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	<title>Francesco Corsentino .net &#187; Headline</title>
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		<title>Mobile Internet: tariffe ed opportunità</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 06:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kiko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Headline]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze tecnologiche]]></category>
		<category><![CDATA[mobile-internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Quali sono le offerte per il Mobile Internet in Italia? Un'analisi attenta delle condizioni e dell'hardware necessario per connettersi a Internet tramite smartphone e chiavette. Prezzi, dati, offerte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fcorsentino.net%2F2009%2F11%2Fmobile-internet-tariffe-ed-opportunita%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fcorsentino.net%2F2009%2F11%2Fmobile-internet-tariffe-ed-opportunita%2F" height="61" width="51" /></a></div><p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Asymmetric_digital_subscriber_line" target="_blank">ADSL</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/WiMAX" target="_blank">WiMAX</a>, wireless, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Universal_Mobile_Telecommunications_System" target="_blank">UMTS</a>. Tutte sigle interessanti, tutte sigle che hanno a che fare con la rete, con internet, con una infinità di applicazioni. Tecnologie ormai necessarie, non per forza mutuamente esclusive. Tecnologie che permettono di essere online, una realtà irrinunciabile. Ora, supponiamo che per un verso o per un altro la nostra lista si restringa molto. Muoviamoci quindi nell&#8217;ipotesi che l&#8217;ADSL non è fattibile (magari perchè sei in affitto e non ti conviene legarti per un anno, magari perchè la tua zona non è ancora servita) e che gli abbonamenti wireless con <a href="http://freemax.it/freemax/intro.html" target="_blank">società interessanti</a> hanno alti costi e scarsa efficacia. Non ci resta che il WiMAX, promettente, e i vari servizi di mobile internet ad alta velocità, un mix di soddisfazione e perplessità.</p>
<p>Proviamo quindi a riorganizzare le idee, soprattutto tentiamo di chiarire molti dettagli.</p>
<p>Il luogo in cui praticamente vivo e quindi quello preso in esame in questa analisi è Pisa, centro storico. Fonti non ufficiali di amici e conoscenti, molti negozi provati, centinaia di pagine web visitate. Per evidenti limiti economici e di pazienza non ho realmente provato ogni singola opzione, però da quello che mi hanno detto in giro, ciò che scriverò è quanto più aderente alla realtà dei fatti.</p>
<p>Cominciamo ad eliminare dall&#8217;elenco iniziale pure il WiMAX. Numerosi progetti sono avviati, qualche buona <a href="http://freemax.it/freemax/intro.html" target="_blank">società</a> nei pressi di Livorno. Pochi paesi coperti, non ancora e non ancora del tutto Pisa. Peccato perchè le offerte sembrano sinceramente interessanti. E certamente, a regime, attireranno la mia attenzione. Ma per adesso, a Pisa, il WiMAX è scartato. Non resta che esaminare le offerte di quei succhia-euro anche conosciute come compagnie di telefonia mobile, ossia: <a href="http://www.tim.it/" target="_blank">TIM</a>, <a href="http://www.vodafone.it/" target="_blank">Vodafone</a>, <a href="http://www.wind.it/" target="_blank">Wind</a> e <a href="http://www.tre.it/" target="_blank">3Italia</a>.</p>
<p>Procediamo nell&#8217;ordine e chiariamo innanzitutto che cosa vogliamo o vorremmo nella nostra offerta. La mia idea è una sorte di sostituta, a tutti gli effetti, dell&#8217;ADSL classica. Siamo in due a dover condividere la connessione, e attenzione perchè proprio la parola &#8220;condividere&#8221; nel mio caso è importante. Vorrei un piano col quale navigare col PC, due notebook in particolare e cioè il mio e quello di mia sorella. Per poter stringere un pò la cinghia del portafogli vorrei non attivare due SIM e due abbonamenti separati, nè firmare contratti con carta di credito. Nè cascare nelle trappole del comodato d&#8217;uso e dei 24 mesi vincolanti. Fattori di ricerca che mi hanno portato a stilare questa lista di offerte. Ancora al vaglio in attesa di trasloco e scelta finale. Altra cosa interessante: nessuno dei due possiede una internet key, quindi andrebbe acquistata. Ma procediamo con ordine e dei dispositivi me ne occuperò in fondo all&#8217;articolo.</p>
<h2>Offerte TIM</h2>
<p>Il tutto si restringe alla <a href="http://www.tim.it/consumer/o671/tariffa.do" target="_blank">Maxxi Alice Facile Recharge</a> che permette di navigare sia da chiavetta sia da smartphone. A fronte di un canone mensile pari a <strong>20 Euro</strong> abbiamo a disposizione <strong>1GB</strong> da poter <em>sciupare</em> indifferentemente nel corso dei 30 giorni solari. Se riattiviamo entro il mese TIM ci <em>regalerebbe</em> 1GB ulteriore di traffico.</p>
