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> <channel><title>Francesco Corsentino .net &#187; Tendenze tecnologiche</title> <atom:link href="http://corsentino.net/category/tendenze-tecnologiche/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://corsentino.net</link> <description>blogger // writer // student</description> <lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 08:44:11 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Cloud computing: rischio o opportunità?</title><link>http://corsentino.net/2012/01/cloud-computing-rischio-o-opportunita/</link> <comments>http://corsentino.net/2012/01/cloud-computing-rischio-o-opportunita/#comments</comments> <pubDate>Thu, 05 Jan 2012 07:30:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Tendenze tecnologiche]]></category> <category><![CDATA[cloud-computing]]></category> <category><![CDATA[web-services]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1917</guid> <description><![CDATA[Il cloud computing è uno degli argomenti più caldi di tutta l'informatica. Qualcuno considera i servizi cloud ormai una moda, ma scegliere il cloud computing rappresenta un rischio o un'opportunità?]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il <a
title="Cloud computing" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing" target="_blank">cloud computing</a> è uno degli argomenti più caldi di tutta l&#8217;informatica. Qualcuno considera i servizi cloud ormai una moda, ma è un modo superficiale di trattare la questione. Sicuramente si tratta di una opzione da valutare attentamente quando un&#8217;azienda deve scegliere i propri partner e i propri strumenti di lavoro.</p><p>I servizi cloud possono vantare il supporto di una informatica che è cambiata. In realtà a cambiare è stata proprio la società che usa oggi l&#8217;informatica per ogni scopo possibile. Di fatto sono gli utenti ad aver scatenato la corsa al cloud e capirlo non è difficile: vogliamo tutto sempre, in ogni posto ci troviamo, qualunque sia il dispositivo che teniamo in mano. In pratica noi utenti della rete abbiamo chiesto che le risorse siano disponibili 24 ore su 24, 365 giorni su 365, e che siano accessibili dal computer di casa come dal laptop, perfino da tablet e da smartphone senza la perdita di efficacia.</p><p>Una mole costante di dati e di informazioni. Più o meno utili, più o meno incentrate sul business delle aziende o sulla vita privata delle persone (cioè social network o servizi premium e/o professionali).</p><p>L&#8217;avvento del cloud è stato poi reso possibile da una crescita, in qualità, dei servizi fruibili tramite banda larga (le connessioni casalinghe e quelle degli uffici) o banda mobile (cellulari e smartphone e tablet). La <strong>disponibilità di banda</strong> (sempre maggiore, sempre più disponibile a livello di territorio in fatto di ADSL casalinga o di mobile internet) è secondo me il fattore abilitante per eccellenza per un servizio cloud.</p><p><em>Ma scegliere il cloud computing rappresenta un rischio o un&#8217;opportunità?</em></p><p>Nel resto dell&#8217;articolo non daremo una risposta precisa a questa domanda, piuttosto esamineremo pregi e difetti, rischi e opportunità, appunto, derivanti dall&#8217;utilizzo di tecnologie cloud.</p><h2>Il cloud soddisfa i tuoi bisogni</h2><p>Il cloud computing altro non è che un insieme di soluzioni interagenti fra loro. La peculiarità di queste soluzioni è l&#8217;assenza di contiguità fisica fra le tecnologie utilizzate per realizzare e implementare le soluzioni. Il cloud computing di fatto permette di spostare all&#8217;esterno della propria rete locale (quale può essere anche il solo e unico computer esistente in una piccola azienda) parte o tutte le funzioni di cui si necessita.</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-1947" title="Cloud Laptops" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/cloud-computing.jpg" alt="Cloud Laptops" width="500" height="300" /></p><p>Un esempio? Chi possiede un account <em>gmail</em> si troverà quasi sicuramente d&#8217;accordo col fatto che blocco note, word processor, calendario e email sono tutti software che possono risiedere sulla nuvola di Google. Almeno per me questo è ormai naturale. Io a casa non possiedo un server mail, ma sfrutto il servizio di Google. Così come non possiedo più un software desktop che mi tenga ordine fra clienti e attività: sfrutto ancora un altro servizio, ben più potente e che posso usare da diverse postazioni e con diversi dispositivi (iPhone e iPad, MacBook e desktop di casa) e con i dati sempre accessibili e aggiornati indipendentemente dalla postazione e/o dispositivo che uso. Il tutto attraverso un comune browser e non importa quale scelgo (al di là di preferenze personali). Mi serve, ovviamente, una buona connessione Internet, dove per &#8220;buona&#8221; si intende inevitabilmente l&#8217;aggettivo veloce (oltre che affidabile).</p><p>Muoviamoci da questo momento in poi nell&#8217;ipotesi di ragionare come un&#8217;azienda o come un libero professionista. E allora ecco <strong>i bisogni che il cloud computing soddisfa</strong>:</p><ul><li>permette di condividere le informazioni e i dati fra i vari dispositivi in modo totalmente trasparente e semplice e veloce;</li><li>permette di integrare tali informazioni e dati con altre informazioni e dati che possono provenire da altri servizi o da altre fonti esterne;</li><li>garantisce un ritmo di lavoro sicuramente maggiore perché l&#8217;azienda e il professionista possono tranquillamente ignorare gli aspetti di gestione dell&#8217;infrastruttura che permette il fruire dei servizi medesimi: servono solo un dispositivo che si connetta a Internet, una connessione, un browser o, al più, un piccolo software client (quale un app di iOS);</li><li>garantisce flessibilità: i servizi cloud sono altamente flessibili e facilmente scalabili così l&#8217;azienda o il professionista sono sempre pronti al cambiamento, riducendo sforzi e problematiche varie.</li></ul><p>Torneremo meglio su questi quattro punti fra breve.</p><p>Intanto cerchiamo di capire quali sono i rischi e le opportunità derivanti dall&#8217;adozione di servizi cloud.</p><h2>Scegliere il cloud: le opportunità</h2><p>Se investo nel cloud mi piacerebbe conoscere i vantaggi derivanti da questo investimento. Tecnicamente parliamo quindi del ROI (<em>Return On Investment</em>) di una possibile scelta cloud. Proprio in questi ultimi mesi mi sono scontrato con la difficoltà di presentare un&#8217;offerta a clienti abituati al vecchio modello di gestione dell&#8217;IT: tutto mio, tutto a casa mia, nessuna connessione verso l&#8217;esterno se non per navigare su Internet. Laddove le novità di questo millennio non hanno fatto breccia (strano, ma tuttora reale) diventa fondamentale spiegare bene perché adottare un servizio cloud.</p><p>In prima battuta investire sul cloud permette di <strong>eliminare quasi completamente i costi derivanti dalla gestione dell&#8217;infrastruttura IT</strong>. Licenze e consumi di server e workstation, problemi di formazione e personale opportunamente reclutato per gestire l&#8217;IT, problemi di installazione e aggiornamento e manutenzione di tale infrastruttura non sono più un problema visto che il tutto è delegato a chi eroga il servizio. Come già detto, per usare un servizio cloud basta un piccolo software client o addirittura il browser. A corollario di ciò possiamo aggiungere, nella lista delle opportunità, la possibilità di accedere alle funzioni indipendentemente dalla sede aziendale e dal dispositivo utilizzato. Oggi un numero sempre maggiore di manager e dirigenti usa smartphone e tablet per accedere a tutte quelle funzioni prima appannaggio delle sole postazioni in ufficio.