<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss
version="2.0"
xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
> <channel><title>Francesco Corsentino .net &#187; Net Culture</title> <atom:link href="http://corsentino.net/category/net-culture/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://corsentino.net</link> <description>blogger // writer // student</description> <lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 08:44:11 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Twitter si veste a nuovo: come cambia la grafica?</title><link>http://corsentino.net/2011/12/twitter-si-veste-a-nuovo-come-cambia-la-grafica/</link> <comments>http://corsentino.net/2011/12/twitter-si-veste-a-nuovo-come-cambia-la-grafica/#comments</comments> <pubDate>Tue, 20 Dec 2011 14:00:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Featured]]></category> <category><![CDATA[Net Culture]]></category> <category><![CDATA[Tendenze tecnologiche]]></category> <category><![CDATA[facebook]]></category> <category><![CDATA[social-media]]></category> <category><![CDATA[social-network]]></category> <category><![CDATA[twitter]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1928</guid> <description><![CDATA[Il social network da 140 caratteri si veste a nuovo. Ma non è solo la grafica a cambiare. Twitter indossa un nuovo abito e propone diverse novità. Via alle pagine aziendali, restyling dei profili, usabilità migliorata. Dal blog ufficiale ecco le indiscrezioni sulle modifiche apportate al social network dell’uccellino blu. Modifiche declinate in modo ottimale...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il social network da 140 caratteri si veste a nuovo. Ma non è solo la grafica a cambiare. <a
title="Twitter" href="http://twitter.com" target="_blank">Twitter</a> indossa un nuovo abito e propone diverse novità.</p><p>Via alle pagine aziendali, restyling dei profili, usabilità migliorata. Dal <a
title="Twitter - Official Blog" href="http://blog.twitter.com/" target="_blank">blog ufficiale</a> ecco le indiscrezioni sulle modifiche apportate al social network dell’uccellino blu. Modifiche declinate in modo ottimale anche sulle applicazioni mobile per iPhone e iPad.</p><p>Twitter diventerà ancora più completo, sempre più funzionale allo scopo degli utenti e certamente più intuitivo circa l’uso e la navigazione via browser.</p><p>Analizziamo con ordine le novità di Twitter.</p><h2>Brand pages: pagine commerciali</h2><p>Che il sito puntasse a una ulteriore crescita economica lo si era capito già da un pezzo. Ora la strategia ha un alleato in più: le pagine aziendali.</p><p>In realtà sarebbe opportuno chiamarle pagine commerciali (<strong>business pages</strong>) visto che si tratta di uno spazio dove società e aziende possono pubblicizzare i propri servizi e i propri prodotti. In tal modo le aziende possono pensare di incrementare il numero di <em>follower</em> e, direttamente, il proprio pubblico.</p><p>I <strong>profili aziendali</strong> si distingueranno così dai profili personali in modo dare una connotazione grafica precisa e subito chiara: gli utenti sapranno già dal caricamento dove sono andati a finire e ciò dovrebbe garantire un maggiore impatto visivo e funzionale.</p><h2>Nuovo layout della home page</h2><p>Quasi in parallelo con la nuova grafica lanciata da <em>Mark Zuckerberg</em> per il suo <em>Facebook</em> (la <a
title="Facebook - Introducing Timeline" href="http://www.facebook.com/about/timeline" target="_blank">Timeline</a>), anche Twitter si rinnova. E lo fa dopo un attento studio sulla <em>user experience</em> sul proprio sito. Gli analisti sembrano aver ascoltato i cinguettii degli iscritti al social network e adottato le giuste soluzioni grafiche.</p><p>In tal senso avremo una <strong>inversione del layout</strong>, sempre strutturato a due colonne affiancate. A destra troveremo tutti i tweet dei nostri following (cioè delle persone che seguiamo), mentre a sinistra troverà spazio il box informativo sul nostro profilo e i vari suggerimenti sulle persone che potremmo voler seguire. In tale box verranno sintetizzati gli argomenti più chiacchierati su Twitter e sui quali potremo immediatamente intervenire.</p><h2>Nuove sezioni: Discover e Connect</h2><p>A livello funzionale saranno due le aggiunti principali: Discover e Connect.