<p><img class="alignleft" title="TIM" src="http://www.brandsoftheworld.com/brands/0002/9079/brand.gif" alt="" width="200" height="200" />Esiste pure l&#8217;offerta <a href="http://www.tim.it/consumer/c357/i56249/o41223/tariffa.do" target="_blank">Maxxi Alice 150 ore</a> che <strong>a fronte dei soliti 20 Euro mensili</strong> (costo d&#8217;attivazione pari a 5 Euro) <strong>ci permette di navigare fino ad un massimo di 150 ore</strong> appunto. L&#8217;inghippo è che tali ore devono essere spese tra le ore 17:00 e le ore 09:00. Limite che da un certo punto di vista non si adatta alla mia giornata lavorativa e di studio. Alzandomi alle 7:00 ogni mattina e accendendo un minuto dopo il portatile, a quel punto la connessione al web è cosa fatta. Con tale abbonamento sarei impossibilitato a seguire questi ritmi. In realtà, per dovere di cronaca, l&#8217;offerta completa recita che le ore possono essere spese entro i limiti di orari prima accennati, mentre nel weekend tali limiti non sussistono più. E qui la cosa si fa interessante, ma vale il concetto assolutamente personale prima esposto.</p>
<p>Entrambe le offerte si rivolgono ai clienti prepagati. <strong>La SIM può essere usata indifferentemente sullo smartphone e sulla chiavetta</strong>. Per quanto riguarda i limiti di navigazione sono i soliti limiti-di-guardia: poichè ci sono in giro parecchi navigatori mobili, la TIM si riserva il diritto di abbassarvi letteralmente la velocità nel caso in cui abusaste eccessivamente di banda. Non è quantificato (ma è semplice capirlo) il termine &#8220;eccessivamente&#8221;, nè è specificato il valore di &#8220;abbassarvi&#8221;. Per quanto concerne la copertura in Italia sono poche lezone non raggiunte da TIM. Però si paga lo scotto di una certa saturazione della rete e nelle ore di punta potreste subire dei valore di download e upload un pò bassi. Di speedtest in giro ne trovate quanti volete, anche raggruppati per regioni. Se siete interessati potete procedere da voi la ricerca.</p>
<h2>Offerte Vodafone</h2>
<p><img class="alignright" title="Vodafone" src="http://www.omio.com/blog/wp-content/vodafone-logo.jpg" alt="" width="270" height="195" />Non mi hanno parlato bene della compagnia rossa. Nè per quanto concerne l&#8217;efficacia del servizio mobile, nè per quanto concerne delle offerte, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista pratico. L&#8217;unica offerta degna di nota sembra <a href="http://www.areaprivati.vodafone.it/190/trilogy/jsp/dispatcher.do?ty_key=pri_internet_large&amp;tk=9609,c" target="_blank">l&#8217;ultima arrivata</a>. <strong>Con 25 Euro al mese</strong> (più 5 Euro per l&#8217;attivazione) <strong>ci portiamo a casa 250 ore</strong> da spendere nel corso dei 30 giorni di validità dell&#8217;offerta. Sono circa 8 ore al giorno, sufficienti per i miei desideri.</p>
<p>La mia ultima esperienza con Vodafone risale a molti anni fa, circa sei. Usavo nella lontana Sicilia un cellulare che si connetteva in GPRS a Internet. Era divertente, ma non così efficace. Poi abbandonai definitivamente buttando la scheda e tenendomi soltanto la Wind, mai lasciata. Sei anni sono tanti, per cui, limitatamente nel territorio di Pisa, devo registrare un pò di critiche da parte di miei amici e colleghi. Per la cronaca molti hanno abbandonato la scheda passando ad altro.</p>
<h2>Offerte WIND</h2>
<p><img class="alignleft" title="Wind" src="http://www.puremobile.ca/insiderblog/wp-content/uploads/2009/08/wind-logo.png" alt="" width="255" height="119" />Ho pututo verificare con piacevole sorpresa un&#8217;ottima efficacia delle offerte internet della <a href="http://www.wind.it/" target="_blank">Wind</a>. Mi sono appoggiato ad una normale chiavetta <a href="http://www.huawei.com/" target="_blank">Huawei</a> (di cui non ricordo il modello) e <a href="http://www.wind.it/it/servizi/scheda82.phtml?sez=Privati" target="_blank">l&#8217;offerta</a> da 50 ore mensili per circa tutto agosto, nel paesino dove trascorro le vacanze e dove la copertura televisiva e telefonica è deprimente, se non assente. Bene, la Wind si è comportata in modo ottimale, di mattina, di pomeriggio, di sera. Ho potuto lavorare in modo tranquillo, sereno, senza disconnessioni o ritardi particolari. Ora, 50 ore al mese sono poche. Così ne restano in lista due di offerte.</p>
<p>La <a href="http://www.wind.it/it/servizi/scheda244.phtml?sez=Privati" target="_blank">Mega 100 ore</a> permette di usare indifferentemente la chiavetta o lo smartphone per 100 ore <strong>al costo di 15 Euro mensili</strong>. Offerta molto buona. Si tratta di centellinare gli accessi stimando circa 3 ore al giorno. Perfetti in un progetto filo-medico da un&#8217;ora la mattina, un&#8217;ora il pomeriggio, un&#8217;ora la sera, preferibilmente dopo i pasti. L&#8217;attivazione ha un costo di 4 Euro.</p>
<p>L&#8217;offerta a volume, concorrente alla prima, è certamente <a href="http://www.wind.it/it/servizi/scheda75.phtml?sez=Privati" target="_blank">Mega No Limit</a>. Mette in mano al cliente circa <strong>8000 Euro di traffico, pari a 2,5GB</strong> (più o meno 80 MB al giorno). Per quanto riguarda l&#8217;attivazione vale il discorso fatto poco sopra.</p>
<p>Mi sembrano due buone offerte, soprattutto mi invoglia il fatto di avere una SIM Wind da 8 anni, mai lasciata per grande soddisfazione. Mai avuto problemi, sempre ottimo il funzionamento di offerte, promozioni e servizi. Altamente consigliato pure a Pisa, dove noto poche volte il cambio da 3G a versione inferiore. A dirla tutta, <strong>l&#8217;infrastruttura di Wind non è il massimo in quanto a velocità</strong>, ma la mia esperienza è buona, se non ottima. Purtroppo non posseggo dati nè speedtest.</p>