</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-1946" title="Scalabilità" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/scalabilita.jpeg" alt="Scalabilità" width="500" height="300" /></p><p>Un sistema cloud lo si costruisce davvero in pochi semplici passi, soprattutto in maniera veloce. I <strong>tempi di deployment</strong> sono nettamente inferiori rispetto alla soluzione fatta in casa, con un <strong>tasso di scalabilità</strong> enorme. Questo rende l&#8217;azienda più pronta al cambiamento. Aggiungere o eliminare funzioni consiste in una semplice rimodulazione dell&#8217;offerta acquistata. Oltretutto molti servizi cloud consentono al cliente (in tal caso all&#8217;azienda o al professionista) di costruire il proprio servizio assecondando perfettamente le proprie reali esigenze. Ciò a tutto vantaggio della ottimizzazione della soluzione in funzione del budget (cioè un maggiore controllo sui costi).</p><h2>Scegliere il cloud: i rischi e gli ostacoli</h2><p>Veniamo al rovescio della medaglia.</p><p>Se personalizzare la propria offerta cloud consente di poter prevedere meglio i costi e il budget, è vero anche che <strong>il servizio cloud è di fatto un costo da rinnovare</strong> di anno in anno (se è l&#8217;anno il periodo di riferimento). E&#8217; bene in tal caso valutare l&#8217;impatto economico di una simile scelta rispetto all&#8217;acquisto di una licenza <em>only one time</em> (una e una sola volta) di un prodotto da installare nella propria rete locale.</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-1945" title="Performance" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/performance.jpeg" alt="Performance" width="500" height="299" /></p><p>Nell&#8217;eventualità si sia optato per un servizio cloud, attenzione a tutti i dettagli e in particolare a <strong>SLA e performance</strong>. Cioè il <a
title="Service level agreement" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Service_level_agreement" target="_blank">livello di servizio</a>, le clausole di contratto e gli effettivi controlli sulle prestazioni. Il costo deve valere il servizio acquistato. Inoltre i modelli cloud possono soffrire in caso di variazione del servizio già sottoscritto: la modifica di funzioni o di limiti può comportare costi onerosi. A tal proposito occorre valutare in modo preciso quanto costa cambiare in corsa la soluzione acquistata.</p><p>Scegliere un servizio piuttosto che un altro trascina con sé un problema non banale: <strong>migrare verso un altro provider di servizi può risultare molto complicato e quindi costoso</strong>. Fate valutare a un professionista quali sono gli ostacoli che possono presentarsi in caso di cambio di provider.</p><p>L&#8217;ostacolo più grande nell&#8217;adozione di un servizio cloud potrebbe poi essere rappresentato dall&#8217;infrastruttura dell&#8217;azienda o del professionista necessaria a fruire del servizio medesimo. In un concetto: <strong>velocità e qualità della connessione alla rete</strong>. L&#8217;accesso a Internet è di primaria importanza, praticamente il fattore abilitante del cloud computing. Senza una connessione veloce e affidabile tutti i vantaggi di un sistema cloud vengono immediatamente persi, a tutto svantaggio del business da sostenere. Se è vero che scompaiono dalla rete locale workstation ad hoc e server e tutta l&#8217;infrastruttura delegata al provider esterno all&#8217;azienda, è pur vero che si necessita di tutte le precauzioni del caso. Il consiglio più importante riguarda perciò la possibilità di installare più di una connessione a Internet, con fornitori diversi e su tecnologie differenti. In questo modo si previene l&#8217;assenza di servizio (caduta una connessione è sempre possibile usare l&#8217;altra) e magari è possibile mettere a punto <a
title="Traffic shaping" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Traffic_shaping" target="_blank">tecniche di shaping</a> della banda per un miglior uso dei servizi esterni. Discorso che diventa importante in una realtà medio piccola (quindi con un buon numero di terminali che devono operare sulla cloud).</p><p>L&#8217;ultimo fattore di rischio che prendiamo in considerazione è relativo alla <strong>privacy</strong>. Vi sono casi, aziende che operano in settori critici per esempio, nei quali non è proprio possibile far migrare i dati verso l&#8217;esterno. Si tratta ovviamente di dati strategici e particolarmente importanti per il business di un&#8217;azienda, quali segreti industriali per esempio. Ma ciò risulta pure vero per il singolo professionista che potrebbe essere molto restio a depositare i propri dati su un servizio esterno. Scegliere un cloud significa affidarsi quasi completamente alla bontà del provider, dove per bontà si intende professionalità nella cura dell&#8217;infrastruttura e nell&#8217;applicazione di tutte le <em>best practice</em> in fatto di sicurezza.</p><p><em>In definitiva il dubbio resta: cloud computing, rischio o opportunità? Per come la vedo io è certamente una opportunità.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2012/01/cloud-computing-rischio-o-opportunita/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>9</slash:comments> </item> <item><title>Twitter si veste a nuovo: come cambia la grafica?</title><link>http://corsentino.net/2011/12/twitter-si-veste-a-nuovo-come-cambia-la-grafica/</link> <comments>http://corsentino.net/2011/12/twitter-si-veste-a-nuovo-come-cambia-la-grafica/#comments</comments> <pubDate>Tue, 20 Dec 2011 14:00:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Featured]]></category> <category><![CDATA[Net Culture]]></category> <category><![CDATA[Tendenze tecnologiche]]></category> <category><![CDATA[facebook]]></category> <category><![CDATA[social-media]]></category> <category><![CDATA[social-network]]></category> <category><![CDATA[twitter]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1928</guid> <description><![CDATA[Il social network da 140 caratteri si veste a nuovo. Ma non è solo la grafica a cambiare. Twitter indossa un nuovo abito e propone diverse novità. Via alle pagine aziendali, restyling dei profili, usabilità migliorata. Dal blog ufficiale ecco le indiscrezioni sulle modifiche apportate al social network dell’uccellino blu. Modifiche declinate in modo ottimale...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il social network da 140 caratteri si veste a nuovo. Ma non è solo la grafica a cambiare. <a
title="Twitter" href="http://twitter.com" target="_blank">Twitter</a> indossa un nuovo abito e propone diverse novità.</p><p>Via alle pagine aziendali, restyling dei profili, usabilità migliorata. Dal <a
