</h3><p><img
class="alignright size-full wp-image-1860" title="Servizi utili per il lancio di una startup" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/toolbox.jpeg" alt="Servizi utili per il lancio di una startup" width="292" height="150" />Ma che tipo di servizi esistono a supporto di una startup? La risposta è banale: migliaia. Forse il numero è inferiore, ma comunque è valido il concetto dell&#8217;incredibile quantità di software e servizi che possono far felice una startup. Non basterebbe un intero libro, figuriamoci un semplice articolo come questo.</p><p>Ciononostante ecco a voi una <strong>lista di alcuni dei più usati servizi</strong> in rete <strong>a supporto dell&#8217;attività di una startup</strong>:</p><ul><li><a
href="http://launchrock.com/">LaunchRock</a>: uno dei siti più famosi per creare al volo una landing page. La personalizzazione del risultato finale, almeno dal punto di vista grafico, è limitata, ma nei primi istanti di vita dell&#8217;idea può certamente bastare;</li><li><a
href="http://linkedin.com">LinkdedIn</a> e <a
href="http://www.facebook.com/">Facebook</a>: i social network per eccellenza. Il primo dedicato ai professionisti e in continua espansione, il secondo… beh non c&#8217;è davvero necessità di presentarlo. Cercate di adottare la giusta strategia per cominciare ad acquisire interesse verso la vostra idea. Lanciate messaggi attraenti, cominciate a dialogare con i vostri futuri utenti, fornite qualche squarcio di quel che sarà. Una buona strategia di crescita su questi social media può addirittura, in taluni casi, sostituire una massiccia e costosa campagna di marketing tradizionale;</li><li><a
href="http://www.google.com/analytics">Google Analytics</a>: è uno dei software di business analytics più utilizzato. Marchio Google, gratis, facilità di accesso e di utilizzo. Un pezzo che non può mancare nella nostra toolbox;</li><li><a
href="http://xmind.net/">XMind</a>: un software open source di mindmapping, eccezionale per ogni situazione. Si possono creare diversi tipi di mappe. Alcune alternative sono elencate in <a
title="Diagrammi di rete, mappe e schemi: i migliori software multipiattaforma" href="http://corsentino.net/2011/03/diagrammi-di-rete-mappe-e-schemi-i-migliori-software-multipiattaforma/">questo articolo</a>;</li><li><a
href="http://www.basecamphq.com/">Basecamp</a>: uno dei servizi di project management più completi e più usati in rete. Presenta diversi piani di abbonamento e al suo interno prevede diverse utilities per favorire collaborazione e produttività all&#8217;interno di un team di lavoro;</li><li><a
href="http://www.mailchimp.com/">MailChimp</a>: a mio avviso uno dei migliori servizi per newsletter. Graficamente gradevole, funzionale, con un&#8217;interfaccia semplice e un alto grado di personalizzazione;</li><li><a
href="http://www.freshbooks.com/">FreshBooks</a>: probabilmente uno dei migliori servizi per il billing management, ossia fatturazioni e gestione clienti.</li></ul><p>Ho dimenticato qualche servizio degno di nota? Se sì lasciate pure un commento, viceversa… buona startup a tutti!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2011/12/elementi-e-servizi-per-il-lancio-memorabile-di-una-startup/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>4 aspetti determinanti delle startup di successo</title><link>http://corsentino.net/2011/11/4-aspetti-determinanti-delle-startup-di-successo/</link> <comments>http://corsentino.net/2011/11/4-aspetti-determinanti-delle-startup-di-successo/#comments</comments> <pubDate>Tue, 29 Nov 2011 07:30:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Featured]]></category> <category><![CDATA[Freelance Directory]]></category> <category><![CDATA[angel-investor]]></category> <category><![CDATA[business-plan]]></category> <category><![CDATA[startup]]></category> <category><![CDATA[venture-capital]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1842</guid> <description><![CDATA[Ed eccoci alla seconda puntata di questo articolo dedicato al mondo delle startup, in particolare all&#8217;idea di creare una startup. Nella prima puntata ci eravamo occupati dei fattori che determinano il successo di una startup, qui continueremo l&#8217;analisi andando a specificare altri quattro aspetti determinanti. Le startup di successo hanno&#8230; In un recente caso che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ed eccoci alla seconda puntata di questo articolo dedicato al mondo delle startup, in particolare all&#8217;idea di creare una startup. Nella prima puntata ci eravamo occupati dei <a
title="Fattori di successo di una startup" href="http://corsentino.net/2011/11/i-fattori-di-successo-di-una-startup/">fattori che determinano il successo di una startup</a>, qui continueremo l&#8217;analisi andando a specificare altri quattro aspetti determinanti.</p><h2>Le startup di successo hanno&#8230;</h2><p>In un recente caso che ho seguito ho potuto toccare con mano alcuni concetti che avevo letto su libri e, meglio ancora, su interviste a chi effettivamente aveva lanciato una startup di successo. Bene, in tutti questi casi è possibile ritrovare un comune denominatore costituito da almeno 4 concetti:</p><ol><li>risoluzione di un problema specifico;</li><li>passione;</li><li>subito sul mercato;</li><li>attenzione ai feedback.</li></ol><p>Letti così sembrano punti banali, e probabilmente lo sono pure, ma spesso vengono ignorati. Potete pure fare un esperimento: comprare i libri dedicati al racconto di un caso di successo (da <em>Facebook</em> a <em>PayPal</em>, da <em>MySpace</em> a <em>Delicious</em>) e noterete che questi quattro punti sono ricorrenti nelle parole dei protagonisti di queste storie. Ma procediamo con ordine.</p><h3>… sviluppato un’idea che ha risolto il loro problema</h3><p>Molte startup hanno avuto un largo consenso sul mercato perché <strong>hanno risolto un problema specifico</strong>. Il loro protagonista era però partito non già con l’idea di fondare un’azienda multimilionaria (almeno nei casi che ho studiato), piuttosto con l’intento di risolvere un loro asfissiante problema. E visto che quel problema era comune a diversi utenti sul Web, ecco che non c’è voluto molto per attirare persone. Fra tutte, c’è una frase che preferisco:</p><blockquote><p><em>[…] solve a problem that you have and chaces are other people may have that same problem. — Mark Fletcher, fondatore di Bloglines.</em></p></blockquote><p>La traduzione è esattamente quella pocanzi detta: se risolvi il tuo problema, allora è molto problema che quella soluzione possa andar bene ad altre persone che hanno lo stesso tuo problema. In realtà il concetto è anche molto più importante.</p><p><img
class="alignleft size-full wp-image-1848" title="Sviluppare la giusta soluzione" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/soluzione.png" alt="Sviluppare la giusta soluzione" width="220" height="200" /></p><p>Aver preso coscienza di un problema permette di capire meglio il contesto entro cui trovare una soluzione. Oltretutto ci si sente più motivati a trovare in fretta una soluzione. E non già una semplice soluzione, ma la migliore in assoluto.</p><p>In alternativa, per trovare una idea che possa sopravvivere sul mercato <strong>è necessario studiare il mercato</strong> medesimo, intrufolarsi fra forum e siti, portali e blog alla ricerca dei problemi sollevati dagli utenti così da proporre una soluzione a un problema esistente. Quest’attività di ricerca dell’idea può essere faticosa, certamente tediosa e non sempre produce ottime risposte.</p><p>Conviene talvolta spegnere tutto, riflettere e capire quali sono i problemi che maggiormente affliggono il tuo lavoro. In tal caso prova a cercare se qualcuno ha già implementato una soluzione. Se la risposta a quest’ultima domanda è negativa, o semplicemente se ciò che hai trovato non ti soddisfa… ecco il tuo prossimo lavoro, la tua prossima idea. E chissà che non ne possa uscire fuori una startup.</p><p>Implementare un’idea che risolve un problema permette, oltre che di attirare sin da subito un utente, di ottenere un meccanismo virale e infernale che fa circolare il tuo brand e il tuo prodotto/servizio in giro per la rete. Perché chi ha trovato utile il tuo servizio, per il puro amore di condivisione e per uno strano inconscio senso di gratitudine, diventerà il tuo migliore agente di marketing innescando il passaparola che porterà alla tua startup ancora più utenti.</p><h3>… lavorato con grandissima passione</h3><p>Qui valgono davvero poche parole. Forse valgono giusto le parole di <em>Charles Geschke</em> di Adobe:</p><blockquote><p><em>[…] if you aren’t passionate about what you are going to do, don’t do it!</em></p></blockquote><p>La traduzione? <strong>Se non provi passione per quanto stai facendo</strong>, o dovrai fare, <strong>non farlo</strong>. E’ lo stesso principio che vale per i bambini: perché non smetterebbero mai di giocare? Perché sono trasportati dalla passione e la passione non li fa stancare. Vale per il lavoro. E non sai quanto è vero…!</p><p><img