<h2>Offerte 3Italia</h2>
<p>Comincio con la lieta sorpresa di molti utenti pisani, due tra l&#8217;altro sono miei coinquilini. <strong>Funziona a meraviglia e va che è una scheggia</strong>. Anche qui mi scuso con i lettori per mancanza di dati e immagini, ma in rete è facile trovare documentazione e prove di quanto sto per dire.</p>
<p><img class="alignright" title="Tre" src="http://www.ionic.be/images/gallery/h31182867799.png" alt="" width="153" height="190" />La 3Italia mi sembra un&#8217;ottima scelta. Vasta gamma di offerte, anche se qui sta il primo inghippo: quelle più allettanti la compagnia le offre solo in abbonamento. Abbonamento significa che dovete consegnare in negozio i dati della vostra Carta di Credito. Non valgono le carte di debito comunemente possedute da ragazzi, studenti e anche persone che lavorano (ne ho conosciute parecchie, molto insoddisfatte per l&#8217;impossibilità di attivare alcuni servizi). Della gamma di abbonamenti il piano più interessante è <a href="http://www.tre.it/public/scheda_piano.php?idp=28&amp;idOF=21&amp;ref=28_1&amp;type=X,Y" target="_blank">Tre.Time.Large</a> che <strong>prevede 300 ore di traffico mensili a fronte di un canone di soli 19 Euro</strong>. Eccezionale, quello che mi serve. Peccato per il fatto che sono un possessore di SuperFlash e che ho evitato di aprirmi un conto corrente. Opzione quindi eliminata, ma altamente consigliata. Non ci sono particolari limiti di traffico e soprattutto la connessione sembra molto stabile e veloce. Ben 10 ore al giorno per navigare, lavorare e quanto altro.</p>
<p>L&#8217;alternativa, adatta ad una ricaricabile, sembra essere la <a href="http://www.tre.it/public/scheda_opzioni.php?id=22&amp;idOF=164&amp;ref=22_1" target="_blank">Naviga 3</a>. E&#8217; disponibile in due versioni. O paghi 9<strong> Euro al mese per disporre di 50MB al giorno</strong>. Oppure ne <strong>paghi 3 a  settimana e hai 100MB quotidiani</strong>. Si può navigare da smartphone o da chiavetta. Resta da capire la tipologia di traffico che uno intende consumare. Leggere le news, controllare la posta, scrivere qualche mail o leggere molte mail, aprire un pò di siti e guardare qualche video: è tutto possibile. Vanno controllate minuziosamente le soglie prima di procedere alla navigazione e a chiusura di una sessione. Tale offerta infatti sembra più orientata ad un uso da iPhone o da cellulare con sporadiche connessioni via <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tethering" target="_blank">tethering</a>.</p>
<p>Copertura nazionale a rischio, se viaggi puoi non disporre di connessione e per evitare spese pazze, soprattutto in abbonamento, conviene, anzi è vitale, mantenere la linea su UMTS, evitando di andare in roaming. Tutti i cellulari lo consentono così come pure le chiavette.</p>
<h2>Offerta Fastweb</h2>
<p>Confesso che non ero a conoscenza di una simile opzione. Imprecando parecchio per non poter sottoscrivere un abbonamento 3Italia con carta di credito, sono così finito sulla pagina di <a href="http://www.fastweb.it/offerte/chiavetta-internet-umts/#serv_inclusi" target="_blank">NavigaMobile</a>. Eliminata la paura di pagare, tramite un mio eventuale canone, le tasse arretrate di Valentino Rossi, la cosa interessante di quest&#8217;offerta è la possibilità di legarla ad una ricaricabile. Così avremmo <strong>5GB come limite mensile a fronte di 17 Euro</strong> che <a href="http://www.fastweb.it/" target="_blank">Fastweb</a> scalerà dalla nostra SIM. Sono 160MB circa giornalieri. Sia su smartphone sia su chiavetta il limite complessivo sembra confortante. Peccato perchè anche l&#8217;offerta in abbonamento e valida per 200 ore mensili al costo di 19 Euro è intrigante. Ma a quel punto converrebbe evidentemente la Tre.Time.Large. Per di più, per quanti in questo momento stanno navigando nel dubbio, <strong>Fastweb si appoggia per il proprio Internet Mobile proprio su 3Italia</strong>. Copertura e termini sono praticamente identici a quelli della 3Italia.</p>
<h2>Considerazioni intermedie</h2>
<p>Le offerte a Volume sono eccezionali quando la SIM viene usata su uno smartphone. Il traffico generato da un simile dispositivo è generalmente del tipo &#8220;check-and-go&#8221;, se mi passate tale formula. Detto in altro modo: smartphone connesso perennemente, con applicazioni che controllano di tanto in tanto eventuali aggiornamenti circa la posta elettronica, circa l&#8217;account Twitter, circa FriendFeed. E poi occasionali sessioni di navigazione. Tenere  sotto controllo un simile comportamento è semplice. Difficile se legato ad una Internet Key, o quanto meno a me non convince del tutto. Preferisco le offerte a tempo. Non ho mai testato le mie connessioni paragonando tempo e traffico generato. Ho messo a punto sul Mac vari widget per tentare di stilare un simile rapporto. Magari scriverò qualcosa. Le offerte a volume non sono inoltre buone se devo condividere la connessione con un altro PC. Mi pare evidente.</p>