title="Twitter - Official Blog" href="http://blog.twitter.com/" target="_blank">blog ufficiale</a> ecco le indiscrezioni sulle modifiche apportate al social network dell’uccellino blu. Modifiche declinate in modo ottimale anche sulle applicazioni mobile per iPhone e iPad.</p><p>Twitter diventerà ancora più completo, sempre più funzionale allo scopo degli utenti e certamente più intuitivo circa l’uso e la navigazione via browser.</p><p>Analizziamo con ordine le novità di Twitter.</p><h2>Brand pages: pagine commerciali</h2><p>Che il sito puntasse a una ulteriore crescita economica lo si era capito già da un pezzo. Ora la strategia ha un alleato in più: le pagine aziendali.</p><p>In realtà sarebbe opportuno chiamarle pagine commerciali (<strong>business pages</strong>) visto che si tratta di uno spazio dove società e aziende possono pubblicizzare i propri servizi e i propri prodotti. In tal modo le aziende possono pensare di incrementare il numero di <em>follower</em> e, direttamente, il proprio pubblico.</p><p>I <strong>profili aziendali</strong> si distingueranno così dai profili personali in modo dare una connotazione grafica precisa e subito chiara: gli utenti sapranno già dal caricamento dove sono andati a finire e ciò dovrebbe garantire un maggiore impatto visivo e funzionale.</p><h2>Nuovo layout della home page</h2><p>Quasi in parallelo con la nuova grafica lanciata da <em>Mark Zuckerberg</em> per il suo <em>Facebook</em> (la <a
title="Facebook - Introducing Timeline" href="http://www.facebook.com/about/timeline" target="_blank">Timeline</a>), anche Twitter si rinnova. E lo fa dopo un attento studio sulla <em>user experience</em> sul proprio sito. Gli analisti sembrano aver ascoltato i cinguettii degli iscritti al social network e adottato le giuste soluzioni grafiche.</p><p>In tal senso avremo una <strong>inversione del layout</strong>, sempre strutturato a due colonne affiancate. A destra troveremo tutti i tweet dei nostri following (cioè delle persone che seguiamo), mentre a sinistra troverà spazio il box informativo sul nostro profilo e i vari suggerimenti sulle persone che potremmo voler seguire. In tale box verranno sintetizzati gli argomenti più chiacchierati su Twitter e sui quali potremo immediatamente intervenire.</p><h2>Nuove sezioni: Discover e Connect</h2><p>A livello funzionale saranno due le aggiunti principali: Discover e Connect.</p><p>Partiamo dall’ultima. <strong>Connect</strong> è una sezione che consentirà agli utenti di non perdere il filo conduttore dei propri tweet, in special modo quando questi rientrano in una discussione <em>tweet-reply</em> con altri utenti. Il botta e risposta, in pratica, non verrà perso, anzi mostrato proprio in questa sezione. Sempre qui verranno raccolti i <em>retweet</em> di nostri cinguettii o le menzioni a noi rivolte. Con <em>Connect</em> vi sarà dunque meno dispersione delle conversazioni e delle interazioni tenute su Twitter.</p><p>E a proposito di dispersione ecco che ci viene in soccorso la modalità <strong>Discover</strong>. Questa raccoglie tutte le discussioni più accese (<em>trend topic</em>), divise per argomenti, così da dare subito una panoramica di cosa sta accadendo sul social network e su cosa stanno discutendo i milioni di utenti. Con <em>Discover</em> potrebbe subire un netto ridimensionamento la ricerca tramite hashtag, anche se personalmente non sono d’accordo con questa teoria.</p><p>In ottica di una concorrenza sempre più spietata con Facebook, Twitter migliorerà l’<strong>inclusione di elementi multimediali</strong> quali foto e video nei tweet.</p><p><em>In un prossimo articolo ci dedicheremo alla descrizione dell’applicazione disponibile su iOS: Twitter per iPad e iPhone. Stay tuned!</em></p><p>E visto che ci siamo: se ti è piaciuto l&#8217;articolo&#8230; <a
title="KikoCorsentino su Twitter" href="http://twitter.com/kikocorsentino">seguimi su Twitter</a>!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2011/12/twitter-si-veste-a-nuovo-come-cambia-la-grafica/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Linux dominerà il mercato dei server?</title><link>http://corsentino.net/2011/07/linux-dominera-il-mercato-dei-server/</link> <comments>http://corsentino.net/2011/07/linux-dominera-il-mercato-dei-server/#comments</comments> <pubDate>Wed, 06 Jul 2011 07:21:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Tendenze tecnologiche]]></category> <category><![CDATA[linux]]></category> <category><![CDATA[server]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1585</guid> <description><![CDATA[Il pinguino non è riuscito a sfondare sui desktop. Le quote di mercato sono troppe basse per cantare vittoria. Microsoft Windows e Apple la fanno largamente da padroni e non basterebbe un solo articolo per spiegarne i motivi. Il discorso è difende se spostiamo il nostro focus sui server. In tal caso Linux è riuscito...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il pinguino non è riuscito a sfondare sui desktop. Le quote di mercato sono troppe basse per cantare vittoria. Microsoft Windows e Apple la fanno largamente da padroni e non basterebbe un solo articolo per spiegarne i motivi. Il discorso è difende se spostiamo il nostro focus sui server. In tal caso Linux è riuscito a ritagliassi una posizione estremamente interessante, con ulteriori prospettive di crescita. Ci siamo siamo interrogati sui motivi di un simile successo e ne abbiamo ricavato i seguenti <strong>fattori critici</strong>.</p><p><strong>Prezzo</strong>. È indubbio che i costi di licenza del software assumono un&#8217;importanza critica per le società, piccole o grandi che siano. Posto quindi la necessità di avere competenze e specialisti in merito, equipaggiare i server aziendali con <a
href="http://www.centos.org/" target="_blank">CentOS</a> o <a
href="http://www.debian.org/" target="_blank">Debian</a> ha un costo pari a zero, rispetto all&#8217;acquisto dei sistemi Microsoft o Apple. E ciò vale pure gli aggiornamenti.</p><p>Le distribuzioni Linux garantiscono, a fronte di aggiornamenti e di una opportuna configurazione, una <strong>migliore stabilità e sicurezza rispetto ai sistemi concorrenti</strong>. Maggiore robustezza nei confronti di virus e malware, da sempre l&#8217;incubo peggiore dei sistemisti su ambiente Microsoft Windows, e prestazioni in stabilità più confortanti. I riavvii sono sempre meno necessari (praticamente solo in caso di kernel update) e le falle di sicurezza statisticamente minori.</p><p>Linux <strong>riesce meglio a sfruttare anche l&#8217;hardware datato</strong>, consentendo alle aziende di risparmiare sui costosi aggiornamenti dei componenti hardware, appunto. Grazie a un kernel costantemente aggiornato e una <strong>comunità attiva sul fronte dei driver compatibili</strong>, una distribuzione Linux non costringerà a continui rinnovi del parco macchine.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2011/07/linux-dominera-il-mercato-dei-server/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Programmazione iPhone e iPad: web app o app?</title><link>http://corsentino.net/2011/05/programmazione-iphone-e-ipad-web-app-o-app/</link> <comments>http://corsentino.net/2011/05/programmazione-iphone-e-ipad-web-app-o-app/#comments</comments> <pubDate>Wed, 18 May 2011 07:01:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Tendenze tecnologiche]]></category> <category><![CDATA[css]]></category> <category><![CDATA[gps]]></category> <category><![CDATA[html]]></category> <category><![CDATA[ios]]></category> <category><![CDATA[ipad]]></category> <category><![CDATA[iphone]]></category> <category><![CDATA[javascript]]></category> <category><![CDATA[object-c]]></category> <category><![CDATA[php]]></category> <category><![CDATA[python]]></category> <category><![CDATA[ruby]]></category> <category><![CDATA[web-application]]></category> <category><![CDATA[web-service]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1495</guid> <description><![CDATA[Quando si decide di creare una nuova applicazione per iPhone o per iPad bisogna sin dal principio sciogliere un dubbio: pensare una web application o programmare una applicazione nativa? Le differenze fra queste due forme di applicazione sono certamente importanti, tali da giustificare un minimo ragionamento che proverò a riassumere in questo articolo. Iniziamo a...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quando si decide di creare una nuova applicazione per <a