class="alignright size-full wp-image-1845" title="Lavorare con passione" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/passione.jpeg" alt="Lavorare con passione" width="260" height="200" />Essere appassionati del proprio lavoro produce quella strana magia per la quale scompare lo stress (non sempre, ma in generale pesa sempre meno dello stress di un lavoro che non ti piace), si riesce a tenere ritmi alti, a lavorare di più e a produrre il massimo sforzo possibile. Unito alle competenze questo porta necessariamente a un buon risultato finale.</p><p>Come detto, ciò potrebbe non bastare, ma è sicuramente un’ottima base di partenza per la tua impresa. Passione per il proprio lavoro vuol dire cercare costantemente di migliorarsi, approfondendo la materia, confondendo l’hobby e il relax con il lavoro medesimo. Concetti che chiunque potrà confermarvi se questo chiunque è innamorato del proprio lavoro. Riprendendo il discorso delle storie di successo, raccontate dai protagonisti, ebbene proprio in quelle pagine troverete la dimostrazione di quanta passione ha spinto loro verso il successo. A questo punto il titolo che devo citare non può che essere <a
href="http://www.anobii.com/books/Rivoluzionario_per_caso/9788811738961/01436eecba6b11d1d3/">Rivoluzionario per Caso</a>. Il meraviglioso spaccato di <em>Linus Torvalds</em> sul percorso assurdo che lo ha portato a creare Linux.</p><h3>… lanciato il prodotto sul mercato senza troppi tentennamenti</h3><p><img
class="alignleft size-full wp-image-1846" title="Zero tentennamenti" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/dubbio.jpeg" alt="Zero tentennamenti" width="200" height="203" />Testare e controllare un prodotto è una chiave fondamentale per la <strong>ricerca della qualità</strong>. Più test si fanno, meglio è. Ma i test e i controlli erodono del tempo prezioso. Tempo che può essere usato per altre attività. E la variabile incontrollabile del business, in realtà della vita intera, è proprio il tempo. Con la difficoltà che il tempo non può essere fermato, né si può tornare indietro. Detto in altro modo: se avete un prodotto funzionante, allora non aspettate troppo tempo a lanciarlo sul mercato. Chiaramente tale ragionamento deve essere opportunamente interpretato.</p><p>Il lavoro di debugging deve essere correttamente svolto altrimenti si rischiano brutte figure che possono portare a una perdita di credibilità da parte della startup. Un prodotto malfunzionante potrebbe trasmettere una idea sbagliata su quello che è invece il prodotto reale. Ma superati i test il prodotto o il servizio va immesso <strong>sul mercato in tempi rapidi</strong>. Mi aiuto ancora con una frase, stavolta del padre padrone di <em>Delicious</em> ossia <em>Joshua Schachter</em>:</p><blockquote><p><em>[…] you don’t really know if it’s a good idea untile you’ve executed it.</em></p></blockquote><p>Avere un prodotto già sul mercato, per esempio un servizio web, consente in prima battuta di <strong>anticipare possibili avversari</strong> che stanno lavorando a prodotti concorrenti o simili al nostro. In seconda battuta consente di verificare sul campo la bontà del progetto e toccare con mano problemi che in fase di testing interno al team di sviluppo non erano stati individuati. Già perché solo gli utenti alle volte scoprono falle e malfunzionamenti che il programmatore o il beta tester non erano stati in grado di sollevare.</p><p>Avere un prodotto già sul mercato consente pure di sperimentare e programmare possibili miglioramenti, in base al feedback degli utenti (di cui parleremo nella prossima sezione di questo articolo). Se ne può analizzare meglio il funzionamento monitorando l’attività degli utenti che lo stanno usando. In modo specifico è valido il consiglio, ampiamente accolto dalle società più blasonate in rete, di limitare l’uso del prodotto a pochi eletti: tipicamente si può ricorrere a inviti o a iscrizioni limitate nel numero. Questo set di utenti servirà come cavia per capire problemi e carpire possibili miglioramenti del prodotto, col vantaggio che se qualcosa va storto, allora tale informazione rimarrebbe confinata a quei pochi utenti.</p><p>Infine, avere un prodotto già sul mercato consente di instaurare sin da subito un certo tipo di rapporto con l‘utente. Dopo una fase di presentazione dell’azienda e piccoli antipasti di quella che è l’offerta, l’utente può finalmente toccare con mano il prodotto. Se abbiamo lavorato bene questi primi utenti potrebbero agire da motore per fare un po’ di pubblicità spontanea alla nostra offerta.</p><h3>… riposto grande attenzione ai feedback degli utenti</h3><p><img
class="alignright size-full wp-image-1847" title="Attenzione ai feedback degli utenti" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/feedback.jpeg" alt="Attenzione ai feedback degli utenti" width="210" height="200" />Non bisogna essere autoreferenziali. Occorre anzi prestare grande attenzione agli utenti. <em>De facto</em> è l’utente che permette alla nostra impresa di sopravvivere e prosperare. Senza l’utente il nostro prodotto andrebbe fuori dal mercato e così la nostra amata startup. L’utente non deve essere visto come il pollo da spennare, piuttosto come il più prezioso degli alleati.</p><p><strong>L’utente</strong> è colui che usa ogni giorno il nostro prodotto e quindi <strong>potrebbe fornirci</strong>, lui a noi, <strong>i migliori consigli</strong> e il miglior supporto per la crescita dell’idea. Consigli su possibili soluzioni alternative e miglioramenti. Potremmo ribaltare la frase di <em>Fletcher</em> incontrata poco sopra: se il cliente sente la necessità di un miglioramento, allora è molto probabile che anche altri utenti possano avere la stessa necessità.</p><p>Incoraggiare gli utenti a fornire il loro supporto è fondamentale per far crescere il prodotto e tale operazione è realizzabile in molti modi: sondaggi diretti tramite il sito, sondaggi tramite email, il blog ufficiale dove si possono raccogliere commenti ad hoc sotto la spinta di post creati per l’occasione, fiere e manifestazioni dove si possono incontrare fisicamente gli utenti.</p><p>Molti prodotti, anche molto buoni, sono via via scomparsi per la totale assenza di comunicazione fra il creatore e l’utente. Molti altri prodotti hanno subito un calo di utilizzo per via del fatto che molte richieste degli utenti sono rimaste inascoltate e gli stessi utenti hanno finito per traslocare altrove, su prodotti alternativi.</p><p>E fin qui siamo arrivati quasi alla fine del nostro viaggio. Nella prossima e ultima puntata vedremo quali sono i passi necessari per lanciare una startup sul web. Quindi, di quali servizi potremmo aver bisogno per gestire l&#8217;intera fase di lancio e non solo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2011/11/4-aspetti-determinanti-delle-startup-di-successo/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>I fattori di successo di una startup</title><link>http://corsentino.net/2011/11/i-fattori-di-successo-di-una-startup/</link> <comments>http://corsentino.net/2011/11/i-fattori-di-successo-di-una-startup/#comments</comments> <pubDate>Sat, 26 Nov 2011 10:04:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Featured]]></category> <category><![CDATA[Freelance Directory]]></category> <category><![CDATA[angel-investor]]></category> <category><![CDATA[business-plan]]></category> <category><![CDATA[startup]]></category> <category><![CDATA[venture-capital]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1814</guid> <description><![CDATA[Con il termine startup si definisce il periodo durante il quale si avvia un’impresa. Durante tale periodo i dubbi e le perplessità possono essere diverse. Per esempio una startup potrebbe ancora cercare personale da inserire nei propri uffici, o potrebbe ancora valutare e completare alcuni studi di mercato, o ancora potrebbe esaminare e mettere a...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Con il termine startup si definisce il periodo durante il quale si avvia un’impresa. Durante tale periodo i dubbi e le perplessità possono essere diverse. Per esempio una startup potrebbe ancora cercare personale da inserire nei propri uffici, o potrebbe ancora valutare e completare alcuni studi di mercato, o ancora potrebbe esaminare e mettere a punto i processi organizzativi sui quali baserà l’intera futura attività.</p><p><strong>L’obiettivo di una startup è</strong> parecchio semplice da individuare, anche banale se volete: farsi conoscere, far circolare il proprio nome e la propria offerta. In una parola: <strong>scalare</strong>.</p><p>Scalare il numero di utenti o potenziali clienti, scalare il business con l’obiettivo di acquisire fette di mercato sempre più rilevanti ai fini della propria economia. E fin qui i concetti sono semplici, dovuti, aulici. <strong>Ma come si fa a raggiungere un simile obiettivo?</strong></p><p>In questo periodo in Italia, da quel poco che posso intuire, e da quel poco che posso aver toccato con mano, si scontrano due immense realtà: la crisi finanziaria tremenda che sta investendo il nostro Paese, e una voglia frenetica di innovare, di lanciare idee, di <em>startuppare</em> (nonostante le immani difficoltà economiche e burocratiche cui un imprenditore va incontro in questa nostra bella penisola).</p><p>In questa serie di articoli ci occuperemo di analizzare:</p><ol><li><a
title="I fattori di successo di una startup" href="http://corsentino.net/2011/11/i-fattori-di-successo-di-una-startup/">i fattori da cui è dipeso il successo di una startup</a>;</li><li><a
title="4 aspetti determinanti delle startup di successo" href="http://corsentino.net/2011/11/4-aspetti-determinanti-delle-startup-di-successo/">come si sono comportate le startup di successo</a>;</li><li><a