<p><img class="alignleft" title="Chiavetta internet" src="http://webmobile.blogosfere.it/images/e160g-thumb.jpg" alt="" width="240" height="162" />Il mio obiettivo è infatti utilizzare uno dei due computer come ponte per l&#8217;altro oppure ricorrere ad hardware adatto a soddisfare tale desiderio. Hardware di cui parleremo a breve. Requisito importante è poter usare una normale ricaricabile, magari inserendola talvolta sullo smartphone.</p>
<p>Passiamo dunque alla dotazione hardware. Semplicemente le chiavette internet. Ne esistono di tutti i colori, letteralmente. Mi fido, per sensazioni personali e consiglio di amici, delle <a href="http://www.huawei.com/" target="_blank">Huawei</a>. E mi pare che tale sensazione sia confermata in rete dagli utenti. In particolare la <a href="http://www.huawei.com/mobileweb/en/products/view.do?id=1181" target="_blank">e169</a> sembra proprio un bel prodotto, mentre la <a href="http://www.huawei.com/mobileweb/en/products/view.do?id=1300" target="_blank">e180</a> riesce a supportare efficacemente la tecnologia <a href="http://www.webopedia.com/TERM/H/HUSPA.html" target="_blank">HUSPA</a> (la quale permette tassi di upload superiori). Pure le <a href="http://www.momodesign.com/" target="_blank">MomoDesign</a> sono ottime, ed in effetti non sono altro che un buon involucro per il motore Huawei. Attenzione: molti negozi 3Italia vi proporranno le chiavette in comodato d&#8217;uso gratuito. Al mondo di gratuito c&#8217;è solo la violenza e la demenza degli uomini, tutto il resto va pagato. In tal caso pagate un abbonamento per 24 mesi. Nesssun problema per il recesso anticipato: basta anche lì pagare penali salate. Ventiquattro mesi sono tanti. Mi sembra una scelta discutibile. Anche perchè nel corso del vostro uso potreste accorgervi di un servizio non soddisfacente, ma a quel punto non potete più cambiare. Inoltre vi consiglio di acquistare le chiavette della Wind in quanto non sono bloccate. Il termine bloccato si riferisce semplicemente al fatto che una internet key può essere usata solo con l&#8217;operatore che ve la vende. Per esempio questa scelta è sposata dalla 3Italia.</p>
<p><img class="alignright" title="Huawei D100" src="http://www.slashgear.com/wp-content/uploads/2008/12/huaweid100router.jpg" alt="" width="270" height="153" />Ma se siamo in due ad aver bisogno di Internet, servono allora due chiavette. Sembrerebbe logica la cosa. Ed in effetti lo è. Quindi doppia spesa, doppio abbonamento. Così la scelta definitiva dovrebbe essere questa: una chiavetta, un abbonamento e un pò di Linux a contorno. Oppure, semplicemente, una spesa leggermente superiore per acquistare un <a href="http://www.3grouterstore.co.uk/" target="_blank">router 3g</a>. Tale router è proprio un router con in più la possibilità di supportare una internet key la cui connessione viene distribuita così via Wifi o via LAN a più computer. Ne esistono di diversi tipi e di prezzi davvero differenti. La WIND distribuisce il <a href="http://www.huawei.com/mobileweb/en/products/view.do?id=1180" target="_blank">D100</a>, della Huawei. Tale router supporta le chiavette Huawei e le MomoDesign (testato da un amico fidato) e funziona a meraviglia. Riesce a coprire bene le stanze di un appartamento, addirittura qualcuno è riuscito a prendere il segnale distribuito su due piani. Lui funziona bene, a patto però che la rete in sè sia stabile. Il prezzo fino alla scorsa estate era di 149 Euro e comprendeva una chiavetta e169. Il giorno 28 settembre 2009, un negoziante mi ha improvvisamente avvisato del fatto che il suo listino ufficiale non prevedeva più questo prodotto. Mi ha detto però che lo avrebbe richiesto perchè gli interessava metterlo in vetrina. Attendo una risposta, ma il fatto che non sia più sul listino mi fa pensare che qualcosa di nuovo sia in uscita. Qualcuno sa qualcosa che io non so?</p>
<p><img class="alignleft" title="LevelOne" src="http://images.askmen.com/entertainment/gadget/1241727901_levelone-mobilspot-portable-wireless-hotspot_1013415.jpg" alt="" width="126" height="126" />Alternativi al D100 sono il <a href="http://www.level1.com/" target="_blank">LevelOne</a> e poco altro. Il poco altro è giusticato da prezzi alti e chiavetta non inclusa. A quel punto mi conviene prendere due chiavette e &#8220;vai col tango&#8221;.</p>
<p>Esiste in realtà un prodotto interessante, della <a href="http://www.ondacommunication.it/" target="_blank">Onda</a>, distribuito dalla <a href="http://www.tre.it/public/scheda_prodotto.php?idp=822&amp;idOF=150&amp;buy=1&amp;type=27_1" target="_blank">3Italia</a>. Solo a patto di sottoscrivere un abbonamento di 24 mesi con addebito su conto corrente. Ciao ciao.</p>
<p>In definitiva, aspettando il WiMAX ed escludendo il servizio di <a href="http://www.nettare.net/" target="_blank">Nettare</a>, cercando di trovare una sistemazione definitiva, il mio problema è tutt&#8217;altro che risolto. I pacchi sono quasi pronti, ma senza Internet io non vado da nessuna parte. Consigli?</p>