href="http://corsentino.net/tag/iphone/">iPhone</a> o per <a
href="http://corsentino.net/tag/ipad/">iPad</a> bisogna sin dal principio sciogliere un dubbio: <strong>pensare una web application o programmare una applicazione nativa?</strong></p><p>Le differenze fra queste due forme di applicazione sono certamente importanti, tali da giustificare un minimo ragionamento che proverò a riassumere in questo articolo.</p><p>Iniziamo a descriverne brevemente le caratteristiche dell&#8217;una e dell&#8217;altra soluzione.</p><h3>Web App</h3><p>Una <em>web app</em> è semplicemente una pagina web opportunamente costruita per essere meglio fruita da un dispositivo quale tablet o smartphone, quindi e un browser mobile. Per tale motivo diventano cruciali le scelte e le competenze circa JavaScript e le svariate librerie che permettono di costruire quelle che si chiamano <a
href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rich_Internet_application" target="_blank">Rich Internet Application</a>.</p><p>Il vantaggio principale è quindi quello legato al fatto che si possono riusare e adattare le conoscenze dei programmatori circa i linguaggi del web: <a
href="http://corsentino.net/tag/html/">HTML</a>, <a
href="http://corsentino.net/tag/css/">CSS</a>, <a
href="http://corsentino.net/tag/javascript/">JavaScript</a>, e magari <a
href="http://corsentino.net/tag/php/">PHP</a> o <a
href="http://corsentino.net/tag/ruby/">Ruby</a> o <a
href="http://corsentino.net/tag/python/">Python</a> lato server.</p><p>L&#8217;altro vantaggio riguarda il fatto che l&#8217;applicazione sarà accessibile ovunque e da svariati dispositivi: computer desktop, laptop, smartphone, tablet e quanto altro.</p><p>Lo svantaggio è quello di dover rinunciare alle <em>notifiche push</em> (si potrebbe sfruttare un refresh della pagina web) o alla possibilità di controllare elementi del dispositivo quale la fotocamera, il magnetometro, il GPS.</p><p>In ultimo è evidentemente impossibile accedere allo <em>store</em> e, in tal senso, guadagnare con la vendita dell&#8217;applicazione per il cui utilizzo occorre l&#8217;accesso a Internet.</p><h3>App</h3><p>Le applicazioni native sono scritte sfruttando il linguaggio specifico del dispositivo, in questo caso <strong>Object C </strong>e i vari framework. In questo senso le applicazioni possono sfruttare tutta la potenza dei dispositivi, con la possibilità di usare sensori, GPS, accelerometro e via così.</p><p>Le applicazioni native possono avere tutta una grafica, e in genere una GUI, molto curata e misurata, costruita ad arte per l&#8217;applicazione in questione.</p><p>Uno sviluppatore può pubblicare sullo <em>store</em> potendo fare business.</p><p>Il vantaggio principale è, infine, quello di poter sfruttare le notifiche push e avviare l&#8217;applicazione in modalità offline, impossibile con una <em>web app</em>.</p><h3>Conclusione</h3><p>A mio avviso, dunque, occorre pianificare per bene il lavoro, cercando di capire che tipo di applicazione bisogna costruire. In genere i servizi web più popolari hanno di fatto prima costruito un portale per il web e poi adattato ad hoc un&#8217;applicazione nativa. Quest&#8217;ultima fornisce, nella maggior parte dei casi, solo un&#8217;interfaccia più comoda ai dati del portale, sfruttando le <a
href="http://corsentino.net/tag/api/">API</a> del servizio.</p><p>Credo che le web app possono trarre ulteriore vantaggio dalla pubblicazione di <a
href="http://corsentino.net/tag/html5/">HTML5</a>, con tutto quello che comporta la nuova versione di questo linguaggio.</p><p>Viceversa, per giochi e applicazioni <em>stand alone</em> è preferibile ricorrere a un&#8217;applicazione nativa per tutti i vantaggi elencati sopra.</p><p><em>Tu che ne pensi?</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2011/05/programmazione-iphone-e-ipad-web-app-o-app/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>6</slash:comments> </item> <item><title>Il nuovo Creative D200: l&#8217;audio senza fili</title><link>http://corsentino.net/2010/07/il-nuovo-creative-d200-laudio-senza-fili/</link> <comments>http://corsentino.net/2010/07/il-nuovo-creative-d200-laudio-senza-fili/#comments</comments> <pubDate>Tue, 27 Jul 2010 08:47:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Tendenze tecnologiche]]></category> <category><![CDATA[gadget]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=941</guid> <description><![CDATA[Suonano alla porta: è il postino. Firmo, prendo il pacco e lo porto dentro casa. Col taglierino tolgo delicatamente il nastro e finalmente apro lo scatolo. Dentro c&#8217;è il nuovissimo altoparlante della Creative. Il modello è il D200, potente e comodissimo. Il Creative D200 è un sistema di altoparlanti dal design pregevole e in grado...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Suonano alla porta: è il postino. Firmo, prendo il pacco e lo porto dentro casa. Col taglierino tolgo delicatamente il nastro e finalmente apro lo scatolo. Dentro c&#8217;è il nuovissimo altoparlante della <a
href="http://www.creative.com/" target="_blank">Creative</a>. Il modello è il D200, potente e comodissimo.</p><p>Il <a
href="http://it.store.creative.com/products/product.aspx?catid=4&amp;pid=19775" target="_blank">Creative D200</a> è un sistema di altoparlanti dal design pregevole e in grado di funzionare con qualunque dispositivo che supporta il Bluetooth. Ciò significa che possiamo <em>abbinarlo</em> col nostro iPhone o cellulare, col laptop così come al desktop di casa. In questo modo faremo a meno di fili e la comodità di poter diffondere musica e film nella maniera più semplice e veloce possibile è davvero impareggiabile.</p><p><a
href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/Creative-D200.jpg"><img
class="alignleft size-medium wp-image-943" title="Creative D200" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/Creative-D200-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" /></a></p><p>Sistematelo dove volete: sul comodino, sulla scrivania, su una mensola e grazie alla portata di 10 metri il Creative D200 vi consentirà di diffondere l&#8217;audio proveniente, per esempio, dal vostro iPhone <em>dimenticato</em> sul divano.</p><p>La qualità è sorprendentemente buona, non si notano distorsioni e il l&#8217;uscita del suono è fedele, a tutto vantaggio di una comodità d&#8217;uso incredibile.</p><p>Il prezzo di mercato è di 99,99euro e potete apprezzare <a
href="http://it.store.creative.com/products/product.aspx?catid=4&amp;pid=19775" target="_blank">qui</a> una demo che certamente vi stuzzicherà la fantasia.</p><p><script type="text/javascript">// 
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// ]]&gt;
