<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss
version="2.0"
xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
> <channel><title>Francesco Corsentino .net &#187; Vivere scrivendo</title> <atom:link href="http://corsentino.net/category/vivere-scrivendo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://corsentino.net</link> <description>blogger // writer // student</description> <lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 08:44:11 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>LaTeX su piattaforma Microsoft Windows: guida (quasi) completa</title><link>http://corsentino.net/2011/03/latex-su-piattaforma-microsoft-windows-guida-quasi-completa/</link> <comments>http://corsentino.net/2011/03/latex-su-piattaforma-microsoft-windows-guida-quasi-completa/#comments</comments> <pubDate>Mon, 14 Mar 2011 07:30:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Featured]]></category> <category><![CDATA[Resources]]></category> <category><![CDATA[Tutorial]]></category> <category><![CDATA[Vivere scrivendo]]></category> <category><![CDATA[adobe]]></category> <category><![CDATA[dekstop-publishing]]></category> <category><![CDATA[ghostscript]]></category> <category><![CDATA[ghostview]]></category> <category><![CDATA[latex]]></category> <category><![CDATA[microsoft]]></category> <category><![CDATA[pdf]]></category> <category><![CDATA[postscript]]></category> <category><![CDATA[windows]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1413</guid> <description><![CDATA[Nel 1978 un professore della Stanford University, Donald Knuth, famoso per il suo libro The Art of Computer Programming, rilasciò un programma per il desktop publishing che chiamò TeX (che è pure il linguaggio di markup col quale creare i documenti). TeX risultò essere molto potente fin dai primi rilasci, ma era pure uno strumento...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1978 un professore della <em>Stanford University</em>, <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Donald_Knuth" target="_blank">Donald Knuth</a>, famoso per il suo libro <em>The Art of Computer Programming</em>, rilasciò un programma per il <em>desktop publishin</em>g che chiamò <a
href="http://uk.tug.org/" target="_blank">TeX</a> (che è pure il linguaggio di markup col quale creare i documenti).</p><p><a
href="http://uk.tug.org/" target="_blank">TeX</a> risultò essere molto potente fin dai primi rilasci, ma era pure uno strumento piuttosto complesso a fronte di risultati finali eccezionali. Fu apprezzato dagli accademici in generale perché facilitava (nonostante ciò possa sembrare in contraddizione con la dicitura &#8220;strumento complesso&#8221;) la scrittura di documenti scientifici di ogni tipo. Dato il suo livello di complessità <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leslie_Lamport" target="_blank">Leslie Lamport</a> decise di derivarne un ulteriore linguaggio di markup operante a più alto livello. Nel 1985 venne così lanciato <a
href="http://www.latex-project.org/" target="_blank">LaTeX</a>, distribuito sotto licenza free. <a
href="http://www.latex-project.org/" target="_blank">LaTeX</a> conobbe sin da subito un grandissimo successo ed è diventato praticamente quasi uno standard in moltissime università e centri accademici di tutto il mondo per la redazione di documentazione tecnica (fra scienziati, matematici, fisici, chimici, ingegneri e, indifferentemente, cultori delle materie letterarie).</p><p>E&#8217; disponibile per tutte le piattaforme, quindi ampiamente utilizzabile su sistemi <a
href="http://corsentino.net/tag/microsoft/">Microsft</a>, <a
href="http://corsentino.net/tag/apple/">Apple</a> o <a
href="http://corsentino.net/tag/linux/">Unix-like</a>.</p><p>In questo articolo mostreremo il suo uso su piattaforma <a
href="http://corsentino.net/tag/windows/">Microsoft Windows</a>, accennando ai vari strumenti che possono essere di aiuto a quanti intendono utilizzarlo per produrre materiale scientifico o di qualsivoglia natura.</p><p>Vi anticipo che potete soddisfare ogni vostro dubbio visitando il <a
href="http://www.latex-project.org/" target="_blank">sito ufficiale della distribuzione</a> o il <a
href="http://www.guit.sssup.it/index.php" target="_blank">Gruppo di Utilizzatori Italiani di TeX</a>.</p><h3><a
name="Passo preliminare"></a>Passo preliminare: installazione di GhostScript</h3><p><a