</p><p>Partiamo dall’ultima. <strong>Connect</strong> è una sezione che consentirà agli utenti di non perdere il filo conduttore dei propri tweet, in special modo quando questi rientrano in una discussione <em>tweet-reply</em> con altri utenti. Il botta e risposta, in pratica, non verrà perso, anzi mostrato proprio in questa sezione. Sempre qui verranno raccolti i <em>retweet</em> di nostri cinguettii o le menzioni a noi rivolte. Con <em>Connect</em> vi sarà dunque meno dispersione delle conversazioni e delle interazioni tenute su Twitter.</p><p>E a proposito di dispersione ecco che ci viene in soccorso la modalità <strong>Discover</strong>. Questa raccoglie tutte le discussioni più accese (<em>trend topic</em>), divise per argomenti, così da dare subito una panoramica di cosa sta accadendo sul social network e su cosa stanno discutendo i milioni di utenti. Con <em>Discover</em> potrebbe subire un netto ridimensionamento la ricerca tramite hashtag, anche se personalmente non sono d’accordo con questa teoria.</p><p>In ottica di una concorrenza sempre più spietata con Facebook, Twitter migliorerà l’<strong>inclusione di elementi multimediali</strong> quali foto e video nei tweet.</p><p><em>In un prossimo articolo ci dedicheremo alla descrizione dell’applicazione disponibile su iOS: Twitter per iPad e iPhone. Stay tuned!</em></p><p>E visto che ci siamo: se ti è piaciuto l&#8217;articolo&#8230; <a
title="KikoCorsentino su Twitter" href="http://twitter.com/kikocorsentino">seguimi su Twitter</a>!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2011/12/twitter-si-veste-a-nuovo-come-cambia-la-grafica/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Top News e Top People: nuove features di Twitter</title><link>http://corsentino.net/2011/11/top-news-e-top-people-nuove-features-di-twitter/</link> <comments>http://corsentino.net/2011/11/top-news-e-top-people-nuove-features-di-twitter/#comments</comments> <pubDate>Mon, 28 Nov 2011 07:58:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Net Culture]]></category> <category><![CDATA[advertising]]></category> <category><![CDATA[social-media]]></category> <category><![CDATA[social-network]]></category> <category><![CDATA[twitter]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1831</guid> <description><![CDATA[Twitter è al lavoro su nuove funzioni sulla piattaforma di microblogging più famosa al mondo. Funzioni di cui si conoscono già i nomi e, a partire dai nomi, si può dedurre facilmente di che tipo di novità si tratta. L&#8217;obiettivo principale è isolare i contenuti più interessanti postati dagli utenti. Cosa significa interessanti? La risposta...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Twitter</strong> è al lavoro su nuove funzioni sulla piattaforma di microblogging più famosa al mondo. Funzioni di cui si conoscono già i nomi e, a partire dai nomi, si può dedurre facilmente di che tipo di novità si tratta.</p><p>L&#8217;obiettivo principale è <strong>isolare i contenuti più interessanti</strong> postati dagli utenti. Cosa significa <em>interessanti</em>? La risposta prevede necessariamente l&#8217;ipotesi di influenza dell&#8217;utente che ha postato un tweet e, magari, il numero di reshare di quel tweet. Più alti sono questi numeri più è logico pensare a quel tweet e a quell&#8217;utente come contenuti e persone autorevoli e influenti. Quindi in real time è possibile estratte dall&#8217;enorme fluso di informazioni proprio i contenuti più interessanti, cioè più influenti.</p><p>A questo punto l&#8217;interfaccia di Twitter dovrebbe mettere in evidenza queste <strong>Top News</strong> e questi <strong>Top People</strong> (questi i nomi delle features). Presumibilmente ciò avverrà nella pagina principale in box appositi immersi nel flusso di tweet e in widget posti nella barra laterale di destra quando si visualizzano i singoli tweet o i profili.</p><p>Ma c&#8217;è ancora un ragionamento da fare. Perché una simile introduzione visto che esistono numerosi servizi in grado di portare alla luce i tweet più condivisi e gli user più influenti? La risposta potrebbe essere la seguente: <strong>Twitter</strong> sta preparandosi all&#8217;adozione di spazi pubblicitari e, in tale ottica, l&#8217;isolamento delle personalità più influenti e dei tweet più interessanti è il passo decisivo per accogliere advertisers!