// ]]&gt;</script><script src="http://stats.buzzparadise.com/MarkerBlg/bf6955f5-6528-4286-bde4-19254d81fcb2/15561/BpJsUser.js" type="text/javascript"></script></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2010/07/il-nuovo-creative-d200-laudio-senza-fili/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>HyperCD: un CD da 1 petabyte di dati</title><link>http://corsentino.net/2010/06/hypercd-un-cd-da-1-petabyte-di-dati/</link> <comments>http://corsentino.net/2010/06/hypercd-un-cd-da-1-petabyte-di-dati/#comments</comments> <pubDate>Thu, 24 Jun 2010 05:30:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Tendenze tecnologiche]]></category> <category><![CDATA[news]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=899</guid> <description><![CDATA[Pensate a un DVD con dentro 1 petabyte di dati. Sarebbe bello, eh?! Gli studi sulle tecnologie di archiviazione hanno compiuto negli anni grandi progressi. L&#8217;ultimo in ordine temporale potrebbe proprio soddisfare il desiderio appena espresso. Si chiama (chiamerebbe) HyperCD. Il nome è composto da due parti e che ben descrivono il progetto. CD, evidentemente,...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Pensate a un DVD con dentro 1 petabyte di dati. Sarebbe bello, eh?! Gli studi sulle tecnologie di archiviazione hanno compiuto negli anni grandi progressi. L&#8217;ultimo in ordine temporale potrebbe proprio soddisfare il desiderio appena espresso.</p><p>Si chiama (chiamerebbe) <a
href="http://www.storextechnologies.com/technology.html" target="_blank">HyperCD</a>. Il nome è composto da due parti e che ben descrivono il progetto. CD, evidentemente, richiama alla mente proprio i classici dischi per i dati e la musica. Dimensioni inalterate, tranne piccolissime differenze. Hyper sta a indicare che la struttura di memorizzazione fisica è basata su veri livelli facenti capo a tecnologie laser (diodi?) su cui esistono segreti di natura brevettuale.</p><p>Resta da capire che tipo di prezzi saranno imposti dal mercato e cosa potrebbe cambiare circa i drive destinati alla creazione e lettura degli <a
href="http://www.storextechnologies.com/technology.html" target="_blank">HyperCD</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2010/06/hypercd-un-cd-da-1-petabyte-di-dati/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Ecco il nuovo MacMini: ma non sarà costoso?</title><link>http://corsentino.net/2010/06/ecco-il-nuovo-macmini-ma-non-sara-costoso/</link> <comments>http://corsentino.net/2010/06/ecco-il-nuovo-macmini-ma-non-sara-costoso/#comments</comments> <pubDate>Wed, 16 Jun 2010 13:42:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Tendenze tecnologiche]]></category> <category><![CDATA[apple]]></category> <category><![CDATA[macmini]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=883</guid> <description><![CDATA[L&#8217;hanno migliorato e aggiornato, reso più potente del predecessore. Cambia pure il design, più gradevole rispetto al precedente. E&#8217; il nuovo MacMini della Apple, un computer a tutti gli effetti in un guscio di alluminio delizioso e facilmente trasportabile. Una sorta di fisso-portatile come amo definirlo. Le prestazioni sono eccellenti grazie al Core 2 Duo...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;hanno migliorato e aggiornato, reso più potente del predecessore. Cambia pure il design, più gradevole rispetto al precedente. E&#8217; il <a
href="http://www.apple.com/it/macmini/" target="_blank">nuovo MacMini</a> della <a
href="http://corsentino.net/tag/apple/">Apple</a>, un computer a tutti gli effetti in un guscio di alluminio delizioso e facilmente trasportabile. Una sorta di fisso-portatile come amo definirlo. Le prestazioni sono eccellenti grazie al Core 2 Duo da 2,4GHz o superiore e 2GB di RAM. Il comparto grafico è affidato a una NVIDIA GeForce 320M con 256MB di memoria e uscite per tutti i gusti (HDMI, DVI, VGA).</p><p>Basta attaccare un monitor esterno e si ha tutta la potenza di un Mac. Il problema però, che è anche il più grosso limite al suo acquisto, è un <a
href="http://store.apple.com/it/browse/home/shop_mac/family/mac_mini" target="_blank">prezzo eccessivo</a>. Si parte da 799 euro. Con 200 euro si può portare a casa un iMac, una sproporzione che continuo a non comprendere. Qualcuno è d&#8217;accordo?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2010/06/ecco-il-nuovo-macmini-ma-non-sara-costoso/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>7</slash:comments> </item> <item><title>A metà fra un tablet e un netbook: eeePad</title><link>http://corsentino.net/2010/03/a-meta-fra-un-tablet-e-un-netbook-eeepad/</link> <comments>http://corsentino.net/2010/03/a-meta-fra-un-tablet-e-un-netbook-eeepad/#comments</comments> <pubDate>Tue, 09 Mar 2010 06:30:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Publications]]></category> <category><![CDATA[Tendenze tecnologiche]]></category> <category><![CDATA[asus]]></category> <category><![CDATA[ipad]]></category> <category><![CDATA[netbook]]></category> <category><![CDATA[tablet]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=820</guid> <description><![CDATA[Più che il futuro è il presente. Quello che si è capito è che alla gente serve qualcosa tipo un netbook, tipo un potente smartphone, tipo un tablet. Io uso costantemente il mio Flybook e non lascerei mai l&#8217;iPhone. ASUS, che per prima si è lanciata nel mercato dei netbook, prova allora a contrastare l&#8217;avvento...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Più che il futuro è il presente. Quello che si è <a
href="http://corsentino.net/2010/02/gartner-punta-sul-mercato-delle-applicazioni-mobili/">capito</a> è che alla gente serve qualcosa tipo un netbook, tipo un potente smartphone, tipo un <a
href="http://corsentino.net/2010/01/google-e-htc-al-lavoro-sul-tablet/">tablet</a>. Io uso costantemente il mio Flybook e non lascerei mai l&#8217;iPhone. ASUS, che per prima si è lanciata nel mercato dei netbook, prova allora a contrastare l&#8217;avvento di <a
href="http://corsentino.net/2010/01/le-ragioni-per-cui-ogni-blogger-dovrebbe-possedere-un-ipad/">iPad</a> con un nuovo prodotto che se rispettasse le aspettative si rivelerebbe davvero un bel regalo da chiedere.</p><blockquote><p>Il tablet eeePad dovrebbe arrivare sul mercato nella seconda metà del 2010; monterà presumibilmente i nuovi chip NVIDIA della serie Tegra. Questo è l&#8217;aspetto che più incuriosisce gli utenti: NVIDIA Tegra permette infatti di avere una potenza di calcolo tale da permettere l&#8217;uso di applicativi anche pesanti, con un occhio di riguardo ai consumi e quindi maggiore autonomia.</p><p>[Via <a