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		<title>L&#8217;importanza della bozza</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 18:33:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kiko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In qualunque ciclo di produzione editoriale uno strumento fondamentale è certamente la bozza. Una bozza è una prima e imperfetta forma di un lavoro la quale viene posta a intervento da parte di un revisore e portata allo stadio di bozza finale, pronta per essere pubblicata. Scopriamone i dettagli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fcorsentino.net%2F2009%2F10%2Fimportanza-della-bozza%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fcorsentino.net%2F2009%2F10%2Fimportanza-della-bozza%2F" height="61" width="51" /></a></div><p>In qualunque ciclo di produzione editoriale uno strumento fondamentale è certamente la <strong>bozza</strong>. Per definirla ancora più correttamente potremmo ricorrere ad un comunissimo dizionario. Per esempio <a href="http://www.garzantilinguistica.it/">Garzanti</a> dice che una bozza è una &#8220;<em>prima e imperfetta forma di un lavoro</em>&#8220;. La definizione potrebbe andarci più che bene. Partendo da questa forma imperfetta di lavoro un autore andrà ad intervenire con correzioni di vario genere per ottenere una copia finale pronta per la pubblicazione. In questo articolo cercheremo brevemente di capire l&#8217;importanza della bozza, come la si tratta e quali differenze esistono fra una correzione di bozza destinata alla stampa classica e una destinata al web.</p>
<h2>Proofreading e editing</h2>
<p><span style="font-weight: normal; font-size: 13px;"><img class="alignright" src="http://linguaverde.files.wordpress.com/2009/03/macchina_da_scrivere_1_by_sunnysmiles1.jpg" alt="" />In campo professionale si può fare una chiara distinzione fra quello che il ruolo del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Proofreading">proofreading</a> e quello che è il ruolo dell&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Copy_editing">editing</a>. Distinzione evidentemente valida pure per i compiti che sono chiamati a svolgere.</span></p>
<p>I<strong>l proofreading è colui che dovrebbe occuparsi</strong> di leggere la bozza al fine <strong>di individuare errori di natura estetica</strong>. Tali errori potrebbero essere quelli <strong>ortografici</strong>, quelli <strong>di sintassi</strong>, la presenza di sequenze di parole. Tale funzione può essere svolta in modo abbastanza efficace da un buon controllore automatico, quale quello fornito con i maggiori software di produttività.</p>
<p><strong>L&#8217;editing è</strong> invece <strong>la vera e propria revisione del testo</strong>, un lavoro più di qualità e se volete per nulla banale. L&#8217;editing riguarda quindi la verifica di un uso corretto della terminologia, l&#8217;uso di uno stile appropriato alla natura editoriale dell&#8217;opera. Un lavoro di revisione deve pure mettere in luce eventuali contrasti che potrebbero nascere col destinatario del testo proprio per l&#8217;uso di un certo stile (che deve essere coerente lungo tutta l&#8217;opera) e di un linguaggio appropriato all&#8217;argomento trattato. E&#8217; questo anche una sorta di controllo tecnico, controllo che richiede una certa specializzazione da parte del revisore, compatibilmente con la materia trattata.</p>
<p>Queste due figure professionali convergono nella persona del blogger quando parliamo di tale prodotto. E qui il discorso si complica leggermente, in quanto se siamo noi stessi correttori della bozza da noi prodotta può venire facile un&#8217;operazione superficiale di pulizia. L&#8217;errore più comune che si fa è quello di non prestare attenzione alla <em>rilettura</em> di un articolo, ma leggere in modo veloce e approssimato. Una regola importantissima è la seguente: <strong>bisogna leggere sempre attentamente quello che c&#8217;è scritto e non quello che si pensa possa esserci scritto</strong>.</p>
<p>Quando parliamo invece di un processo ben più complesso rispetto ad un semplice blog, allora il lavoro di correzione e revisione si fa tremendamente più serio. Viene perciò demandata a persone diverse ognuna di queste due funzioni. Anche perchè se più persone leggono e controllano un&#8217;opera allora più è bassa la probabilità di farsi sfuggire certi errori.</p>
<p>Se più gente partecipa alla correzione, fatto non improbabile se si considera un blog complesso e scritto a più mani, allora conviene prevedere un simile meccanismo, derivato appunto da un modello di produzione editoriale industriale. La bozza di un documento deve essere spedita ai singoli correttori o revisori e ognuno di questi agirà sulla propria personale copia della bozza. Tutti gli interventi verranno poi <em>collazionati</em> su una copia finale: la <strong>bozza finale</strong>. Il verbo <em>collazionare</em> <a href="http://www.garzantilinguistica.it/">Garzanti</a> lo definisce come &#8220;costruire un nuovo insieme ordinato di dati fondendo due o più insiemi di partenza&#8221;. Se tale compito diventa complesso quando agiamo su carta, gli strumenti informatici facilitano non poco la gestione delle diverse versioni di un documento. Oltretutto si riescono così a ridurre tempi di preparazione della bozza e di applicazione delle correzioni.</p>
<h2>Il documento bozza</h2>