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2011/11/top-news-e-top-people-nuove-features-di-twitter/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Internet: i numeri del 2010</title><link>http://corsentino.net/2011/01/internet-i-numeri-del-2010/</link> <comments>http://corsentino.net/2011/01/internet-i-numeri-del-2010/#comments</comments> <pubDate>Wed, 19 Jan 2011 16:42:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Net Culture]]></category> <category><![CDATA[browser]]></category> <category><![CDATA[email]]></category> <category><![CDATA[internet]]></category> <category><![CDATA[news]]></category> <category><![CDATA[social-media]]></category> <category><![CDATA[web-server]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1285</guid> <description><![CDATA[Pingdom ha pubblicato un succoso articolo circa i numeri generati da Internet nell&#8217;anno appena trascorso. Credo si potrebbero scrivere interi libri sull&#8217;argomento e perfino un libro per ogni singolo dato presentato. Alcune deduzioni mi sembrano piuttosto significative. L&#8217;email è ancora viva L&#8217;email non è morta, ma continua a essere uno strumento imprescindibile per il lavoro...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a
href="http://www.pingdom.com/" target="_blank">Pingdom</a> ha pubblicato un succoso <a
href="http://royal.pingdom.com/2011/01/12/internet-2010-in-numbers/" target="_blank">articolo</a> circa i numeri generati da Internet nell&#8217;anno appena trascorso. Credo si potrebbero scrivere interi libri sull&#8217;argomento e perfino un libro per ogni singolo dato presentato.</p><p>Alcune deduzioni mi sembrano piuttosto significative.</p><h3>L&#8217;email è ancora viva</h3><p>L&#8217;email non è morta, ma continua a essere uno strumento imprescindibile per il lavoro di tutti i giorni. Certo è si registrato un progresso costante dei metodi di contatto in <em>real time</em> quali chat, Skype e tecnologie simili.</p><p>I numeri sono piuttosto eloquenti, presentati in bilioni o addirittura trilioni:</p><ul><li>1,88 bilioni di utenti che possiedono un account email;</li><li>262 bilioni di email-spam prodotti ogni giorno;</li><li>107 trilioni di email inviate nel 2010.</li></ul><h3>Siti, server e browser</h3><p><img
class="aligncenter" title="Web Browser Share Market 2010" src="http://farm6.static.flickr.com/5163/5349703590_ee61109675_o.png" alt="" width="580" height="300" /></p><p>Il numero di siti web attivi continua a crescere di anno in anno. Nel 2010 ne sono stati creati oltre 21 milioni, per un totale complessivo di 255 milioni. Naturale pensare alle conseguenti statistiche e cioè:</p><ul><li><strong>Apache</strong> mantiene la sua leadership col 59,4% di market share, seguito da <strong>IIS</strong> (che, vi giuro, non ho mai visto di presenza) e le sorprese quali <strong>nginx</strong> (6,6%) e <strong>Lighttpd</strong> (fermo allo 0,5%, ma che ha visto una crescita di oltre 50 punti percentuali);</li><li>88 milioni sono i domini <strong>.com</strong>, una decina di milioni di meno invece i domini riferiti ai codici nazionali (tipo <strong>.it</strong>, tanto per intenderci). Più staccati i domini <strong>.net</strong> (circa 13 milioni) e <strong>.org</strong> (poco più di 8 milioni);</li><li><strong>Internet Explorer</strong> (per motivi che ancora non concepisco fino in fondo) mantiene un buon 46,9% del market share dei browser, incalzato da <strong>Firefox</strong> (30,8%) e <strong>Chrome</strong> (in forte ascesa, ma fermo al 15%). Fuori dal podio <strong>Safari</strong> e <strong>Opera</strong>.</li></ul><h3>Utenti, blog e social network</h3><p><img
class="aligncenter" title="Internet users 2010" src="http://farm6.static.flickr.com/5009/5349092555_79914e4085_o.png" alt="" width="580" height="300" /></p><p>Gli utenti della rete sono aumentati del 14% rispetto al 2009 e, stando al censimento del giugno 2010, il totale conta circa 1,97 bilioni di internauti. La geografia vede primeggiare gli asiatici (quasi la metà) e poi l&#8217;Europa (24%) e il NordAmerica (13,5%).</p><p>Il numero di blog pubblicati su Internet supera i 150 milioni di unità. Ben altre cifre per Facebook che straccia tutti gli altri competitor: 600 milioni di utenti, contro i 175 milioni di Twitter.</p><p>Nel 2011 questi numeri cresceranno ancora. E sarà <a
href="http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&amp;idItem=46252" target="_blank">il grande anno di IPv6</a>, proprio in virtù della crescita spaventosa del fenomeno Internet.</p><p><small><span
style="color: #888888;">Photo Credits: <a