title="Elementi e servizi utili per il lancio di una startup sul Web" href="http://corsentino.net/2011/12/elementi-e-servizi-per-il-lancio-memorabile-di-una-startup/">come si lancia una startup sul mercato</a>.</li></ol><p>Cominciamo dal primo punto.</p><h2>Il successo di una startup dipende da…</h2><p>Tutte le startup di successo hanno diversi <strong>fattori in comune</strong>. Sono stati scritti interi libri su questo argomento per cui sarebbe presuntuoso ridurre il tutto in un semplice articolo. Perciò ci concentreremo su tre elementi:</p><ol><li>team;</li><li>implementazione dell&#8217;idea;</li><li>comunicazione.</li></ol><h3>… un team affiatato e competente</h3><div
id="attachment_1815" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a
href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/team.jpeg"><img
class="size-full wp-image-1815" title="Team competente" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/team.jpeg" alt="Team competente" width="300" height="209" /></a><p
class="wp-caption-text">Team competente e coeso</p></div><p>La <strong>competenza è il fattore chiave</strong> di una startup: senza le giuste conoscenze si fa fatica a implementare l’idea originaria, cioè il motivo per il quale la startup è stata creata. Dell’implementazione parleremo poco sotto, qui è utile sottolineare l’importanza del team che porta avanti il progetto.</p><p>Parlando con alcuni <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Angel_investor">angel investor</a> è saltato fuori un dato curioso: i migliori investimenti e le preferenze di investimento sono rivolte a <strong>team formati</strong>, per la maggiore, <strong>da 3 persone</strong>. Queste tre persone generalmente si dividono le competenze necessarie all’impresa.</p><p>Fate conto di una startup che lancia un servizio sul web. Ebbene queste tre persone potrebbero essere un web developer, un web designer e un esperto di comunicazione con forte spirito aziendale (tale cioè da padroneggiare tutte le problematiche a livello finanziario su cui si<br
/> basa la vita di un’azienda). Tre, il numero perfetto, ma non si tratta di cabala e non è nemmeno una regola. Solo un piccolo dato di fatto.</p><p>Il team deve risolvere parecchi problemi e lavorare duramente al progetto, per cui è necessaria una <strong>opportuna suddivisione dei compiti</strong> o, semplicemente, degli sforzi. Solo le persone giuste, con le competenze giuste, possono implementare bene un’idea. Perciò quel numero potrebbe<br
/> riferirsi semplicemente alla cupola che regge l’azienda.</p><p>Esistono diverse startup con un numero variabile di collaboratori: a tempo pieno (programmatori, web strategist, copywriter) o occasionali (programmatori, web strategist, copywriter). L’importante è che il <strong>team</strong> sia <strong>coeso</strong>, che non ci siano problemi di natura personale fra le persone che lavorano insieme al progetto. Tutti devono impegnarsi e tutti devono suonare il medesimo spartito. Tutti devono contribuire ognuno a seconda delle proprie capacità e competenze. Pre questo quando si lancia una startup e si cerca del personale utile alla crescita di un’impresa occorre un’attenta procedura di <em>recruitment</em>.</p><h3>… una perfetta implementazione dell’idea</h3><div
id="attachment_1818" class="wp-caption alignleft" style="width: 276px"><img
class="size-full wp-image-1818 " title="Implementazione dell'idea" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/what.jpeg" alt="Implementazione dell'idea" width="266" height="300" /><p
class="wp-caption-text">Una perfetta implementazione dell&#39;idea</p></div><p>Ho sentito più volte l’idea: “bella l’idea, ma più importante è come la realizzi”. <strong>L’esecuzione dell’idea</strong> che ha portato alla nascita di una startup <strong>è forse anche più importante del contenuto dell’idea</strong> medesima.<br
/> Esistono in giro per il Web diversi servizi e diversi software la cui implementazione, in senso prettamente tecnico, ha dato maggiore lustro all’idea in sé del servizio o del software. E spesso non si parla di idee rivoluzionarie, ma di problemi semplici risolti in modo brillante e<br
/> semplice, cioè tali da attirare l’attenzione degli utenti.</p><p>Aggiungo un‘altro detto che ho sentito spesso nel corso di questi mesi: &#8220;se ti guardi in giro vedrai che ha più successo un’idea mediocre eseguita bene, rispetto a un’idea buona eseguita male.&#8221;</p><p>E’ una risposta al mio constatare di come servizi eccellenti si sono persi in quello spazio smisurato che è Internet a tutto vantaggio di competitor il cui prodotto risultava (almeno secondo il mio punto di vista) qualitativamente meno forte, meno interessante.</p><p>Se non si hanno le giuste competenze si fa fatica a realizzare prodotti altamente qualitativi. Le <strong>competenze</strong> oggi <strong>decisive</strong> (non solo oggi, in verità) sono sempre le stesse: sviluppo e design. Solo che i fattori cui prestare grande attenzione sono numerosi: accessibilità, grado di usabilità per l’utente, estetica funzionale ed estetica visiva, campagne pubblicitarie, operazioni di marketing, supporto utente. Tutte attività che una sola persona non può certo svolgere, ed ecco perché gli investitori preferiscono team dove agiscono <strong>persone con alta specificità di ruolo</strong>.</p><h3>… una opportuna comunicazione</h3><div
id="attachment_1819" class="wp-caption alignright" style="width: 385px"><img
class="size-full wp-image-1819" title="Opportuna comunicazione" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/startup.jpg" alt="Opportuna comunicazione" width="375" height="322" /><p
class="wp-caption-text">Comunicazione coi clienti, con gli investitori, coi componenti del team</p></div><p>Anche su questo argomento sono stati scritti decine e decine di libri. Ciononostante proveremo a ridurre a tre gli elementi della comunicazione.</p><p>Per avere successo una startup deve <strong>comunicare in modo diretto e brillante la propria idea ai potenziali fruitori</strong> o utenti. Se questi non recepiscono immediatamente l’utilità e gli scopi dell’offerta, allora sarà difficile convertirli in clienti affezionati e realizzare l’obiettivo di business.</p><p>Per comunicare l’ìdea una startup che opera sul web ha due armi principali: il <strong>design</strong> del proprio sito/servizio e i <strong>testi</strong>. Ambedue devono attrarre il visitatore, invogliarlo a provare il servizio e convertirlo in cliente. Basta fare un giro su Internet per capire che queste operazioni sono rese fattibili da design ben realizzati, semplici e allo stesso tempo accattivanti, e da prototipi o demo o screenshot o pagine tour che descrivono in modo preciso l’offerta, il prodotto, il servizio.</p><p>L’utente deve aver ben chiaro in mente quali sono i <strong>benefici derivanti dall’uso di quel prodotto/servizio</strong> e deve essere invogliato a provarlo. In questo ambito sembra funzionare parecchio bene il <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Freemium">modello di business freemium</a>: l’utente può accedere gratuitamente a parte dell’offerta, ma per usufruire dei servizi e delle funzioni avanzate occorre un piano di abbonamento (magari diversificato a seconda delle risorse messe a<br
/> disposizione).</p><p>Se il successo clientelare di una startup dipende dalla capacità di attirare a sé i clienti, d’altro canto è fondamentale <strong>comunicare la propria idea di business pure a investitori e partner</strong>. Una startup potrebbe avere scarsi fondi nei primi mesi di attività e necessitare perciò di capitali derivanti da investitori che decidono di scommettere sull’azienda o da introiti pubblicitari, per fare due semplici esempi. In tal caso, parimenti al discorso precedente, è necessario comunicare in modo altrettanto preciso e diretto perché un investitore dovrebbe favorire lo sviluppo della nostra idea. In questo ambito le sole parole non servono. Occorre una documentazione precisa, più o meno tecnica, in grado di mostrare il piano di crescita dell’impresa, i probabili introiti futuri, la probabile evoluzione del business. In pratica occorre un <strong>business plan</strong>. Ma non solo.</p><p>Società di <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Venture_capital">venture capital</a> amano, insieme ai meri numeri, anche relazioni, in forma discorsiva o in forma di presentazioni e slide, che spieghino nei minimi dettagli la composizione dell’azienda e il suo piano strategico.</p><p>Non bisogna lavorare troppo di fantasia né volare comunque troppo bassi. Occorre un certo equilibrio nel redigere il business plan e occorre un <strong>forte spirito critico</strong> nel redigere la relazione. Può aiutare un attento studio del settore in cui ci si inserisce e analisi di mercato in grado di rivelare i punti di forza sui quali dovrà giocare la startup e i possibili spiragli del mercato da attaccare per conquistare consensi.</p><p>Non meno importante dei precedenti due punti è <strong>la comunicazione all’interno del team</strong>. Se non tutti hanno ben chiaro l’obiettivo e le priorità della startup, allora c’è il rischio di andare incontro a defezioni e a lavori svolti male. Task e tempi devono essere chiari a tutto il team, la comunicazione di risultati parziali, così come dei problemi riscontrati, deve essere precisa, eseguita in real time così da trovare le giuste soluzioni e apportare le corrette modifiche in corso d’opera. Tutti i fattori chiave e gli obiettivi parziali devono essere costantemente monitorati e, laddove possibile, quantificati in modo preciso.</p><p><em>Nel prossimo articolo analizzeremo i comportamenti di startup di successo al fine di carpire alcune tecniche e soluzioni utili alla nostra impresa.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2011/11/i-fattori-di-successo-di-una-startup/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> <item><title>Outsourcing presso freelance, programmatori in prima linea</title><link>http://corsentino.net/2011/11/outsourcing-presso-freelance-programmatori-in-prima-linea/</link> <comments>http://corsentino.net/2011/11/outsourcing-presso-freelance-programmatori-in-prima-linea/#comments</comments> <pubDate>Tue, 15 Nov 2011 07:30:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Featured]]></category> <category><![CDATA[Freelance Directory]]></category> <category><![CDATA[freelancing]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1772</guid> <description><![CDATA[Quella del programmatore è una delle professioni leader della nuova era del lavoro freelance. Il web ha incredibilmente ampliato la potenzialità di incontri professionali a livello globale. Le aziende, anche quelle di piccole e medie dimensioni, sembrano sempre più orientate ad esternalizzare parti del processo produttivo. Quali parti? Certamente quelle che richiedono un’alta specializzazione e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quella del programmatore è una delle professioni leader della nuova era del lavoro <a