<p><img class="img-left" src="http://options.net.pl/images/categories/ls_proofreading.gif" alt="" width="256" height="256" />Sia che si tratti di una produzione industriale, sia che si tratti di una produzione casalinga come un semplice blog, l&#8217;uso della bozza è comunque fondamentale. Molti autori preferiscono scrivere di getto tutto quanto gli passa per la testa, senza badare a forma e struttura del testo. In un secondo momento &#8211; a getto concluso &#8211; le idee vengono poi schematizzate e organizzate. Quindi si può passare alla fase di correzione. Molti preferiscono ancora usare il computer, altri spostano il tutto su carta. In quest&#8217;ultimo caso vi sono due possibilità per trasferire la bozza su carta:</p>
<ol>
<li>si stampa il testo <em>in colonna</em>, ossia testo pure e semplice, senza alcuna organizzazione grafica e nessun accenno al layout finale; ottimo per concentrarsi esclusivamente sulla sostanza di quanto scritto e sulla correzione di errori, di stile e di sintassi;</li>
<li>si fa un <em>preimpaginato</em>, una sorta di modello di quel che sarà completo però di contenuto, appunto la nostra bozza.</li>
</ol>
<p>E veniamo allora alle pratiche da mettere a punto per iniziare la correzione. Per prima cosa, sia se si tratti di un testo in colonna o di un preimpaginato, conviene usare il classico stile bianco-e-nero, evitando di stampare le formattazioni di colore che potrebbero poi generare confusione e disturbo. Questo va detto in quanto la vecchia matita rossa degli insegnanti torna a farci comodo. <strong>Non deve sfuggirci nulla delle nostre annotazioni e dei nostri interventi</strong>, così è bene usare una penna di un colore a forte contrasto con quello che è il testo della bozza.</p>
<p>Si procede quindi ad una lettura lenta ed attenta di ogni singola parola e quindi del concetto nel suo insieme. Ogni tipo di intervento deve essere annotato. E <strong>le annotazioni devono essere chiare e precise, inequivocabili</strong>. Devono poter essere cioè capite anche da terze persone, magari altri revisori che correggeranno in seguito il nostro lavoro o che dovranno riprenderlo, magari anche noi stessi che riprenderemo il lavoro a distanza di tempo. Per segnalare le correzioni si fa ricorso a precise <a href="http://www.gutenberg2000.org/simboli_correzione_bozze.htm">simbologie grafiche</a>. Conviene dare uno sguardo curioso a tali segni e magari memorizzare quelli che ci sembrano più utili.</p>
<p>Quando si applicano le correzioni è bene porre le stesse nelle immediate vicinanze del punto interessato. Per questo generalmente si preferisce stampare la bozza adottando una interlinea grande a sufficienza da poter scrivere in mezzo alle righe di testo, e lasciando margini laterali sufficientemente ampi da poter inserire note.</p>
<p>Di tutto deve rimanere traccia, anche delle correzioni a correzioni. Cioè a dire, se abbiamo eseguito una correzione e successivamente vogliamo annullarla, beh sarebbe utile non cancellare definitivamente la correzione originaria, ma correggerla ulteriormente. Magari l&#8217;idea della prima correzione potrebbe successivamente farsi viva e a quel punto noi avremo o la soluzione per scartarla (la seconda nostra correzione) o potremo ulteriormente approfondirla.</p>
<p>Specialmente per testi tecnici non è infrequente costruire e quindi correggere diverse versioni di bozze. Sarebbe utile allora <strong>organizzare le bozze secondo una cronologia precisa e conservare tutte le copie fino alla pubblicazione finale</strong>. E&#8217; molto utile poter risalire, ad un certo punto, ad una vecchia versione del testo. Questo per testi di natura tecnica è fondamentale.</p>
<h2>Esperienza personale</h2>
<p><img class="img-right" src="http://www.english-proofreading.com/proofreading_solutions.jpg" alt="" width="231" height="241" />Può sembrare esagerato parlare di bozze e revisione del testo in merito alla gestione di un semplice blog, ma ho voluto dare peso in questo articolo alla qualità del nostro lavoro. Sia che scriviamo testi tecnici destinati ai fan di Linux, sia che stiamo trattando temi legati al web design con codice e immagini, l&#8217;attenzione alla qualità è un punto cruciale del successo. E <strong>il controllo della qualità passa attraverso la gestione delle bozze</strong>.</p>
<p>Il mio lavoro generalmente è diviso in tre fasi, <em>in primis</em> per ragioni di tempo e secondo poi perchè ho sperimentato questo metodo molto tempo fa e fin qui mi sono sempre trovato bene. Non c&#8217;è nulla di nuovo rispetto a quanto voi fate probabilmente. In ogni caso. Nella prima fase provvedo a raccogliere materiale: su carta e su web. Nella seconda fase provvedo a scrivere pezzi di quello che sarà l&#8217;articolo finale, anche in modo disordinato. Prima di passare alla terza fase provvedo a dare al testo una sua struttura, partendo ovviamente dalla schematizzazione del contenuto. Nella terza ed ultima fase, che precede di poco la pubblicazione, eseguo quello che i programmatori chiamarebbero <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Debugging">debug</a>, cioè la revisione del testo. Ricontrollo i concetti, passo il testo ad un correttore automatico, rivedo i periodi ed eventuale codice e quindi <em>bollo</em> l&#8217;articolo come finito e pronto per essere pubblicato. Capita che qualche dettaglio sfugga alla mia attenzione, ma come ho già commentato in un <a href="http://blog.html.it/16/10/2009/saper-leggere-e-saper-scrivere/#comment-81133">post</a> di <a href="http://www.mscorza.it/">Massimiliano Scorza</a>, l&#8217;eventuale errore lo considero perdonabile a patto che questo sia esclusivamente di natura ortografica.</p>