href="http://www.flickr.com/photos/celluloidmemories/3229753384/" target="_blank">Greta Fornari</a></span></small></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2011/01/internet-i-numeri-del-2010/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Quali obiettivi per il 2011?</title><link>http://corsentino.net/2011/01/quali-obiettivi-per-il-2011/</link> <comments>http://corsentino.net/2011/01/quali-obiettivi-per-il-2011/#comments</comments> <pubDate>Mon, 03 Jan 2011 07:30:17 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Net Culture]]></category> <category><![CDATA[iphone]]></category> <category><![CDATA[programming]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1208</guid> <description><![CDATA[Si chiude un anno e se ne apre uno nuovo. Da prassi ognuno di noi cerca di stilare un bilancio della propria attività sperando sia per tutti e in tutto positivo. Quindi si passa ai buoni propositi per i prossimi 365 giorni. Ma come ci si prepara al meglio a questa consueta attività? Innanzitutto bisogna...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Si chiude un anno e se ne apre uno nuovo. Da prassi ognuno di noi cerca di stilare un bilancio della propria attività sperando sia per tutti e in tutto positivo. Quindi si passa ai buoni propositi per i prossimi 365 giorni. Ma come ci si prepara al meglio a questa consueta attività?</p><p>Innanzitutto bisogna capire <strong>a che punto stiamo e siamo arrivati</strong>. Anche e soprattutto rispetto agli obiettivi e al bilancio stilato appena un anno prima. Senza un passato non si può costruire un futuro. Mente lucida, buoni ricordi, magari qualche buona documentazione circa le nostre attività e la storia dell&#8217;anno appena trascorso.</p><p>Conviene affidarsi, come sempre, a un foglio di carta e una penna. Ma cosa può scrivere dentro quel foglio bianco un blogger o uno sviluppatore?</p><p>Per quanto mi riguarda tendo a coltivare l&#8217;arroganza più bella mondo: migliorare se stessi, sempre e comunque. Non sentirsi mai arrivati è il segreto che ha condotto al successo numerosi personaggi del mondo del business (e non solo del business) e questo concetto me lo tengo ben stretto.</p><p>Lato <em>blogging</em> il mio intento è quello di curare di più e meglio questo piccolo blog, proponendo tematiche legate principalmente al web development e alle tecnologie che fanno crescere Internet. Cioè temi del mio quotidiano studio. Continuerò a scrivere per due redazioni, quindi il tempo, considerando studio e lavoro, non basta mai. E stanno partendo due nuove creature per le quali ho terminato i lavori di <em>backend</em> (a livello di contenuti, in modo specifico). Mancano ancora pochi dettagli e spero di metterli online al più presto.</p><p>Lato <em>sviluppo</em> l&#8217;obiettivo principale è trovare la serenità e il tempo necessario per sfogliare con molta più attenzione i libri dedicati all&#8217;<em>Objective-C</em> e quindi al mondo <a
href="http://corsentino.net/tag/iphone/">iPhone</a>. Qualcuno, inoltre, mi ha messo in testa di dare un&#8217;occhiata (o qualcosa di più) a <em>Android</em>. Certo&#8230; il futuro vedrà protagonisti questi strumenti (cioè <a
href="http://corsentino.net/tag/tablet/">tablet</a>, <a
href="http://corsentino.net/tag/smartphone/">smartphone</a> e quindi sistemi mobile). Quindi approfondire ulteriormente le conoscenze legate a <a
href="http://corsentino.net/tag/php/">PHP</a> e <a
href="http://corsentino.net/tag/python/">Python</a> con tutto quello che ne consegue: amministrazione di sistemi e web development. C&#8217;è di che studiare e divertirsi.</p><p>Da un po&#8217; circola fra alcuni miei amici la forte convinzione di muoversi. Muoversi da soli e proporsi al mercato con coraggio, mettendo in campo quelle che sono le proprie abilità. In un mondo così competitivo e, al contempo, così variabile e dove il tasso di insoddisfazione e di precarietà è elevatissimo, coraggio e volontà sembrano le uniche armi capaci di rompere quel muro sordo fatto di tasse, di dubbi e di dinamiche piuttosto lente che, pare, stanno azzannando l&#8217;Italia della piccola e media impresa. Serve l&#8217;idea giusta, o le idee giuste. E queste ci sono. Vedremo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2011/01/quali-obiettivi-per-il-2011/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;università ti forma davvero?</title><link>http://corsentino.net/2010/12/luniversita-ti-forma-davvero/</link> <comments>http://corsentino.net/2010/12/luniversita-ti-forma-davvero/#comments</comments> <pubDate>Tue, 28 Dec 2010 08:00:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Featured]]></category> <category><![CDATA[Net Culture]]></category> <category><![CDATA[università]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1199</guid> <description><![CDATA[Non ho un buon feeling con la mia università. Non ce l&#8217;ho perché sin da subito mi sono accorto di non poter trovare in quelle aule tutti gli argomenti di mio interesse. Non ce l&#8217;ho perché non credo che siano stimolati a dovere tutti i ragazzotti che ogni giorno varcano la soglie di quelle aule...