title="Freelance Twago" href="http://www.twago.it/expert/Freelance/Freelance" target="_blank">freelance</a>. Il web</p><p>ha incredibilmente ampliato la potenzialità di incontri professionali a livello globale. Le aziende,</p><p>anche quelle di piccole e medie dimensioni, sembrano sempre più orientate ad esternalizzare parti</p><p>del processo produttivo. Quali parti? Certamente quelle che richiedono un’alta specializzazione</p><p>e conoscenza del lavoro da svolgere. Quindi le professioni legate all’IT sono in primo piano.</p><p>Perchè richiedono formazione ed esperienze specifiche. E perchè nella stessa economia digitale</p><p>sono necessarie, se non fondamentali, come nel caso della <a
title="Programmazione Twago" href="http://www.twago.it/expert/Programmatore/Programmatore" target="_blank">programmazione</a>. Con la nascita delle</p><p>piattaforme di intermediazione professionale, il lavoro freelance e l’outsourcing sul web sono</p><p>diventati due pilastri del web marketing.</p><p>&nbsp;</p><p>Per anni il lavoro freelance è stato considerato come un lavoro di serie b o un mezzo lavoro.</p><p>E tutt’ora, soprattutto per quanto riguarda le attività di consulenza saltuaria, c’è chi lo svolge</p><p>come attività collaterale. Ma i freelance 100%, i liberi professionisti qualificati che operano</p><p>autonomamente, sono sempre più in crescita. Il trend è nato negli Stati Uniti, si è diffuso nel Nord</p><p>Europa e ora sembra destinato a diventare sempre più importante anche in Italia. Del resto i cambi di</p><p>paradigma economico dell’ultimo decennio richiedono un nuovo modo di lavorare che permetta alla</p><p>specializzazione una mobilità e un’autovalorizzazione continue. Questo è forse ancora più importante</p><p>in un periodo di stagnazione e crisi dell’economia classicamente intesa.</p><p>&nbsp;</p><p>Un esempio su tutti: è il lavoro freelance quello che sembra più capace di assorbire l’alta formazione,</p><p>tanto tecnica quanto umanistica, di molti laureati italiani. Vale a dire che sono il lavoro freelance</p><p>e il lavoro sul web che possono far fruttare le capacità di tanti talenti senza snaturarne aspirazioni</p><p>è eccellenze. Certo dall’altra parte ci vuole la richiesta dei servizi dei freelance, in pratica ci vuole il</p><p>giusto volume di mercato. Sono indispensabili le aziende con una mentalità tale da affidarsi al lavoro</p><p>freelance e di coglierne il valore reale. Ecco perchè le piattaforme di intermediazione online possono</p><p>fortemente favorire l’intero processo di outsourcing verso freelance professionisti. Le piattaforme</p><p>sono capaci di assicurare le aziende in merito a trasparenza e qualità, facilitando il percorso di</p><p>un’azienda verso il freelance. E, dati alla mano, le aziende capaci di vedere lungo sono davvero molte</p><p>di più di quanto si possa immaginare. Anche in Italia.</p><p>&nbsp;</p><p>Fermo restando che restano necessari diversi interventi e legislativi e sociali in questo senso,</p><p>il lavoro freelance e l’outsoucing presso freelance si presentano come un’evoluzione che volge</p><p>concretamente lo sguardo al futuro. Un futuro per niente lontano, un futuro davvero molto</p><p>prossimo, che arriva veloce come solo sul World Wide Web è possibile.</p><p
style="text-align: right;"><em>di Alberto, <a
title="Twago" href="http://www.twago.it/" target="_blank">Twago Italia</a></em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2011/11/outsourcing-presso-freelance-programmatori-in-prima-linea/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Top 15 blogs in first half of 2011</title><link>http://corsentino.net/2011/06/top-15-blogs-in-first-half-of-2011/</link> <comments>http://corsentino.net/2011/06/top-15-blogs-in-first-half-of-2011/#comments</comments> <pubDate>Sat, 04 Jun 2011 09:29:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Featured]]></category> <category><![CDATA[Resources]]></category> <category><![CDATA[blogging]]></category> <category><![CDATA[freelancing]]></category> <category><![CDATA[web-design]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1537</guid> <description><![CDATA[Here is a list of my favourite blogs I&#8217;m reading in this first half of 2011. They represents, in my very humble opinion, best authority in web design domain, in blogging area and in freelance field. My RSS can&#8217;t live without these sources. Blogging ProBlogger CopyBlogger Chris Brogan SEO Moz Daily Writing Tips Web Design...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Here is a list of my favourite blogs I&#8217;m reading in this first half of 2011. They represents, in my very humble opinion, best authority in web design domain, in blogging area and in freelance field.</p><p>My RSS can&#8217;t live without these sources.</p><h3>Blogging</h3><p><a
href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/Problogger.jpg"><img
class="aligncenter size-full wp-image-1541" title="Problogger" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/Problogger.jpg" alt="" width="570" height="255" /></a></p><ul><li><a
href="http://problogger.net/" target="_blank">ProBlogger</a></li><li><a
href="http://www.copyblogger.com/" target="_blank">CopyBlogger</a></li><li><a
href="http://www.chrisbrogan.com/" target="_blank">Chris Brogan</a></li><li><a
href="http://www.seomoz.org/" target="_blank">SEO Moz</a></li><li><a
href="http://www.dailywritingtips.com/" target="_blank">Daily Writing Tips</a></li></ul><h3>Web Design &amp; Development</h3><p><a
href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/Net-Tuts.jpg"><img
class="aligncenter size-full wp-image-1542" title="Net-Tuts" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/Net-Tuts.jpg" alt="" width="570" height="255" /></a></p><ul><li><a
href="http://net.tutsplus.com/" target="_blank">NetTuts</a></li><li><a
href="http://line25.com/" target="_blank">Line25</a></li><li><a
href="http://www.alistapart.com/" target="_blank">A List Apart</a></li><li><a
href="http://www.tutorial9.net/" target="_blank">Tutorial9</a></li><li><a
href="http://vandelaydesign.com/blog/" target="_blank">Vandelay</a></li></ul><h3>Freelancing</h3><p><a
href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/freelanceswitch.jpg"><img
class="aligncenter size-full wp-image-1543" title="freelanceswitch" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/freelanceswitch.jpg" alt="" width="520" height="200" /></a></p><ul><li><a
href="http://freelanceswitch.com/" target="_blank">Freelance Switch</a></li><li><a
href="http://freelancefolder.com/" target="_blank">Freelance Folder</a></li><li><a
href="http://www.guerrillafreelancing.com/" target="_blank">Guerrilla Freelancing</a></li><li><a
href="http://menwithpens.ca/" target="_blank">Men with pens</a></li><li><a
href="http://writetodone.com/" target="_blank">Write to done</a></li></ul> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2011/06/top-15-blogs-in-first-half-of-2011/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>LaTeX su piattaforma Microsoft Windows: guida (quasi) completa</title><link>http://corsentino.net/2011/03/latex-su-piattaforma-microsoft-windows-guida-quasi-completa/</link> <comments>http://corsentino.net/2011/03/latex-su-piattaforma-microsoft-windows-guida-quasi-completa/#comments</comments> <pubDate>Mon, 14 Mar 2011 07:30:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Featured]]></category> <category><![CDATA[Resources]]></category> <category><![CDATA[Tutorial]]></category> <category><![CDATA[Vivere scrivendo]]></category> <category><![CDATA[adobe]]></category> <category><![CDATA[dekstop-publishing]]></category> <category><![CDATA[ghostscript]]></category> <category><![CDATA[ghostview]]></category> <category><![CDATA[latex]]></category> <category><![CDATA[microsoft]]></category> <category><![CDATA[pdf]]></category> <category><![CDATA[postscript]]></category> <category><![CDATA[windows]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1413</guid> <description><![CDATA[Nel 1978 un professore della Stanford University, Donald Knuth, famoso per il suo libro The Art of Computer Programming, rilasciò un programma per il desktop publishing che chiamò TeX (che è pure il linguaggio di markup col quale creare i documenti). TeX risultò essere molto potente fin dai primi rilasci, ma era pure uno strumento...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1978 un professore della <em>Stanford University</em>, <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Donald_Knuth" target="_blank">Donald Knuth</a>, famoso per il suo libro <em>The Art of Computer Programming</em>, rilasciò un programma per il <em>desktop publishin</em>g che chiamò <a