href="http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&amp;idItem=44108" target="_blank">Programmazione.it</a>]</p></blockquote> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2010/03/a-meta-fra-un-tablet-e-un-netbook-eeepad/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>7</slash:comments> </item> <item><title>Libreria gratuita sul web: Wattpad</title><link>http://corsentino.net/2010/02/libreria-gratuita-sul-web-wattpad/</link> <comments>http://corsentino.net/2010/02/libreria-gratuita-sul-web-wattpad/#comments</comments> <pubDate>Thu, 11 Feb 2010 06:30:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Net Culture]]></category> <category><![CDATA[Publications]]></category> <category><![CDATA[Tendenze tecnologiche]]></category> <category><![CDATA[ebook]]></category> <category><![CDATA[iphone]]></category> <category><![CDATA[web-service]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=740</guid> <description><![CDATA[Comincio col dire subito una cosa: mi ha piacevolmente sorpreso l&#8217;applicazione per iPhone. Bella, pulita, leggera, veloce, dove finalmente posso customizare quello che mi pare e leggere il testo proprio come piace a me! Il servizio è certamente interessante, con migliaia di titoli subito disponibili. Molto nutrite certe categorie, diciamo quelle classiche, ancora poco fornite...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Comincio col dire subito una cosa: mi ha piacevolmente sorpreso l&#8217;applicazione per iPhone. Bella, pulita, leggera, veloce, dove finalmente posso customizare quello che mi pare e leggere il testo proprio come piace a me!</p><p>Il servizio è certamente interessante, con migliaia di titoli subito disponibili. Molto nutrite certe categorie, diciamo quelle classiche, ancora poco fornite altre categorie. Ma per adesso l&#8217;elenco è soddisfacente.</p><p>Questo è <a
href="http://www.wattpad.com/" target="_blank">Wattpad</a>:</p><blockquote><p>Wattpad è insieme una community di persone con l&#8217;hobby della lettura, è un servizio per la distribuzione dei testi e un&#8217;applicazione per i dispositivi portatili. Chi è in possesso di un iPhone o di uno smartphone Android o un BlackBerry, come pure un qualsiasi cellulare che supporta Java, può tranquillamente scaricare l&#8217;applicazione gratuita e iniziare a leggere i propri titoli preferiti, previa registrazione gratuita al servizio.</p><p>[Via <a
href="http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&amp;idItem=43883" target="_blank">Programmazione.it</a>]</p></blockquote> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2010/02/libreria-gratuita-sul-web-wattpad/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Mobile Internet: tariffe ed opportunità</title><link>http://corsentino.net/2009/11/mobile-internet-tariffe-ed-opportunita/</link> <comments>http://corsentino.net/2009/11/mobile-internet-tariffe-ed-opportunita/#comments</comments> <pubDate>Fri, 20 Nov 2009 06:05:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Tendenze tecnologiche]]></category> <category><![CDATA[mobile-internet]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=357</guid> <description><![CDATA[Quali sono le offerte per il Mobile Internet in Italia? Un'analisi attenta delle condizioni e dell'hardware necessario per connettersi a Internet tramite smartphone e chiavette. Prezzi, dati, offerte.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a
href="http://en.wikipedia.org/wiki/Asymmetric_digital_subscriber_line" target="_blank">ADSL</a>, <a
href="http://en.wikipedia.org/wiki/WiMAX" target="_blank">WiMAX</a>, wireless, <a
href="http://en.wikipedia.org/wiki/Universal_Mobile_Telecommunications_System" target="_blank">UMTS</a>. Tutte sigle interessanti, tutte sigle che hanno a che fare con la rete, con internet, con una infinità di applicazioni. Tecnologie ormai necessarie, non per forza mutuamente esclusive. Tecnologie che permettono di essere online, una realtà irrinunciabile. Ora, supponiamo che per un verso o per un altro la nostra lista si restringa molto. Muoviamoci quindi nell&#8217;ipotesi che l&#8217;ADSL non è fattibile (magari perchè sei in affitto e non ti conviene legarti per un anno, magari perchè la tua zona non è ancora servita) e che gli abbonamenti wireless con <a
href="http://freemax.it/freemax/intro.html" target="_blank">società interessanti</a> hanno alti costi e scarsa efficacia. Non ci resta che il WiMAX, promettente, e i vari servizi di mobile internet ad alta velocità, un mix di soddisfazione e perplessità.</p><p>Proviamo quindi a riorganizzare le idee, soprattutto tentiamo di chiarire molti dettagli.</p><p>Il luogo in cui praticamente vivo e quindi quello preso in esame in questa analisi è Pisa, centro storico. Fonti non ufficiali di amici e conoscenti, molti negozi provati, centinaia di pagine web visitate. Per evidenti limiti economici e di pazienza non ho realmente provato ogni singola opzione, però da quello che mi hanno detto in giro, ciò che scriverò è quanto più aderente alla realtà dei fatti.</p><p>Cominciamo ad eliminare dall&#8217;elenco iniziale pure il WiMAX. Numerosi progetti sono avviati, qualche buona <a
href="http://freemax.it/freemax/intro.html" target="_blank">società</a> nei pressi di Livorno. Pochi paesi coperti, non ancora e non ancora del tutto Pisa. Peccato perchè le offerte sembrano sinceramente interessanti. E certamente, a regime, attireranno la mia attenzione. Ma per adesso, a Pisa, il WiMAX è scartato. Non resta che esaminare le offerte di quei succhia-euro anche conosciute come compagnie di telefonia mobile, ossia: <a
href="http://www.tim.it/" target="_blank">TIM</a>, <a
href="http://www.vodafone.it/" target="_blank">Vodafone</a>, <a
href="http://www.wind.it/" target="_blank">Wind</a> e <a
href="http://www.tre.it/" target="_blank">3Italia</a>.</p><p>Procediamo nell&#8217;ordine e chiariamo innanzitutto che cosa vogliamo o vorremmo nella nostra offerta. La mia idea è una sorte di sostituta, a tutti gli effetti, dell&#8217;ADSL classica. Siamo in due a dover condividere la connessione, e attenzione perchè proprio la parola &#8220;condividere&#8221; nel mio caso è importante. Vorrei un piano col quale navigare col PC, due notebook in particolare e cioè il mio e quello di mia sorella. Per poter stringere un pò la cinghia del portafogli vorrei non attivare due SIM e due abbonamenti separati, nè firmare contratti con carta di credito. Nè cascare nelle trappole del comodato d&#8217;uso e dei 24 mesi vincolanti. Fattori di ricerca che mi hanno portato a stilare questa lista di offerte. Ancora al vaglio in attesa di trasloco e scelta finale. Altra cosa interessante: nessuno dei due possiede una internet key, quindi andrebbe acquistata. Ma procediamo con ordine e dei dispositivi me ne occuperò in fondo all&#8217;articolo.</p><h2>Offerte TIM</h2><p>Il tutto si restringe alla <a
href="http://www.tim.it/consumer/o671/tariffa.do" target="_blank">Maxxi Alice Facile Recharge</a> che permette di navigare sia da chiavetta sia da smartphone. A fronte di un canone mensile pari a <strong>20 Euro</strong> abbiamo a disposizione <strong>1GB</strong> da poter <em>sciupare</em> indifferentemente nel corso dei 30 giorni solari. Se riattiviamo entro il mese TIM ci <em>regalerebbe</em> 1GB ulteriore di traffico.</p><p><img
class="alignleft" title="TIM" src="http://www.brandsoftheworld.com/brands/0002/9079/brand.gif" alt="" width="200" height="200" />Esiste pure l&#8217;offerta <a