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Non ho un buon <em>feeling</em> con la mia università. Non ce l&#8217;ho perché sin da subito mi sono accorto di non poter trovare in quelle aule tutti gli argomenti di mio interesse. Non ce l&#8217;ho perché non credo che siano stimolati a dovere tutti i ragazzotti che ogni giorno varcano la soglie di quelle aule dove ad attenderli vi sono professori con poco entusiasmo. E probabilmente hanno ragione.</p><p>Da un po&#8217; di giorni sto trafficando con molto codice PHP. Un po&#8217; le richieste, un po&#8217; i progetti, un po&#8217; perché deve essere sempre accesa quella fiamma della curiosità, dell&#8217;aggiornamento e dello studio continuo. Da un po&#8217; di giorni sto studiando un nuovo framework di cui posso dire un gran bene (<a
href="http://corsentino.net/tag/cakephp/">CakePHP</a>) e sto leggendo i codici di altri framework che ho recensito o di cui ho brevemente parlato (almeno per quello che mi è consentito da limiti editoriali o di tempo). E sempre più mi accorgo di quanto siano disallineati i programmi dei corsi universitari e la realtà dei fatti. O meglio, la realtà dei codici. Io la maggior parte dei concetti con cui mi scontro non li ho mai neppure sentiti nominare in aula o in laboratorio. Forse solo nominare, ma per l&#8217;approfondimento non c&#8217;era mai tempo o esulava dal programma stabilito. Forse in seguito. Forse. Anzi no!</p><p>Poi scopro e leggo articoli come <a
href="http://www.yourinspirationweb.com/2010/12/17/web-design-come-e-possibile-formarsi-in-italia/" target="_blank">questo</a>, di <em>Nando Pappalardo</em>, specificamente rivolto a chi intende formarsi come web designer. Poi parlo in giro con altri ragazzi, poi mi trovo in alcune chat per chiedere consigli o semplicemente confrontarmi e allora mi accorgo di non essere soltanto io il pazzo che ce l&#8217;ha con questa università. E questo non vuole assolutamente essere una coda alle nefandezze concesse dall&#8217;Italico paese della politica.</p><p>In tutta la carriera universitaria credo di ricordare due corsi. Due soli maledetti corsi. Ho scelto <em>Ingegneria Informatica</em> perché pensavo di imparare molto più di quanto non già sapessi (o pensavo di sapere) e perché credevo fosse perfetta per chi amava programmare, sperimentare e studiare. Invece mi trovo e mi cimento in razzi che partono e per i quali devo scoprire il punto di atterraggio o piani inclinati con palline lasciate lì a <em>salutare</em> il punto di equilibrio o ancora integrali di cui non ricorderò un bel nulla una volta terminato l&#8217;esame. Per carità, tutte discipline, fisica e matematica, che hanno molto a che vedere con l&#8217;informatica. Anzi tutto. Però quello che mi è inconcepibile è la totale incompatibilità fra quello che vorrei fare nel mio futuro da informatico e quello che mi fanno studiare. Fra le richieste del mondo del lavoro e quello che mi obbligano a studiare. Sarebbero molto interessanti corsi di logica e corsi avanzati di programmazione. Corsi e materie più pratiche, o dove la pratica pareggi in qualche modo la teoria che troppe volte stanca e non ti lascia nulla a livello di contenuti.</p><p>Non andiamo mai a fondo nelle materie, ma ci limitiamo ad accenni di basi di dati o fondamenti di programmazione o introduzione all&#8217;amministrazione di un sistema e via così. Introduzione, accenni, fondamenti: mai una volta che becco un libro con su scritto tecniche avanzate, metodologie o approfondimenti. No, questi me li devo riservare per il mio tempo libero, mi sono sentito rispondere. Già, ma quale tempo libero se devo stare appresso a materie strane imparentate con l&#8217;attuale informatica solo in quarto o quinto grado?</p><p>Poi se hai la fortuna di stabilire un certo feeling con qualche docente, magari ricercatore, scopri che loro vorrebbero trattare altre cose, magari più attuali e concrete. Un corso di amministrazione di sistema e server come si deve, un corso di programmazione vero o un laboratorio dove si lavora su argomenti seri, duramente e con profitto. Probabilmente si avvicina a questa idea-ideale di università qualche corso della specialistica. Probabilmente. Intanto via coi razzi, coi piani inclinati, con resistenze e corto circuiti. Vai, insomma, con una ingegneria informatica che all&#8217;atto pratico assomiglia più a una ingegneria gestionale o, meglio ancora, elettronica. A me non sta bene, non so a voi!