href="http://uk.tug.org/" target="_blank">TeX</a> (che è pure il linguaggio di markup col quale creare i documenti).</p><p><a
href="http://uk.tug.org/" target="_blank">TeX</a> risultò essere molto potente fin dai primi rilasci, ma era pure uno strumento piuttosto complesso a fronte di risultati finali eccezionali. Fu apprezzato dagli accademici in generale perché facilitava (nonostante ciò possa sembrare in contraddizione con la dicitura &#8220;strumento complesso&#8221;) la scrittura di documenti scientifici di ogni tipo. Dato il suo livello di complessità <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leslie_Lamport" target="_blank">Leslie Lamport</a> decise di derivarne un ulteriore linguaggio di markup operante a più alto livello. Nel 1985 venne così lanciato <a
href="http://www.latex-project.org/" target="_blank">LaTeX</a>, distribuito sotto licenza free. <a
href="http://www.latex-project.org/" target="_blank">LaTeX</a> conobbe sin da subito un grandissimo successo ed è diventato praticamente quasi uno standard in moltissime università e centri accademici di tutto il mondo per la redazione di documentazione tecnica (fra scienziati, matematici, fisici, chimici, ingegneri e, indifferentemente, cultori delle materie letterarie).</p><p>E&#8217; disponibile per tutte le piattaforme, quindi ampiamente utilizzabile su sistemi <a
href="http://corsentino.net/tag/microsoft/">Microsft</a>, <a
href="http://corsentino.net/tag/apple/">Apple</a> o <a
href="http://corsentino.net/tag/linux/">Unix-like</a>.</p><p>In questo articolo mostreremo il suo uso su piattaforma <a
href="http://corsentino.net/tag/windows/">Microsoft Windows</a>, accennando ai vari strumenti che possono essere di aiuto a quanti intendono utilizzarlo per produrre materiale scientifico o di qualsivoglia natura.</p><p>Vi anticipo che potete soddisfare ogni vostro dubbio visitando il <a
href="http://www.latex-project.org/" target="_blank">sito ufficiale della distribuzione</a> o il <a
href="http://www.guit.sssup.it/index.php" target="_blank">Gruppo di Utilizzatori Italiani di TeX</a>.</p><h3><a
name="Passo preliminare"></a>Passo preliminare: installazione di GhostScript</h3><p><a
href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/GPL-Ghostscript.jpg"><img
class="alignleft size-full wp-image-1422" title="GPL-Ghostscript" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/GPL-Ghostscript.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>Per prima cosa bisogna installare <em>GhostScript</em>, cioè una sorta di programmi capaci di interpretare il linguaggio <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/PostScript" target="_blank">PostScript</a> (che serve a descrivere pagine, testi e immagini). Il miglior candidato è proprio <em>GhostScript</em> (scaricabile da <a
href="http://pages.cs.wisc.edu/~ghost/doc/GPL/index.htm" target="_blank">questo</a> indirizzo) per il quale esiste una comoda interfaccia grafica e cioè <em>GhostView</em> (il cui sito ufficiale è <a
href="http://pages.cs.wisc.edu/~ghost/gsview/" target="_blank">questo</a>).</p><p>Il processo di installazione è semplicissimo e dovrete solamente rispondere a un paio di domande. Occhio soprattutto a quando vi viene segnalato quali formati di file saranno associati a <em>GhostView</em>: in particolare dovrete decidere se aprire i PDF col suddetto programma o continuare a usare il software che più vi piace (tipo <a
href="http://get.adobe.com/it/reader/" target="_blank">Adobe Reader</a>).</p><h3>Scaricare e installare MiKTeX, questo sconosciuto</h3><p><a
href="http://www.miktex.org/" target="_blank">MiKTeX</a> è una delle più importanti distribuzioni disponibile per Microsoft Windows capace di mettere a punto un completo ambiente <em>TeX/LaTeX</em>. Nell&#8217;ottobre del 2010 è stata rilasciata la versione numero 2.9 (supporta ora pure <em>Windows 7</em>).</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-1423" title="miktex" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/miktex.gif" alt="" width="316" height="200" /></p><p>Dal sito ufficiale potete scaricare il <a
href="http://www.miktex.org/2.9/setup" target="_blank">file di installazione</a>. Ne esistono di due tipi:</p><ol><li>il <strong>NetInstaller</strong> che consta di appena 6MB e che si occupa di scaricare tutto da Internet e procedere così a una installazione completa e completamente personalizzabile;</li><li>l&#8217;<strong>installer</strong> completo di 140MB.</li></ol><p>Le schermate del wizard di installazione sono semplici da capire. Vi verrà chiesta l&#8217;impostazione predefinita sul formato di carta, linguaggi e pacchetti da includere durante l&#8217;installazione vera e propria che porterà via qualche minuto del vostro prezioso tempo.</p><p>Terminata la fase di installazione ecco che potete cominciare a lavorare sul serio producendo la vostra documentazione.</p><h3>Cosa serve per lavorare con LaTeX?</h3><p>Di norma le vostre necessità riguardano un buon editor di testi, un programma di grafica e un visualizzatore di file <em>PostScript</em> o <em>PDF</em>. Cominciamo da questi ultimi perché qui il lavoro è veramente già fatto. Se non avete già <a
href="http://get.adobe.com/it/reader/" target="_blank">Adobe Reader</a> potete comunque contare su <em>GhostView</em> che abbiamo installato al <a
href="#Passo preliminare">passo 1</a> di questo piccolo tutorial.</p><p>Passando agli <strong>editor di testo</strong> la scelta è veramente molto soggettiva. Si può propendere per un software completo o uno minimale. In generale serve un comunissimo editor <em>ASCII</em> dove editare i sorgenti <em>LaTeX</em>, quindi basterebbe il <a
href="http://www.microsoft.com/windows" target="_blank">Notepad</a> di <em>MS Windows </em>o il leggerissimo <a
href="http://www.pspad.com/" target="_blank">PSPad</a>. Oppure potete affidarvi a un editor per programmatori e di seguito vi propongo una breve lista (sono rilasciati sotto licenza freeware o software libero):</p><ul><li><a
href="http://www.geany.org/" target="_blank">Geany</a>;</li><li><a
href="http://notepad-plus-plus.org/" target="_blank">Notepad++</a>;</li><li><a
href="http://www.scintilla.org/SciTE.html" target="_blank">SciTE</a>.</li></ul><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-1424" title="lyx" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/lyx.png" alt="" width="450" height="366" /></p><p>Si passa poi agli editor specifici per <em>LaTeX</em> (anche se quelli più completi e professionali sono disponibili per ambienti Unix-like):</p><ul><li><a
href="http://www.lyx.org/" target="_blank">LyX</a> (assimilabile come un Word Processor a tutti gli effetti);</li><li><a
href="http://www.texniccenter.org/" target="_blank">TeXnicCenter</a> (il mio preferito);</li><li><a
href="http://www.texmacs.org/" target="_blank">GNU TeXmacs</a> (il più completo, a mio parere).</li></ul><p>Altri software interessanti riguardano la <strong>gestione dei formati grafici</strong>. In particolare io prediligo <a
href="http://live.gnome.org/Dia" target="_blank">DIA</a> per la costruzione di grafici, grazie al buon numero di librerie messe a disposizione dell&#8217;utente, praticamente adatte a qualunque tipologia di disegno (schemi elettrici, grafici UML, diagrammi di tutti i tipi). Se dovete lavorare con i <strong>grafici matematici</strong> allora non potete non usare <a
href="http://www.gnuplot.info/" target="_blank">GNUplot</a>, un <em>must</em> in questo settore. Potete pure usare un comodo <a
href="http://corsentino.net/tag/web-application/">tool online</a> quale <a
href="http://corsentino.net/2009/12/creare-grafici-e-diagrammi-con-draw-anywhere/">Draw Anywhere</a>. Io comunque preferisco <em>DIA</em> per la facilità con cui si convertono le immagini nel formato <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Encapsulated_PostScript" target="_blank">eps</a>.</p><p>Un altro software che vi propongo è <a
href="http://bibdesk.sourceforge.net/" target="_blank">BibDesk</a>, ottimo per <strong>gestire un database bibliografico</strong> dal quale estrarre gli elementi da inserire nel vostro documento, in modo facile, pratico e veloce.</p><p>Infine ecco due riferimenti per ottenere da un sorgente <em>LaTeX</em> un <strong>formato ipertestuale</strong>, quale una pagina web: <a
href="http://www.cse.ohio-state.edu/~gurari/TeX4ht/mn.html" target="_blank">TeX4ht</a> e <a