<p>Senza contare poi che queste tre fasi &#8211; del tutto personali &#8211; posso gestirmele comodamente in un tempo anche lungo. Per articoli un pò più complessi e lunghi preferisco inoltre affidarmi alla carta: lo schermo e i programmi di produttività mi mettono noia e mi distraggono.</p>
<p>E voi quali strategie usate per la correzione dei vostri articoli?</p>
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		<title>Il blogger e il suo blog</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 08:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kiko</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Net Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Professione blogger]]></category>
		<category><![CDATA[blogging]]></category>

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		<description><![CDATA[Proviamo in modo secco e veloce a rispondere a queste due intriganti domande: chi è il blogger? E, quindi, cosa è un blog? E' solo un fenomeno di massa destinato a scomparire? Blogger è una nuova professione?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fcorsentino.net%2F2009%2F10%2Fil-blogger-e-il-suo-blog%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fcorsentino.net%2F2009%2F10%2Fil-blogger-e-il-suo-blog%2F" height="61" width="51" /></a></div><p>Domanda comune, domanda interessante: <strong>chi è il blogger?</strong> E c<strong>osa fa un blogger?</strong> Domanda secondaria, ma paradossalmente più importante delle prime due: <strong>cosa scrive un blogger?</strong> In libreria si trovano decine di libri e potrebbero servire tutti per rispondere a queste tre semplici domande. Ho pensato bene allora di dire la mia, ad apertura di questo mio nuovo e <a href="http://corsentino.net/about-me/">diverso</a> blog.</p>
<h2>Blogger? Blog?</h2>
<p>Un <strong>blogger</strong> non è altro che il fondatore &#8211; e quindi conseguente autore &#8211; di un blog.<strong>Cosa è un blog</strong>, quindi? Siccome una risposta esaustiva &#8211; come accennavo prima &#8211; richiede tempo e molti paragrafi, richiamerò una sorta di lista di definizioni più o meno formali, più o meno ufficali. Un blog è una bacheca di news, di notizie, di pensieri. Un sito che raccoglie articoli, comunemente chiamati <em>post</em>. Ha la parvenza talvolta di assomigliare ad una sorta di giornale elettronico, e con <em>giornale</em> richiamo proprio il classico quotidiano che compriamo tutte le mattine in edicola. In fondo però non lo è. E non lo è un pò per i contenuti che in quantità sono evidentemente minori rispetto al quotidiano, e un pò per una sorta di libertà da scelte editoriali o tagli o regole formali di pubblicazione. Assomiglia allora più ad un angolo libero dove l&#8217;autore &#8211; e cioè il blogger &#8211; pubblica pensieri liberi. E in fondo è proprio un angolo libero, espressione pura delle proprie idee, siano esse di natura tecnica e professionale o completamente ispirate dalla vita quotidiana che con le professioni e la tecnica hanno ben poche collimazioni (o forse no, dipende da che lato si voglia guardare la questione).</p>
<h2>Blog come via comunicativa</h2>
<p>Di certo è naturale pensare al blog come un importante apparato comunicativo, come un <strong>mezzo di comunicazione che ha spopolato e continua la sua enorme ascesa</strong>. Una via semplice ed immediata &#8211; caratteristica che deriva direttamente dalla tecnologia con cui è prodotto e tramite cui è fruito un blog &#8211; tramite cui un blogger scrive su qualcosa che altri hanno voglia e tempo di leggere. Non esistono e non dovrebbero esistere blog senza lettori, e non avrebbe senso o avrebbe scarso senso un blog del genere. All&#8217;inizio si poteva confondere il blog con un equivalente virtuale del diario segreto, ma oggi è chiaro ed evidente come le due cose sono nettamente distinte e per nulla parenti. O, almeno, dobbiamo accettare il fatto che l&#8217;aggettivo <em>segreto</em> cada a favore di un più appropriato <em>libero</em>. Se scrivi e decidi di gestire un blog è perchè in qualche modo vuoi essere letto. In qualche modo vuoi condividere qualcosa.</p>
<h2>Chi è l&#8217;editore di quel blog?</h2>
<p>Un blog non è un giornale nel senso &#8220;edicolante&#8221; del termine perchè non ha un intervallo preciso di aggiornamento. Perchè non segue sempre e comunque la linea temporale della quotidianità. Perchè puoi trovarci dentro tutto e di tutto. Eppure molti blogger si rifanno ai giornali e riviste per far assomigliare la propria creatura ai prodotti editoriali stabilendo per esempio un calendario di pubblicazione, pratica molto importante per attirare e tenere incollati i lettori e per programmare meglio le scritture. Assomigliare ad un prodotto editoriale, ho detto. Ma <strong>esiste in verità un editore di un blog?</strong> Qui dobbiamo per forza di cose fare un distinguo: blog ormai divenuti una professione e quindi a tutti gli effetti un prodotto editoriale (con tanto di registrazione al tribunale) e generalmente potremmo dirottarli nella categoria di &#8220;portali informativi&#8221;, e blog non registrati al tribunale e quindi non ufficialmente prodotti editoriali. Nel secondo caso rientrano la maggioranza di blog aperti e reperibili su internet, di persone che amano dedicare il proprio tempo alla scrittura di articoli e alla cura del proprio spazio virtuale. Proprio in questo caso un editore vero non esiste. Perchè è lo stesso blogger a fungere da editore di sé. <strong>E&#8217; il blogger stesso padre-creatore delle regole editoriali e delle linee guida che governano il proprio blog</strong>.</p>