</p><p>Così più che l&#8217;università&#8230; è Internet. Wiki e blog, portali e siti di informazione. A questo punto però fatico a capire<strong> che ruolo ha/dovrebbe avere l&#8217;università nella formazione di un professionista</strong> (o futuro tale). Solo un percorso obbligato per quel pezzo di carta? Tanto più che mi è capitato di conoscere tanta valida gente lamentarsi di chi esce da quelle università. Aziende che dopo la laurea, cioè dopo 5/7/10 anni di  studio, sono costrette a <em>ri-formarti</em> per poterti finalmente inserire nel mondo del lavoro. Il che significa romperti le ossa per altri mesi per poter finalmente cominciare a lavorare come si deve.</p><p>A mio avviso, a mio modestissimo avviso, servirebbe mettere mano ai programmi universitari e ai corsi universitari. Oggi l&#8217;informatica è cambiata e sono cambiate pure alcune specializzazioni e alcune professioni. Ho sentito politici lamentarsi dello scarso successo di studenti rispetto ai nostri colleghi all&#8217;estero. Forse però ci si dimentica che la preparazione all&#8217;estero &#8211; e non mi sogno nemmeno di parlare dell&#8217;etica e di altri valori che qui in Italia o abbiamo smarrito o facciamo finta che esistano ancora &#8211; è leggermente diversa. L&#8217;informatica è cambiata, ma l&#8217;arroganza di certa gente sembra aumentare giorno dopo giorno.</p><p>E allora? E allora&#8230; io speriamo che me la cavo!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2010/12/luniversita-ti-forma-davvero/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>6</slash:comments> </item> <item><title>Libreria gratuita sul web: Wattpad</title><link>http://corsentino.net/2010/02/libreria-gratuita-sul-web-wattpad/</link> <comments>http://corsentino.net/2010/02/libreria-gratuita-sul-web-wattpad/#comments</comments> <pubDate>Thu, 11 Feb 2010 06:30:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Net Culture]]></category> <category><![CDATA[Publications]]></category> <category><![CDATA[Tendenze tecnologiche]]></category> <category><![CDATA[ebook]]></category> <category><![CDATA[iphone]]></category> <category><![CDATA[web-service]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=740</guid> <description><![CDATA[Comincio col dire subito una cosa: mi ha piacevolmente sorpreso l&#8217;applicazione per iPhone. Bella, pulita, leggera, veloce, dove finalmente posso customizare quello che mi pare e leggere il testo proprio come piace a me! Il servizio è certamente interessante, con migliaia di titoli subito disponibili. Molto nutrite certe categorie, diciamo quelle classiche, ancora poco fornite...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Comincio col dire subito una cosa: mi ha piacevolmente sorpreso l&#8217;applicazione per iPhone. Bella, pulita, leggera, veloce, dove finalmente posso customizare quello che mi pare e leggere il testo proprio come piace a me!</p><p>Il servizio è certamente interessante, con migliaia di titoli subito disponibili. Molto nutrite certe categorie, diciamo quelle classiche, ancora poco fornite altre categorie. Ma per adesso l&#8217;elenco è soddisfacente.</p><p>Questo è <a
href="http://www.wattpad.com/" target="_blank">Wattpad</a>:</p><blockquote><p>Wattpad è insieme una community di persone con l&#8217;hobby della lettura, è un servizio per la distribuzione dei testi e un&#8217;applicazione per i dispositivi portatili. Chi è in possesso di un iPhone o di uno smartphone Android o un BlackBerry, come pure un qualsiasi cellulare che supporta Java, può tranquillamente scaricare l&#8217;applicazione gratuita e iniziare a leggere i propri titoli preferiti, previa registrazione gratuita al servizio.</p><p>[Via <a
href="http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&amp;idItem=43883" target="_blank">Programmazione.it</a>]</p></blockquote> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2010/02/libreria-gratuita-sul-web-wattpad/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Il blogger e il suo blog</title><link>http://corsentino.net/2009/10/il-blogger-e-il-suo-blog/</link> <comments>http://corsentino.net/2009/10/il-blogger-e-il-suo-blog/#comments</comments> <pubDate>Thu, 08 Oct 2009 08:55:38 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Net Culture]]></category> <category><![CDATA[Professione blogger]]></category> <category><![CDATA[blogging]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=31</guid> <description><![CDATA[Proviamo in modo secco e veloce a rispondere a queste due intriganti domande: chi è il blogger? E, quindi, cosa è un blog? E' solo un fenomeno di massa destinato a scomparire? Blogger è una nuova professione?]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Domanda comune, domanda interessante: <strong>chi è il blogger?</strong> E c<strong>osa fa un blogger?</strong> Domanda secondaria, ma paradossalmente più importante delle prime due: <strong>cosa scrive un blogger?</strong> In libreria si trovano decine di libri e potrebbero servire tutti per rispondere a queste tre semplici domande. Ho pensato bene allora di dire la mia, ad apertura di questo mio nuovo e <a