href="http://saftsack.fs.uni-bayreuth.de/~latex2ht/" target="_blank">Latex2HTML</a>.</p><p>Tu che programmi usi?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2011/03/latex-su-piattaforma-microsoft-windows-guida-quasi-completa/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;università ti forma davvero?</title><link>http://corsentino.net/2010/12/luniversita-ti-forma-davvero/</link> <comments>http://corsentino.net/2010/12/luniversita-ti-forma-davvero/#comments</comments> <pubDate>Tue, 28 Dec 2010 08:00:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Featured]]></category> <category><![CDATA[Net Culture]]></category> <category><![CDATA[università]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1199</guid> <description><![CDATA[Non ho un buon feeling con la mia università. Non ce l&#8217;ho perché sin da subito mi sono accorto di non poter trovare in quelle aule tutti gli argomenti di mio interesse. Non ce l&#8217;ho perché non credo che siano stimolati a dovere tutti i ragazzotti che ogni giorno varcano la soglie di quelle aule...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Non ho un buon <em>feeling</em> con la mia università. Non ce l&#8217;ho perché sin da subito mi sono accorto di non poter trovare in quelle aule tutti gli argomenti di mio interesse. Non ce l&#8217;ho perché non credo che siano stimolati a dovere tutti i ragazzotti che ogni giorno varcano la soglie di quelle aule dove ad attenderli vi sono professori con poco entusiasmo. E probabilmente hanno ragione.</p><p>Da un po&#8217; di giorni sto trafficando con molto codice PHP. Un po&#8217; le richieste, un po&#8217; i progetti, un po&#8217; perché deve essere sempre accesa quella fiamma della curiosità, dell&#8217;aggiornamento e dello studio continuo. Da un po&#8217; di giorni sto studiando un nuovo framework di cui posso dire un gran bene (<a
href="http://corsentino.net/tag/cakephp/">CakePHP</a>) e sto leggendo i codici di altri framework che ho recensito o di cui ho brevemente parlato (almeno per quello che mi è consentito da limiti editoriali o di tempo). E sempre più mi accorgo di quanto siano disallineati i programmi dei corsi universitari e la realtà dei fatti. O meglio, la realtà dei codici. Io la maggior parte dei concetti con cui mi scontro non li ho mai neppure sentiti nominare in aula o in laboratorio. Forse solo nominare, ma per l&#8217;approfondimento non c&#8217;era mai tempo o esulava dal programma stabilito. Forse in seguito. Forse. Anzi no!</p><p>Poi scopro e leggo articoli come <a
href="http://www.yourinspirationweb.com/2010/12/17/web-design-come-e-possibile-formarsi-in-italia/" target="_blank">questo</a>, di <em>Nando Pappalardo</em>, specificamente rivolto a chi intende formarsi come web designer. Poi parlo in giro con altri ragazzi, poi mi trovo in alcune chat per chiedere consigli o semplicemente confrontarmi e allora mi accorgo di non essere soltanto io il pazzo che ce l&#8217;ha con questa università. E questo non vuole assolutamente essere una coda alle nefandezze concesse dall&#8217;Italico paese della politica.</p><p>In tutta la carriera universitaria credo di ricordare due corsi. Due soli maledetti corsi. Ho scelto <em>Ingegneria Informatica</em> perché pensavo di imparare molto più di quanto non già sapessi (o pensavo di sapere) e perché credevo fosse perfetta per chi amava programmare, sperimentare e studiare. Invece mi trovo e mi cimento in razzi che partono e per i quali devo scoprire il punto di atterraggio o piani inclinati con palline lasciate lì a <em>salutare</em> il punto di equilibrio o ancora integrali di cui non ricorderò un bel nulla una volta terminato l&#8217;esame. Per carità, tutte discipline, fisica e matematica, che hanno molto a che vedere con l&#8217;informatica. Anzi tutto. Però quello che mi è inconcepibile è la totale incompatibilità fra quello che vorrei fare nel mio futuro da informatico e quello che mi fanno studiare. Fra le richieste del mondo del lavoro e quello che mi obbligano a studiare. Sarebbero molto interessanti corsi di logica e corsi avanzati di programmazione. Corsi e materie più pratiche, o dove la pratica pareggi in qualche modo la teoria che troppe volte stanca e non ti lascia nulla a livello di contenuti.</p><p>Non andiamo mai a fondo nelle materie, ma ci limitiamo ad accenni di basi di dati o fondamenti di programmazione o introduzione all&#8217;amministrazione di un sistema e via così. Introduzione, accenni, fondamenti: mai una volta che becco un libro con su scritto tecniche avanzate, metodologie o approfondimenti. No, questi me li devo riservare per il mio tempo libero, mi sono sentito rispondere. Già, ma quale tempo libero se devo stare appresso a materie strane imparentate con l&#8217;attuale informatica solo in quarto o quinto grado?</p><p>Poi se hai la fortuna di stabilire un certo feeling con qualche docente, magari ricercatore, scopri che loro vorrebbero trattare altre cose, magari più attuali e concrete. Un corso di amministrazione di sistema e server come si deve, un corso di programmazione vero o un laboratorio dove si lavora su argomenti seri, duramente e con profitto. Probabilmente si avvicina a questa idea-ideale di università qualche corso della specialistica. Probabilmente. Intanto via coi razzi, coi piani inclinati, con resistenze e corto circuiti. Vai, insomma, con una ingegneria informatica che all&#8217;atto pratico assomiglia più a una ingegneria gestionale o, meglio ancora, elettronica. A me non sta bene, non so a voi!</p><p>Così più che l&#8217;università&#8230; è Internet. Wiki e blog, portali e siti di informazione. A questo punto però fatico a capire<strong> che ruolo ha/dovrebbe avere l&#8217;università nella formazione di un professionista</strong> (o futuro tale). Solo un percorso obbligato per quel pezzo di carta? Tanto più che mi è capitato di conoscere tanta valida gente lamentarsi di chi esce da quelle università. Aziende che dopo la laurea, cioè dopo 5/7/10 anni di  studio, sono costrette a <em>ri-formarti</em> per poterti finalmente inserire nel mondo del lavoro. Il che significa romperti le ossa per altri mesi per poter finalmente cominciare a lavorare come si deve.</p><p>A mio avviso, a mio modestissimo avviso, servirebbe mettere mano ai programmi universitari e ai corsi universitari. Oggi l&#8217;informatica è cambiata e sono cambiate pure alcune specializzazioni e alcune professioni. Ho sentito politici lamentarsi dello scarso successo di studenti rispetto ai nostri colleghi all&#8217;estero. Forse però ci si dimentica che la preparazione all&#8217;estero &#8211; e non mi sogno nemmeno di parlare dell&#8217;etica e di altri valori che qui in Italia o abbiamo smarrito o facciamo finta che esistano ancora &#8211; è leggermente diversa. L&#8217;informatica è cambiata, ma l&#8217;arroganza di certa gente sembra aumentare giorno dopo giorno.</p><p>E allora? E allora&#8230; io speriamo che me la cavo!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2010/12/luniversita-ti-forma-davvero/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>6</slash:comments> </item> <item><title>Due chiacchiere con Daniele Di Gregorio di Ikaro.net</title><link>http://corsentino.net/2010/12/due-chiacchiere-con-daniele-di-gregorio-di-ikaro-net/</link> <comments>http://corsentino.net/2010/12/due-chiacchiere-con-daniele-di-gregorio-di-ikaro-net/#comments</comments> <pubDate>Fri, 24 Dec 2010 10:29:12 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[A tu per tu]]></category> <category><![CDATA[Featured]]></category> <category><![CDATA[Freelance Directory]]></category> <category><![CDATA[blogger]]></category> <category><![CDATA[blogging]]></category> <category><![CDATA[cms]]></category> <category><![CDATA[freelancing]]></category> <category><![CDATA[voip]]></category> <category><![CDATA[wordpress]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1182</guid> <description><![CDATA[Quattordicimilaseicentottantotto. Non sto dando i numeri, ma è il conteggio (nel momento in cui scrivo) del contatore di feedburner di Ikaro.net, uno dei blog più seguiti nel panorama italiano. Il creatore di Ikaro è Daniele Di Gregorio la cui storia è ben riassunta nell&#8217;apposita pagina del blog. Ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quattordicimilaseicentottantotto. Non sto dando i numeri, ma è il conteggio (nel momento in cui scrivo) del contatore di feedburner di <a
href="http://ikaro.net" target="_blank">Ikaro.net</a>, uno dei blog più seguiti nel panorama italiano. Il creatore di Ikaro è <strong>Daniele Di Gregorio</strong> la cui storia è ben riassunta nell&#8217;<a
href="http://www.ikaro.net/chi.html" target="_blank">apposita pagina</a> del blog.</p><p>Ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Daniele, davvero molto disponibile. Ecco cosa ci siamo detti.</p><h4><strong>Ciao Daniele, grazie per il tempo che hai deciso di dedicarmi. Nel panorama italiano sei molto conosciuto, per via del blog <a
href="http://ikaro.net" target="_blank">Ikaro.net</a> che hai lanciato ormai tanti anni fa. Ma per quelli che non ti conoscono puoi dirci chi sei e cosa fai?</strong></h4><p>Sono un programmatore ed un formatore che ha capito come funziona il mercato ed ha deciso di non vendersi più, e di impiegare le proprie capacità quasi totalmente in progetti proprietari.</p><p><em>Ikaro.net</em> era il sito istituzionale della società attraverso la quale fornivo servizi e prestazioni, ma un bel giorno, depresso dell&#8217;ennesima telefonata del cliente arrabbiato a cui non funzionava la email, ho cancellato tutto ed ho iniziato  a scrivere su quello che mi appassionava. Successivamente ho aperto altri progetti ma <em>Ikaro</em>, diventato nel 2005 un blog quasi per caso, è quello più conosciuto.</p><p>Poi ci sono <a
href="http://www.contenutigratis.net/" target="_blank">Article Marketing Italia</a>, <em><a
href="http://www.artigosbrasil.net/" target="_blank">Artigos Brasil</a></em>, <a
href="http://voip.ikaro.com/" target="_blank">VoIP Radar</a>, <a
href="http://dicasderoma.com.br/" target="_blank">Dicas de Roma</a> ecc.</p><h4><strong>Nel 2002 <a
href="http://www.pekkahimanen.org/" target="_blank">Pekka Himanen</a> scrisse un delizioso saggio dal titolo <a