href="http://www.tim.it/consumer/c357/i56249/o41223/tariffa.do" target="_blank">Maxxi Alice 150 ore</a> che <strong>a fronte dei soliti 20 Euro mensili</strong> (costo d&#8217;attivazione pari a 5 Euro) <strong>ci permette di navigare fino ad un massimo di 150 ore</strong> appunto. L&#8217;inghippo è che tali ore devono essere spese tra le ore 17:00 e le ore 09:00. Limite che da un certo punto di vista non si adatta alla mia giornata lavorativa e di studio. Alzandomi alle 7:00 ogni mattina e accendendo un minuto dopo il portatile, a quel punto la connessione al web è cosa fatta. Con tale abbonamento sarei impossibilitato a seguire questi ritmi. In realtà, per dovere di cronaca, l&#8217;offerta completa recita che le ore possono essere spese entro i limiti di orari prima accennati, mentre nel weekend tali limiti non sussistono più. E qui la cosa si fa interessante, ma vale il concetto assolutamente personale prima esposto.</p><p>Entrambe le offerte si rivolgono ai clienti prepagati. <strong>La SIM può essere usata indifferentemente sullo smartphone e sulla chiavetta</strong>. Per quanto riguarda i limiti di navigazione sono i soliti limiti-di-guardia: poichè ci sono in giro parecchi navigatori mobili, la TIM si riserva il diritto di abbassarvi letteralmente la velocità nel caso in cui abusaste eccessivamente di banda. Non è quantificato (ma è semplice capirlo) il termine &#8220;eccessivamente&#8221;, nè è specificato il valore di &#8220;abbassarvi&#8221;. Per quanto concerne la copertura in Italia sono poche lezone non raggiunte da TIM. Però si paga lo scotto di una certa saturazione della rete e nelle ore di punta potreste subire dei valore di download e upload un pò bassi. Di speedtest in giro ne trovate quanti volete, anche raggruppati per regioni. Se siete interessati potete procedere da voi la ricerca.</p><h2>Offerte Vodafone</h2><p><img
class="alignright" title="Vodafone" src="http://www.omio.com/blog/wp-content/vodafone-logo.jpg" alt="" width="270" height="195" />Non mi hanno parlato bene della compagnia rossa. Nè per quanto concerne l&#8217;efficacia del servizio mobile, nè per quanto concerne delle offerte, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista pratico. L&#8217;unica offerta degna di nota sembra <a
href="http://www.areaprivati.vodafone.it/190/trilogy/jsp/dispatcher.do?ty_key=pri_internet_large&amp;tk=9609,c" target="_blank">l&#8217;ultima arrivata</a>. <strong>Con 25 Euro al mese</strong> (più 5 Euro per l&#8217;attivazione) <strong>ci portiamo a casa 250 ore</strong> da spendere nel corso dei 30 giorni di validità dell&#8217;offerta. Sono circa 8 ore al giorno, sufficienti per i miei desideri.</p><p>La mia ultima esperienza con Vodafone risale a molti anni fa, circa sei. Usavo nella lontana Sicilia un cellulare che si connetteva in GPRS a Internet. Era divertente, ma non così efficace. Poi abbandonai definitivamente buttando la scheda e tenendomi soltanto la Wind, mai lasciata. Sei anni sono tanti, per cui, limitatamente nel territorio di Pisa, devo registrare un pò di critiche da parte di miei amici e colleghi. Per la cronaca molti hanno abbandonato la scheda passando ad altro.</p><h2>Offerte WIND</h2><p><img
class="alignleft" title="Wind" src="http://www.puremobile.ca/insiderblog/wp-content/uploads/2009/08/wind-logo.png" alt="" width="255" height="119" />Ho pututo verificare con piacevole sorpresa un&#8217;ottima efficacia delle offerte internet della <a
href="http://www.wind.it/" target="_blank">Wind</a>. Mi sono appoggiato ad una normale chiavetta <a
href="http://www.huawei.com/" target="_blank">Huawei</a> (di cui non ricordo il modello) e <a
href="http://www.wind.it/it/servizi/scheda82.phtml?sez=Privati" target="_blank">l&#8217;offerta</a> da 50 ore mensili per circa tutto agosto, nel paesino dove trascorro le vacanze e dove la copertura televisiva e telefonica è deprimente, se non assente. Bene, la Wind si è comportata in modo ottimale, di mattina, di pomeriggio, di sera. Ho potuto lavorare in modo tranquillo, sereno, senza disconnessioni o ritardi particolari. Ora, 50 ore al mese sono poche. Così ne restano in lista due di offerte.</p><p>La <a
href="http://www.wind.it/it/servizi/scheda244.phtml?sez=Privati" target="_blank">Mega 100 ore</a> permette di usare indifferentemente la chiavetta o lo smartphone per 100 ore <strong>al costo di 15 Euro mensili</strong>. Offerta molto buona. Si tratta di centellinare gli accessi stimando circa 3 ore al giorno. Perfetti in un progetto filo-medico da un&#8217;ora la mattina, un&#8217;ora il pomeriggio, un&#8217;ora la sera, preferibilmente dopo i pasti. L&#8217;attivazione ha un costo di 4 Euro.</p><p>L&#8217;offerta a volume, concorrente alla prima, è certamente <a
href="http://www.wind.it/it/servizi/scheda75.phtml?sez=Privati" target="_blank">Mega No Limit</a>. Mette in mano al cliente circa <strong>8000 Euro di traffico, pari a 2,5GB</strong> (più o meno 80 MB al giorno). Per quanto riguarda l&#8217;attivazione vale il discorso fatto poco sopra.</p><p>Mi sembrano due buone offerte, soprattutto mi invoglia il fatto di avere una SIM Wind da 8 anni, mai lasciata per grande soddisfazione. Mai avuto problemi, sempre ottimo il funzionamento di offerte, promozioni e servizi. Altamente consigliato pure a Pisa, dove noto poche volte il cambio da 3G a versione inferiore. A dirla tutta, <strong>l&#8217;infrastruttura di Wind non è il massimo in quanto a velocità</strong>, ma la mia esperienza è buona, se non ottima. Purtroppo non posseggo dati nè speedtest.</p><h2>Offerte 3Italia</h2><p>Comincio con la lieta sorpresa di molti utenti pisani, due tra l&#8217;altro sono miei coinquilini. <strong>Funziona a meraviglia e va che è una scheggia</strong>. Anche qui mi scuso con i lettori per mancanza di dati e immagini, ma in rete è facile trovare documentazione e prove di quanto sto per dire.</p><p><img
class="alignright" title="Tre" src="http://www.ionic.be/images/gallery/h31182867799.png" alt="" width="153" height="190" />La 3Italia mi sembra un&#8217;ottima scelta. Vasta gamma di offerte, anche se qui sta il primo inghippo: quelle più allettanti la compagnia le offre solo in abbonamento. Abbonamento significa che dovete consegnare in negozio i dati della vostra Carta di Credito. Non valgono le carte di debito comunemente possedute da ragazzi, studenti e anche persone che lavorano (ne ho conosciute parecchie, molto insoddisfatte per l&#8217;impossibilità di attivare alcuni servizi). Della gamma di abbonamenti il piano più interessante è <a
href="http://www.tre.it/public/scheda_piano.php?idp=28&amp;idOF=21&amp;ref=28_1&amp;type=X,Y" target="_blank">Tre.Time.Large</a> che <strong>prevede 300 ore di traffico mensili a fronte di un canone di soli 19 Euro</strong>. Eccezionale, quello che mi serve. Peccato per il fatto che sono un possessore di SuperFlash e che ho evitato di aprirmi un conto corrente. Opzione quindi eliminata, ma altamente consigliata. Non ci sono particolari limiti di traffico e soprattutto la connessione sembra molto stabile e veloce. Ben 10 ore al giorno per navigare, lavorare e quanto altro.</p><p>L&#8217;alternativa, adatta ad una ricaricabile, sembra essere la <a
href="http://www.tre.it/public/scheda_opzioni.php?id=22&amp;idOF=164&amp;ref=22_1" target="_blank">Naviga 3</a>. E&#8217; disponibile in due versioni. O paghi 9<strong> Euro al mese per disporre di 50MB al giorno</strong>. Oppure ne <strong>paghi 3 a  settimana e hai 100MB quotidiani</strong>. Si può navigare da smartphone o da chiavetta. Resta da capire la tipologia di traffico che uno intende consumare. Leggere le news, controllare la posta, scrivere qualche mail o leggere molte mail, aprire un pò di siti e guardare qualche video: è tutto possibile. Vanno controllate minuziosamente le soglie prima di procedere alla navigazione e a chiusura di una sessione. Tale offerta infatti sembra più orientata ad un uso da iPhone o da cellulare con sporadiche connessioni via <a
href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tethering" target="_blank">tethering</a>.</p><p>Copertura nazionale a rischio, se viaggi puoi non disporre di connessione e per evitare spese pazze, soprattutto in abbonamento, conviene, anzi è vitale, mantenere la linea su UMTS, evitando di andare in roaming. Tutti i cellulari lo consentono così come pure le chiavette.</p><h2>Offerta Fastweb</h2><p>Confesso che non ero a conoscenza di una simile opzione. Imprecando parecchio per non poter sottoscrivere un abbonamento 3Italia con carta di credito, sono così finito sulla pagina di <a