href="http://corsentino.net/about-me/">diverso</a> blog.</p><h2>Blogger? Blog?</h2><p>Un <strong>blogger</strong> non è altro che il fondatore &#8211; e quindi conseguente autore &#8211; di un blog.<strong>Cosa è un blog</strong>, quindi? Siccome una risposta esaustiva &#8211; come accennavo prima &#8211; richiede tempo e molti paragrafi, richiamerò una sorta di lista di definizioni più o meno formali, più o meno ufficali. Un blog è una bacheca di news, di notizie, di pensieri. Un sito che raccoglie articoli, comunemente chiamati <em>post</em>. Ha la parvenza talvolta di assomigliare ad una sorta di giornale elettronico, e con <em>giornale</em> richiamo proprio il classico quotidiano che compriamo tutte le mattine in edicola. In fondo però non lo è. E non lo è un pò per i contenuti che in quantità sono evidentemente minori rispetto al quotidiano, e un pò per una sorta di libertà da scelte editoriali o tagli o regole formali di pubblicazione. Assomiglia allora più ad un angolo libero dove l&#8217;autore &#8211; e cioè il blogger &#8211; pubblica pensieri liberi. E in fondo è proprio un angolo libero, espressione pura delle proprie idee, siano esse di natura tecnica e professionale o completamente ispirate dalla vita quotidiana che con le professioni e la tecnica hanno ben poche collimazioni (o forse no, dipende da che lato si voglia guardare la questione).</p><h2>Blog come via comunicativa</h2><p>Di certo è naturale pensare al blog come un importante apparato comunicativo, come un <strong>mezzo di comunicazione che ha spopolato e continua la sua enorme ascesa</strong>. Una via semplice ed immediata &#8211; caratteristica che deriva direttamente dalla tecnologia con cui è prodotto e tramite cui è fruito un blog &#8211; tramite cui un blogger scrive su qualcosa che altri hanno voglia e tempo di leggere. Non esistono e non dovrebbero esistere blog senza lettori, e non avrebbe senso o avrebbe scarso senso un blog del genere. All&#8217;inizio si poteva confondere il blog con un equivalente virtuale del diario segreto, ma oggi è chiaro ed evidente come le due cose sono nettamente distinte e per nulla parenti. O, almeno, dobbiamo accettare il fatto che l&#8217;aggettivo <em>segreto</em> cada a favore di un più appropriato <em>libero</em>. Se scrivi e decidi di gestire un blog è perchè in qualche modo vuoi essere letto. In qualche modo vuoi condividere qualcosa.</p><h2>Chi è l&#8217;editore di quel blog?</h2><p>Un blog non è un giornale nel senso &#8220;edicolante&#8221; del termine perchè non ha un intervallo preciso di aggiornamento. Perchè non segue sempre e comunque la linea temporale della quotidianità. Perchè puoi trovarci dentro tutto e di tutto. Eppure molti blogger si rifanno ai giornali e riviste per far assomigliare la propria creatura ai prodotti editoriali stabilendo per esempio un calendario di pubblicazione, pratica molto importante per attirare e tenere incollati i lettori e per programmare meglio le scritture. Assomigliare ad un prodotto editoriale, ho detto. Ma <strong>esiste in verità un editore di un blog?</strong> Qui dobbiamo per forza di cose fare un distinguo: blog ormai divenuti una professione e quindi a tutti gli effetti un prodotto editoriale (con tanto di registrazione al tribunale) e generalmente potremmo dirottarli nella categoria di &#8220;portali informativi&#8221;, e blog non registrati al tribunale e quindi non ufficialmente prodotti editoriali. Nel secondo caso rientrano la maggioranza di blog aperti e reperibili su internet, di persone che amano dedicare il proprio tempo alla scrittura di articoli e alla cura del proprio spazio virtuale. Proprio in questo caso un editore vero non esiste. Perchè è lo stesso blogger a fungere da editore di sé. <strong>E&#8217; il blogger stesso padre-creatore delle regole editoriali e delle linee guida che governano il proprio blog</strong>.