href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807817458/L'etica_hacker_e_lo_spirito_dell'eta_dell'informazione/Pekka_Himanen.html" target="_blank">L&#8217;etica hacker e lo spirito dell&#8217;età dell&#8217;informazione</a> in cui ragiona di informazione, di libertà e di accesso all&#8217;informazione medesima. Una conclusione di Himanen potrebbe essere sintetizzata col fatto che bisogna dubitare dell&#8217;autorità promuovendo il decentramento. I blog hanno contribuito, negli ultimi anni, a questo processo. A tal proposito mi ha incuriosito una frase nella tua <a
href="http://www.ikaro.net/chi.html" target="_blank">chi siamo</a>: &#8220;L&#8217;affidabilità delle informazioni in rete è nella mente di chi legge&#8221;. Che significa?</strong></h4><p>Immagina di cercare informazioni su qualcosa che ti interessa. Di certo ne troverai molte, più o meno affidabili, e le dovrai necessariamente correlare tra loro. E&#8217; così che le cose funzionano in rete: cerchiamo sino a che le correlazioni tra le varie informazioni trovate ci permettono di costruirci una idea ben precisa sull&#8217;argomento. In poche parole siamo noi che decidiamo ciò che è affidabile e ciò che non lo è. In quest&#8217;ottica l&#8217;accesso alle informazioni ed il decentramento sono fondamentali.</p><p>Con Tv, radio e giornali è il contrario: le informazioni ci vengono già spacciate alla fonte come affidabili, dobbiamo accettarle e basta e non ci vengono dati strumenti per capire se si tratta di inganni o meno. E&#8217; per questo che politici appartenenti alle varie fazioni tentano da anni di impedire la libera circolazione delle informazioni in rete, di accentrare il controllo per neutralizzare questo nuovo meccanismo informativo e riprendere in mano il potere della persuasione operato tramite i media.</p><h4><strong>Hai un curriculum invidiabile. Quali consigli ti senti di dare a chi oggi intende avvicinarsi al mondo della programmazione? Quali linguaggi e tecnologie meritano più attenzione degli altri (e perché)?</strong></h4><p>Se iniziassi ora opterei senza dubbio per <a
href="http://corsentino.net/tag/php/">PHP</a> e <a
href="http://corsentino.net/tag/mysql/">MySQL</a> come tecnologie di sviluppo. La prima ragione è semplice: sono ambienti <em>aperti</em> che non comportano costi e forniscono tutti gli strumenti e le GUI di cui si ha bisogno senza costo, e MySQL, dopo l&#8217;acquisizione da parte di Oracle, è destinata a diventare una delle tecnologie database più utilizzate anche a livello <em>enterprise</em>.</p><p>L&#8217;altra ragione è che consentono di sviluppare indifferentemente piccoli progetti personali o grandi progetti aziendali.</p><h4><strong>In rete esistono diversi CMS, liberi e a pagamento, ma hai deciso di progettarne uno tuo per supportare Ikaro.net: perché?</strong></h4><p><span
style="color: #000000;">Perchè visto che ero in grado di programmarlo da solo ne feci uno con tutti i requisiti SEO che avevo in mente. Va anche considerato che allora (sto parlando del 2005 circa) le piattaforme di blogging (<a
href="http://corsentino.net/tag/wordpress/">WordPress</a>, Movable Type ecc) non erano evolute come lo sono ora. Se iniziassi adesso forse opterei per WordPress, ma smanettando parecchio sul codice.</span></p><h4><strong>In uno dei tuoi ultimi articoli dici &#8220;Ognuno di noi sarà altamente specializzato in qualcosa&#8221;: nel presente e nel futuro quali figure professionali pensi diventeranno sempre più importanti?</strong></h4><p>Nel presente il ruolo di coloro in grado di orientare molte persone attraverso i social media con la propria autorevolezza ha assunto già una certa importanza. Non a caso parecchie aziende si stanno già muovendo per proporre collaborazioni di varia natura. La <em>Ford</em> è molto attiva in tutto il mondo in tal senso.</p><p>Nel futuro intravedo come figure chiave coloro che sanno come raggiungere online persone con determinate necessità o determinati interessi, o chi è in grado di creare una community  attorno alla propria specializzazione. Che sia costruire un&#8217;astronave o cambiare il tubo del lavandino.</p><h4><strong>Rimanendo in scia all&#8217;argomento, sempre nei tuoi articoli hai scritto che &#8220;il lavoro che vuoi non c&#8217;è e non ci sarà, se vuoi te lo devi creare da solo&#8221;. Nei mesi recenti hai comunque descritto una Italia che non permette facilmente quel &#8220;te lo devi creare da solo&#8221;. Pessimismo o realismo?</strong></h4><p>Realismo, ma con la speranza di essere in torto <img
src='http://corsentino.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> Purtroppo penso che siamo solo vittime di noi stessi. Quante delle signore che reclamano in coda alla posta dicendo che gli impiegati sono degli sfaticati hanno raccomandato i loro figli sfaticati presso il Generale o il Monsignore di turno?</p><p>Penso che al momento l&#8217;Italia sia questa, a mio modo di vedere.</p><h4><strong>Chiudiamo con la tua attività di blogger. Gestisci Ikaro.net che ha molto successo in Italia ed è tradotto anche in lingua spagnola. Quali sono, secondo te, i suoi punti di forza?</strong></h4><p>Mi rimane molto difficile rispondere perchè non ho ben chiara la percezione che hanno del mio blog i lettori, ma prendendo spunto dai riscontri che ricevo  mi sembra di poter dire che la cosa che viene più apprezzata è che <em>non le mando a dire</em>.</p><p>Sai, quando inizi a vedere che le persone che leggono ogni giorno quello che scrivi iniziano ad essere svariate migliaia allora nasce una sorta di autoinibizione per non inimicarsi altri bloggers, i lettori che la pensano in un certo modo oppure qualche azienda che potrebbe farti pubblicità sul blog o potrebbe coinvolgerti in qualche inziativa. In poche parole diventi <em>politically correct</em> e ti uniformi alla massa.</p><p>Mi sono sempre sforzato di vincere questa naturale sorta di autoinibizione, e penso proprio che gli amici che mi seguono lo apprezzino in particolar modo.</p><h4><strong>Quanta importanza ha il blogging nel tuo lavoro? Ne ha avuta in passato? E come pensi evolverà Ikaro.net?</strong></h4><p><em>Ikaro</em> sono io, qualsiasi cosa succederà nel mio futuro (buona o cattiva) succederà a causa di Ikaro. Riguardo il futuro Ikaro diventerà un network di blog monotematici, ed ognuno di questi blog verrà gestito assieme a professionisti specializzati sull&#8217;argomento. Il primo è <a
href="http://voip.ikaro.com" target="_blank">VoIP Radar</a>, gestito assieme ad <a
href="http://it.linkedin.com/pub/andrea-zorzetto/1b/567/a98" target="_blank">Andrea Zorzetto</a>, specialista <em>Asterisk</em> certificato <em>Digium</em>.</p><p>Il blog farà da raccordo e passerà loro autorevolezza per aiutarne la crescita.</p><h4><strong>Ultima domanda: quanto tempo dedichi al tuo blog? E quali sono le principali fonti di ispirazione per i tuoi articoli?</strong></h4><p>Spendo diverse ore al giorno, per il blog e tutte le attività ad esso correlate. Per i post le fonti di ispirazione principali sono le necessità e i bisogni dei lettori che riesco a captare, sia in chiave tecnica che motivazionale.</p><p>In fondo penso che <em>Ikaro</em> sia un blog tecnico solo in apparenza. Il vero motore di Ikaro è l&#8217;energia che nasce dalla consapevolezza che il nostro paese può non essere così. Chi mi segue assiduamente penso lo abbia capito.</p><h4><strong>Bene Daniele, grazie per la pazienza. Auguro a te e a tutti i lettori un sereno Natale. E tanta fortuna per il tuo lavoro.</strong></h4><p>Ma grazie a te e buon Natale a tutti <img
src='http://corsentino.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /></p><p><small><span
style="color: #999999;">Photo Credit: <a
href="http://ikaro.net" target="_blank">Daniele Di Gregorio</a></span></small></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2010/12/due-chiacchiere-con-daniele-di-gregorio-di-ikaro-net/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Diventare Freelance: quattro chiacchiere con Laura De Masi</title><link>http://corsentino.net/2010/11/diventare-freelance-quattro-chiacchiere-con-laura-de-masi/</link> <comments>http://corsentino.net/2010/11/diventare-freelance-quattro-chiacchiere-con-laura-de-masi/#comments</comments> <pubDate>Thu, 25 Nov 2010 06:30:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[A tu per tu]]></category> <category><![CDATA[Featured]]></category> <category><![CDATA[Freelance Directory]]></category> <category><![CDATA[freelancing]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1065</guid> <description><![CDATA[Cosa fai nella vita? Beh, sai, sono freelance. Cosa? Sono un libero professionista! Ah, ecco! Capacità professionali, una certa autonomia intellettuale e tanta tanta energia. Più o meno sono gli ingredienti alla base di un freelance, figure preziosissime in svariati campi e attività. Lavorare come freelance è però una guerra, poco più, poco meno. Non...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>Cosa fai nella vita?</em> Beh, sai, sono freelance. <em>Cosa?</em> Sono un libero professionista! <em>Ah, ecco!</em></p><p>Capacità professionali, una certa autonomia intellettuale e tanta tanta energia. Più o meno sono gli ingredienti alla base di un freelance, figure preziosissime in svariati campi e attività. Lavorare come freelance è però una guerra, poco più, poco meno. Non a caso questo termine ha origini alquanto significative: nel medioevo venivano chiamati così i soldati che non avevano un padrone, ma potevano agire per conto di chiunque. Chiunque poteva permettersi di pagarli. Oggi il significato è chiaramente più benevolo, ma l&#8217;<a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Allegoria" target="_blank">allegoria</a> pare resistere in una certa accezione.</p><p>In anni storici particolarmente delicati come quelli che stiamo vivendo, dove il famoso posto fisso è paradossalmente traballante, avventurarsi in un percorso da freelance scatena mille dubbi e domande. Ciò vale chiaramente anche quando proviamo a staccare il problema (cioè se seguire la strada da libero professionista) dal contesto storico attuale. Cosa comporta, quindi, diventare freelance?</p><p>Basta fare un salto in rete per capire che la questione pare suscitare tantissimo interesse. Da parte di chi ha già un lavoro freelance e vorrebbe migliorare la propria posizione e imparare nuovi trucchi e tecniche, e, di converso, da parte di chi intende avviare una propria attività, libera da qualsiasi forma di subordinazione.</p><p>Limitandoci al lavoro di web designer ci viene in soccorso uno stupendo <a