href="http://www.fastweb.it/offerte/chiavetta-internet-umts/#serv_inclusi" target="_blank">NavigaMobile</a>. Eliminata la paura di pagare, tramite un mio eventuale canone, le tasse arretrate di Valentino Rossi, la cosa interessante di quest&#8217;offerta è la possibilità di legarla ad una ricaricabile. Così avremmo <strong>5GB come limite mensile a fronte di 17 Euro</strong> che <a
href="http://www.fastweb.it/" target="_blank">Fastweb</a> scalerà dalla nostra SIM. Sono 160MB circa giornalieri. Sia su smartphone sia su chiavetta il limite complessivo sembra confortante. Peccato perchè anche l&#8217;offerta in abbonamento e valida per 200 ore mensili al costo di 19 Euro è intrigante. Ma a quel punto converrebbe evidentemente la Tre.Time.Large. Per di più, per quanti in questo momento stanno navigando nel dubbio, <strong>Fastweb si appoggia per il proprio Internet Mobile proprio su 3Italia</strong>. Copertura e termini sono praticamente identici a quelli della 3Italia.</p><h2>Considerazioni intermedie</h2><p>Le offerte a Volume sono eccezionali quando la SIM viene usata su uno smartphone. Il traffico generato da un simile dispositivo è generalmente del tipo &#8220;check-and-go&#8221;, se mi passate tale formula. Detto in altro modo: smartphone connesso perennemente, con applicazioni che controllano di tanto in tanto eventuali aggiornamenti circa la posta elettronica, circa l&#8217;account Twitter, circa FriendFeed. E poi occasionali sessioni di navigazione. Tenere  sotto controllo un simile comportamento è semplice. Difficile se legato ad una Internet Key, o quanto meno a me non convince del tutto. Preferisco le offerte a tempo. Non ho mai testato le mie connessioni paragonando tempo e traffico generato. Ho messo a punto sul Mac vari widget per tentare di stilare un simile rapporto. Magari scriverò qualcosa. Le offerte a volume non sono inoltre buone se devo condividere la connessione con un altro PC. Mi pare evidente.</p><p><img
class="alignleft" title="Chiavetta internet" src="http://webmobile.blogosfere.it/images/e160g-thumb.jpg" alt="" width="240" height="162" />Il mio obiettivo è infatti utilizzare uno dei due computer come ponte per l&#8217;altro oppure ricorrere ad hardware adatto a soddisfare tale desiderio. Hardware di cui parleremo a breve. Requisito importante è poter usare una normale ricaricabile, magari inserendola talvolta sullo smartphone.</p><p>Passiamo dunque alla dotazione hardware. Semplicemente le chiavette internet. Ne esistono di tutti i colori, letteralmente. Mi fido, per sensazioni personali e consiglio di amici, delle <a
href="http://www.huawei.com/" target="_blank">Huawei</a>. E mi pare che tale sensazione sia confermata in rete dagli utenti. In particolare la <a
href="http://www.huawei.com/mobileweb/en/products/view.do?id=1181" target="_blank">e169</a> sembra proprio un bel prodotto, mentre la <a
href="http://www.huawei.com/mobileweb/en/products/view.do?id=1300" target="_blank">e180</a> riesce a supportare efficacemente la tecnologia <a
href="http://www.webopedia.com/TERM/H/HUSPA.html" target="_blank">HUSPA</a> (la quale permette tassi di upload superiori). Pure le <a
href="http://www.momodesign.com/" target="_blank">MomoDesign</a> sono ottime, ed in effetti non sono altro che un buon involucro per il motore Huawei. Attenzione: molti negozi 3Italia vi proporranno le chiavette in comodato d&#8217;uso gratuito. Al mondo di gratuito c&#8217;è solo la violenza e la demenza degli uomini, tutto il resto va pagato. In tal caso pagate un abbonamento per 24 mesi. Nesssun problema per il recesso anticipato: basta anche lì pagare penali salate. Ventiquattro mesi sono tanti. Mi sembra una scelta discutibile. Anche perchè nel corso del vostro uso potreste accorgervi di un servizio non soddisfacente, ma a quel punto non potete più cambiare. Inoltre vi consiglio di acquistare le chiavette della Wind in quanto non sono bloccate. Il termine bloccato si riferisce semplicemente al fatto che una internet key può essere usata solo con l&#8217;operatore che ve la vende. Per esempio questa scelta è sposata dalla 3Italia.</p><p><img
class="alignright" title="Huawei D100" src="http://www.slashgear.com/wp-content/uploads/2008/12/huaweid100router.jpg" alt="" width="270" height="153" />Ma se siamo in due ad aver bisogno di Internet, servono allora due chiavette. Sembrerebbe logica la cosa. Ed in effetti lo è. Quindi doppia spesa, doppio abbonamento. Così la scelta definitiva dovrebbe essere questa: una chiavetta, un abbonamento e un pò di Linux a contorno. Oppure, semplicemente, una spesa leggermente superiore per acquistare un <a
href="http://www.3grouterstore.co.uk/" target="_blank">router 3g</a>. Tale router è proprio un router con in più la possibilità di supportare una internet key la cui connessione viene distribuita così via Wifi o via LAN a più computer. Ne esistono di diversi tipi e di prezzi davvero differenti. La WIND distribuisce il <a
href="http://www.huawei.com/mobileweb/en/products/view.do?id=1180" target="_blank">D100</a>, della Huawei. Tale router supporta le chiavette Huawei e le MomoDesign (testato da un amico fidato) e funziona a meraviglia. Riesce a coprire bene le stanze di un appartamento, addirittura qualcuno è riuscito a prendere il segnale distribuito su due piani. Lui funziona bene, a patto però che la rete in sè sia stabile. Il prezzo fino alla scorsa estate era di 149 Euro e comprendeva una chiavetta e169. Il giorno 28 settembre 2009, un negoziante mi ha improvvisamente avvisato del fatto che il suo listino ufficiale non prevedeva più questo prodotto. Mi ha detto però che lo avrebbe richiesto perchè gli interessava metterlo in vetrina. Attendo una risposta, ma il fatto che non sia più sul listino mi fa pensare che qualcosa di nuovo sia in uscita. Qualcuno sa qualcosa che io non so?</p><p><img
class="alignleft" title="LevelOne" src="http://images.askmen.com/entertainment/gadget/1241727901_levelone-mobilspot-portable-wireless-hotspot_1013415.jpg" alt="" width="126" height="126" />Alternativi al D100 sono il <a
href="http://www.level1.com/" target="_blank">LevelOne</a> e poco altro. Il poco altro è giusticato da prezzi alti e chiavetta non inclusa. A quel punto mi conviene prendere due chiavette e &#8220;vai col tango&#8221;.</p><p>Esiste in realtà un prodotto interessante, della <a
href="http://www.ondacommunication.it/" target="_blank">Onda</a>, distribuito dalla <a
href="http://www.tre.it/public/scheda_prodotto.php?idp=822&amp;idOF=150&amp;buy=1&amp;type=27_1" target="_blank">3Italia</a>. Solo a patto di sottoscrivere un abbonamento di 24 mesi con addebito su conto corrente. Ciao ciao.</p><p>In definitiva, aspettando il WiMAX ed escludendo il servizio di <a
href="http://www.nettare.net/" target="_blank">Nettare</a>, cercando di trovare una sistemazione definitiva, il mio problema è tutt&#8217;altro che risolto. I pacchi sono quasi pronti, ma senza Internet io non vado da nessuna parte. Consigli?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2009/11/mobile-internet-tariffe-ed-opportunita/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> </channel> </rss>