</p><h2>Un mondo di lettori</h2><p>In ogni caso l&#8217;esistenza del lettore è fondamentale e perno cruciale di ogni blog. Perchè grazie al lettore il blog può crescere, se non vivere. E grazie al blog il lettore può confrontarsi con diverse realtà e allargare il proprio raggio di conoscenze: sia informative (nel senso di conoscenza di un fatto o di una informazione, appunto) sia umane (e molte volte, la rete è piena di esempi: il fatto di essere blogger o lettore porta a far scomparire la barriera virtuale e portare a conoscere moltissime persone, appunto blogger e lettori). Un blog insomma innesca un vortice di interazioni. Interazioni che sono fortemente attive. E &#8211; conseguenza logica &#8211; l&#8217;interazione è, e lo diventa, partecipativa. In quanto, è vero si utilizzano strumenti informatici e il contatto umano propriamente inteso non esiste, ma a parlare e ad interagire non sono software e blogger, ma blogger con lettori, cioè persone vere. In tal senso è bene fare un <strong>distinguo importantissimo fra visitatore e lettore</strong>. Visitatore è il lettore occasionale, quello che capita sul nostro articolo per caso, per mezzo di una ricerca, per via di qualche link sparso in altri siti. Arriva, legge, dà un&#8217;occhiata veloce al tema, agli argomenti, magari alla pagina dell&#8217;autore e va via. Il lettore è invece il visitatore continuo e costante, che segue le dinamiche del blog, che legge gli articoli, li commenta. Far diventare lettore un visitatore non è cosa semplice.</p><h2>Chi è il blogger?</h2><p>Quindi, u<strong>n blogger chi è?</strong> Blogger può esserlo chiunque. Basta una connessione, un pò di italiano, poche letture sul web e comincia la grande avventura. E in effetti non esiste una ragione e una motivazione per non affermare ciò. I blogger in effetti sono tantissime persone così diverse fra loro per età, per professione, per vita vissuta, per conoscenze, per inclinazioni personali. Servono argomenti per riempire e far crescere un blog, e di argomenti il mondo è pieno. E Internet non è più una casta chiusa come quando nacque come progetto paramilitare. E Internet non è più una cosa riservata a pochi tecnici, come negli anni della prima esplosione. Internet è di tutti e per tutti. Quest&#8217;ultima affermazione risponde immediatamente alla domanda &#8220;chi sono i lettori&#8221;?</p><h2>Cosa troviamo in un blog</h2><p>E veniamo alla questione ora più spinosa, senz&#8217;altro molto intrigante. <strong>Cosa scrive un blogger?</strong> In parte la domanda ha già ricevuto risposta, poco sopra, quando ho accennato al fatto che</p><blockquote><p>per riempire un blog servono argomenti, e di argomenti il mondo è pieno.</p></blockquote><p>Le tematiche  spaziano praticamente fra tutto lo scibile umano, sconfinato. Basta dare uno sguardo a diversi blog, presi a caso in rete, e osservare attentamente le categorie scelte dal blogger per dividere in qualche maniera i propri scritti. Voraci lettori di blog vanno proprio a cercare in prima battuta l&#8217;elenco delle categorie per capire se quello lì può essere una fonte di lettura interessante. Se il visitatore trova categorie intriganti si ferma e inizia ad approfondire l&#8217;archivio. Viceversa quella visita non sarà più ripetuta. E&#8217; per questo che molti hanno scritto, e tanto, sul discorso delle nicchie, sul fatto di selezionare opportunamente gli argomenti su cui bloggare e via discorrendo. Prima del lancio di un blog bisogna chiedersi infatti su cosa si vuole scrivere. Quali argomenti, almeno primariamente, si vogliono trattare, in modo da dare un indirizzo ben preciso al visitatore che capita sulle nostre pagine. Esistono così blog espressamente tecnici, con tanto di materiale vietato a chi quelle conoscenze non possiede. E sono generalmente blog molto interessanti se il grado di serietà e il livello di qualità dei contenuti sono mantenuti alti dall&#8217;autore. Di più, molti di questi diventano delle star se tali livelli sono mantenuti molto alti e la popolarità cresce continuamente nel tempo. Ancora maggiore se assumono una valenza internazionale. Esistono poi blog con tematiche soft: il ragazzino che ama scrivere di politica e dei propri fatti quotidiani liberamente tratti dalla semplice vita, il blog dove i pensieri fluiscono in modo continuo e libero da una tematica particolare, il blog strettamente personale dove un autore si racconta a viso aperto.</p><p>In definitiva <strong>un blogger e il suo blog sono espressioni libere di pensieri ed emozioni</strong> e come tali suscitano evidentemente interesse, per un verso o per l&#8217;altro. Espressione della libertà di qualcuno munito di una connessione, di un pc, di idee e a volte di un pò di coraggio.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2009/10/il-blogger-e-il-suo-blog/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> </channel> </rss>