href="http://www.web-magazine.it/download/1/" target="_blank">ebook</a> di Laura De Masi. Senza fronzoli e con un linguaggio straordinariamente chiaro e pulito, <a
href="http://www.web-magazine.it/2009/12/diventare-freelance-scarica-e-book/" target="_blank">Diventare Freelance</a> ha la capacità di esaudire in 20 pagine tutti i primissimi dubbi che affliggono chi freelance vuol diventarlo sul serio.</p><p>Forte della propria esperienza Laura De Masi snocciola numeri e analisi, impressioni e consigli. Tutto quello che occorre sapere per muovere i primi passi.</p><p>Leggerete del modo corretto e semplice per preparare un business plan efficace ed eseguire una piccola analisi dei competitor per trovare i fattori chiave sui quali costruire il proprio successo. Leggerete di metodi di lavoro per raggiungere gli obiettivi prefissati riuscendo a soddisfare pienamente i clienti. E leggerete preziosi consigli su come strutturare e pianificare prodotti e servizi da offrire ai potenziali utenti.</p><p>Una delle letture più interessanti che trovate in giro per la rete. Trovate l&#8217;<a
href="http://www.web-magazine.it/download/1/" target="_blank">ebook</a> su <a
href="http://www.web-magazine.it/" target="_blank">Web Magazine</a>, il blog curato dall&#8217;autrice di <a
href="http://www.web-magazine.it/2009/12/diventare-freelance-scarica-e-book/" target="_blank">Diventare Freelance</a>. Ma chi è costei? Conosciamola meglio con questa intervista che mi ha gentilmente rilasciato. Buona lettura.</p><p><strong>Innanzitutto ti ringrazio per il tempo che mi stai dedicando. Cominciamo subito.  Chi sei e cosa fai?</strong></p><p>Allora&#8230; mi chiamo <em>Laura De Masi</em>. Mi occupo di web design da 10 anni e da 2 ho deciso di iniziare un&#8217;attività in proprio.</p><p><strong>Come trascorre la giornata un(a) freelance come te?</strong></p><p>Il problema dei freelance è che non c&#8217;è nessun cartellino da timbrare, perciò bisogna essere precisi e organizzati. Da quasi un anno lavoro da casa e quindi è davvero facile non rispettare le regole. Il bello del lavoro freelance è che posso dedicarmi ai miei hobby e gestire le giornate in modo da no rinunciare a tante cose. Ho lavorato 7 anni in azienda, non sapevo cosa volesse dire fare una passeggiata pomeridiana!</p><p>Rispondendo alla domanda, la mia giornata tipo è divisa in due fasi: di mattina non lavoro molto al pc, piuttosto la dedico agli appuntamenti con i clienti e all&#8217;aggiornamento professionale e a completare alcuni lavoretti in sospeso; il pomeriggio invece mi <em>rinchiudo</em> nel mio studio e, a seconda della scaletta programmata, inizio una vera full immersion nel lavoro che a volte si protrae fino ad ora di cena. Il dopo cena è dedicato esclusivamente al relax.</p><p><strong>Essere freelance vuol dire confrontarsi con una realtà molto competitiva. Ciò significa che non puoi distrarti e anzi devi studiare e sperimentare per migliorare. Sempre! Quanto dedichi al tuo lavoro e quanto allo studio?</strong></p><p>Sante parole.. ma non le prenderei troppo alla lettera e ti spiego subito il perché. Se questa intervista è nata della lettura dell’ebook allora devo darti una risposta diversa da quella che ti darebbe <em>Laura la Web Designer</em>.</p><p><em>Laura</em> ti direbbe che passa circa un terzo della sua giornata lavorativa navigando nei forum e leggendo il libro di turno, perché c’è sempre un libro di turno;-) e non sarebbe una bugia.</p><p>Se parliamo di impresa, invece, devo dirti che non esiste nessun bisogno impellente di inseguire la novità.  Quello possono farlo altri e io posso acquistare il loro <em>know how</em> per rivenderlo ai miei clienti.</p><p>Il mio comportamento è questo. Essere aggiornatissima e non perdere nessuna novità inerente al mondo web, ma lasciare che siano altri ad approfondire gli studi e le tecniche. Solo in questo modo posso garantire ai mie clienti la certezza dell’innovazione in tutti i campi del web, dal design alla programmazione fino ad arrivare alle tecniche SEO.</p><p><strong>Nei periodi di magra, cioè senza progetti da seguire, come ti comporti? A cosa ti dedichi? E, viceversa, come gestisci l&#8217;<em>overwhelmed</em> di lavori?</strong></p><p>Per fortuna ho un paio di agenzie per cui faccio consulenza praticamente tutto l&#8217;anno. Capita comunque di avere tanto tempo a disposizione. L&#8217;ultima volta che è successo ho messo in piedi il mio blog. Il prossimo obiettivo è il <em>restyle</em> del mio sito ormai anzianotto. Quindi mi dedico ai miei progetti personali, finalizzati principalmente alla promozione della mia attività e ad aiutare le tante persone che mi scrivono chiedendo consigli.</p><p>Per i periodi di piena invece metto la sveglia un paio d&#8217;ore prima e se serve gestisco il tutto con l&#8217;aiuto di qualche collaboratore che smaltisce un po&#8217; di lavoro.</p><p><strong>Come ti promuovi sul web e fuori dal web? Forum? Social network, blog? E quali sono gli strumenti che più aiutano a far crescere/sviluppare il tuo brand?</strong></p><p>Non ho mai fatto una vera e propria pubblicità, ma ho sempre mantenuto vivi i contatti con le communities di settore. Lo faccio per me, non per i miei possibili clienti. Per il mio brand invece devo dire di aver concentrato tutto nel primo anno da freelance in cui ho molto curato il posizionamento del mio sito che mi consente di <em>campare di rendita</em>.</p><p><strong>Ora un po&#8217; di domande a risposta rapida. Mac o Windows?</strong></p><p>Windows.</p><p><strong>Quale browser?</strong></p><p>Tutti! Divisi su 3 PC che uso per i test dei miei lavori.</p><p><strong>Quale client per le email?</strong></p><p><a
href="http://gmail.com/" target="_blank">gmail</a> per tutto. Vi faccio confluire circa 5 diversi indirizzi di posta. E&#8217; un vero e proprio tool per l&#8217;organizzazione del lavoro!</p><p><strong>Quale RSS reader?</strong></p><p>Evidente: <a
href="http://www.google.com/reader" target="_blank">Google Reader</a>!</p><p><strong>Quale code editor?</strong></p><p>Uso la suite <a
href="http://www.adobe.com/" target="_blank">Adobe</a>, ma il mio preferito è <a
href="http://notepad-plus-plus.org/" target="_blank">Notepad++</a>.</p><p><strong>Quali sono, invece, i software particolari che usi e che ti senti di consigliare ad altri professionisti?</strong></p><p>Su tutti <a
href="http://www.colorschemer.com/colorpix_info.php" target="_blank">ColorPix</a> per prelevare campioni di colore e <a
href="http://getfirebug.com/" target="_blank">Firebug</a>.</p><p><strong>Armamentario (pc o dispositivi particolari che usi)?</strong></p><p>Dunque.. mi guardo un po&#8217; intorno. Un pc con due monitor e due computer portatili, stampante multifunzione con fax, una wireless tablet con penna e mouse, un hard disk esterno multimediale, il mio googlephonino e&#8230; potrei continuare per ore!</p><p><strong>Veniamo all&#8217;ebook che hai scritto e che è liberamente scaricabile sul tuo sito. Hai consultato qualche esperto?</strong></p><p>Come citato nell&#8217;<a
href="http://www.web-magazine.it/download/1/" target="_blank">ebook</a> mi sono affidata a un commercialista. Ma non solo. Nell&#8217;ormai lontano 2000 ho frequentato un corso di un anno di marketing finalizzato alla stesura di un <em>business plan</em>. Il corso era, ma guarda un po&#8217;, <em>Creazione di impresa!</em></p><p><strong>Cosa consiglieresti a chi vorrebbe intraprendere la carriera di freelance?</strong></p><p>Se questa persona ha già un lavoro da dipendente consiglio vivamente di non lasciarlo su due piedi. Per il resto invece consiglio di darsi degli obiettivi e non aspettare che gli eventi accadano da sè.</p><p>Iniziare con il passaparola di amici e parenti e non pretendere grossi ricavi. Questi ultimi verranno in seguito. Se poi c&#8217;è crisi non verranno proprio!</p><p>E&#8217; un lavoro che bisogna fare con grande passione e voglia di aggiornarsi, vedo che ci sono ancora tanti web designer che usano tecniche obsolete e davvero non me ne faccio una ragione.</p><p>Quindi, riepilogando: studiare, realizzare un bel sito e promuoverlo sui motori di ricerca, iniziare con piccoli ma curatissimo lavori.</p><p><strong>Un pensiero finale?</strong></p><p>L&#8217;Italia sta attraversando un brutto periodo, se avete un lavoro tenetelo stretto e cercate di dare il meglio&#8230;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2010/11/diventare-freelance-quattro-chiacchiere-con-laura-de-masi/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> </channel> </rss>