<h2>Un mondo di lettori</h2>
<p>In ogni caso l&#8217;esistenza del lettore è fondamentale e perno cruciale di ogni blog. Perchè grazie al lettore il blog può crescere, se non vivere. E grazie al blog il lettore può confrontarsi con diverse realtà e allargare il proprio raggio di conoscenze: sia informative (nel senso di conoscenza di un fatto o di una informazione, appunto) sia umane (e molte volte, la rete è piena di esempi: il fatto di essere blogger o lettore porta a far scomparire la barriera virtuale e portare a conoscere moltissime persone, appunto blogger e lettori). Un blog insomma innesca un vortice di interazioni. Interazioni che sono fortemente attive. E &#8211; conseguenza logica &#8211; l&#8217;interazione è, e lo diventa, partecipativa. In quanto, è vero si utilizzano strumenti informatici e il contatto umano propriamente inteso non esiste, ma a parlare e ad interagire non sono software e blogger, ma blogger con lettori, cioè persone vere. In tal senso è bene fare un <strong>distinguo importantissimo fra visitatore e lettore</strong>. Visitatore è il lettore occasionale, quello che capita sul nostro articolo per caso, per mezzo di una ricerca, per via di qualche link sparso in altri siti. Arriva, legge, dà un&#8217;occhiata veloce al tema, agli argomenti, magari alla pagina dell&#8217;autore e va via. Il lettore è invece il visitatore continuo e costante, che segue le dinamiche del blog, che legge gli articoli, li commenta. Far diventare lettore un visitatore non è cosa semplice.</p>
<h2>Chi è il blogger?</h2>
<p>Quindi, u<strong>n blogger chi è?</strong> Blogger può esserlo chiunque. Basta una connessione, un pò di italiano, poche letture sul web e comincia la grande avventura. E in effetti non esiste una ragione e una motivazione per non affermare ciò. I blogger in effetti sono tantissime persone così diverse fra loro per età, per professione, per vita vissuta, per conoscenze, per inclinazioni personali. Servono argomenti per riempire e far crescere un blog, e di argomenti il mondo è pieno. E Internet non è più una casta chiusa come quando nacque come progetto paramilitare. E Internet non è più una cosa riservata a pochi tecnici, come negli anni della prima esplosione. Internet è di tutti e per tutti. Quest&#8217;ultima affermazione risponde immediatamente alla domanda &#8220;chi sono i lettori&#8221;?</p>
<h2>Cosa troviamo in un blog</h2>
<p>E veniamo alla questione ora più spinosa, senz&#8217;altro molto intrigante. <strong>Cosa scrive un blogger?</strong> In parte la domanda ha già ricevuto risposta, poco sopra, quando ho accennato al fatto che</p>
<blockquote><p>per riempire un blog servono argomenti, e di argomenti il mondo è pieno.</p></blockquote>
<p>Le tematiche  spaziano praticamente fra tutto lo scibile umano, sconfinato. Basta dare uno sguardo a diversi blog, presi a caso in rete, e osservare attentamente le categorie scelte dal blogger per dividere in qualche maniera i propri scritti. Voraci lettori di blog vanno proprio a cercare in prima battuta l&#8217;elenco delle categorie per capire se quello lì può essere una fonte di lettura interessante. Se il visitatore trova categorie intriganti si ferma e inizia ad approfondire l&#8217;archivio. Viceversa quella visita non sarà più ripetuta. E&#8217; per questo che molti hanno scritto, e tanto, sul discorso delle nicchie, sul fatto di selezionare opportunamente gli argomenti su cui bloggare e via discorrendo. Prima del lancio di un blog bisogna chiedersi infatti su cosa si vuole scrivere. Quali argomenti, almeno primariamente, si vogliono trattare, in modo da dare un indirizzo ben preciso al visitatore che capita sulle nostre pagine. Esistono così blog espressamente tecnici, con tanto di materiale vietato a chi quelle conoscenze non possiede. E sono generalmente blog molto interessanti se il grado di serietà e il livello di qualità dei contenuti sono mantenuti alti dall&#8217;autore. Di più, molti di questi diventano delle star se tali livelli sono mantenuti molto alti e la popolarità cresce continuamente nel tempo. Ancora maggiore se assumono una valenza internazionale. Esistono poi blog con tematiche soft: il ragazzino che ama scrivere di politica e dei propri fatti quotidiani liberamente tratti dalla semplice vita, il blog dove i pensieri fluiscono in modo continuo e libero da una tematica particolare, il blog strettamente personale dove un autore si racconta a viso aperto.</p>
<p>In definitiva <strong>un blogger e il suo blog sono espressioni libere di pensieri ed emozioni</strong> e come tali suscitano evidentemente interesse, per un verso o per l&#8217;altro. Espressione della libertà di qualcuno munito di una connessione, di un pc, di idee e a volte di un pò di coraggio.</p>
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