href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/GPL-Ghostscript.jpg"><img
class="alignleft size-full wp-image-1422" title="GPL-Ghostscript" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/GPL-Ghostscript.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>Per prima cosa bisogna installare <em>GhostScript</em>, cioè una sorta di programmi capaci di interpretare il linguaggio <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/PostScript" target="_blank">PostScript</a> (che serve a descrivere pagine, testi e immagini). Il miglior candidato è proprio <em>GhostScript</em> (scaricabile da <a
href="http://pages.cs.wisc.edu/~ghost/doc/GPL/index.htm" target="_blank">questo</a> indirizzo) per il quale esiste una comoda interfaccia grafica e cioè <em>GhostView</em> (il cui sito ufficiale è <a
href="http://pages.cs.wisc.edu/~ghost/gsview/" target="_blank">questo</a>).</p><p>Il processo di installazione è semplicissimo e dovrete solamente rispondere a un paio di domande. Occhio soprattutto a quando vi viene segnalato quali formati di file saranno associati a <em>GhostView</em>: in particolare dovrete decidere se aprire i PDF col suddetto programma o continuare a usare il software che più vi piace (tipo <a
href="http://get.adobe.com/it/reader/" target="_blank">Adobe Reader</a>).</p><h3>Scaricare e installare MiKTeX, questo sconosciuto</h3><p><a
href="http://www.miktex.org/" target="_blank">MiKTeX</a> è una delle più importanti distribuzioni disponibile per Microsoft Windows capace di mettere a punto un completo ambiente <em>TeX/LaTeX</em>. Nell&#8217;ottobre del 2010 è stata rilasciata la versione numero 2.9 (supporta ora pure <em>Windows 7</em>).</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-1423" title="miktex" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/miktex.gif" alt="" width="316" height="200" /></p><p>Dal sito ufficiale potete scaricare il <a
href="http://www.miktex.org/2.9/setup" target="_blank">file di installazione</a>. Ne esistono di due tipi:</p><ol><li>il <strong>NetInstaller</strong> che consta di appena 6MB e che si occupa di scaricare tutto da Internet e procedere così a una installazione completa e completamente personalizzabile;</li><li>l&#8217;<strong>installer</strong> completo di 140MB.</li></ol><p>Le schermate del wizard di installazione sono semplici da capire. Vi verrà chiesta l&#8217;impostazione predefinita sul formato di carta, linguaggi e pacchetti da includere durante l&#8217;installazione vera e propria che porterà via qualche minuto del vostro prezioso tempo.</p><p>Terminata la fase di installazione ecco che potete cominciare a lavorare sul serio producendo la vostra documentazione.</p><h3>Cosa serve per lavorare con LaTeX?</h3><p>Di norma le vostre necessità riguardano un buon editor di testi, un programma di grafica e un visualizzatore di file <em>PostScript</em> o <em>PDF</em>. Cominciamo da questi ultimi perché qui il lavoro è veramente già fatto. Se non avete già <a
href="http://get.adobe.com/it/reader/" target="_blank">Adobe Reader</a> potete comunque contare su <em>GhostView</em> che abbiamo installato al <a
href="#Passo preliminare">passo 1</a> di questo piccolo tutorial.</p><p>Passando agli <strong>editor di testo</strong> la scelta è veramente molto soggettiva. Si può propendere per un software completo o uno minimale. In generale serve un comunissimo editor <em>ASCII</em> dove editare i sorgenti <em>LaTeX</em>, quindi basterebbe il <a
href="http://www.microsoft.com/windows" target="_blank">Notepad</a> di <em>MS Windows </em>o il leggerissimo <a
href="http://www.pspad.com/" target="_blank">PSPad</a>. Oppure potete affidarvi a un editor per programmatori e di seguito vi propongo una breve lista (sono rilasciati sotto licenza freeware o software libero):</p><ul><li><a
href="http://www.geany.org/" target="_blank">Geany</a>;</li><li><a
href="http://notepad-plus-plus.org/" target="_blank">Notepad++</a>;</li><li><a
href="http://www.scintilla.org/SciTE.html" target="_blank">SciTE</a>.</li></ul><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-1424" title="lyx" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/lyx.png" alt="" width="450" height="366" /></p><p>Si passa poi agli editor specifici per <em>LaTeX</em> (anche se quelli più completi e professionali sono disponibili per ambienti Unix-like):</p><ul><li><a
href="http://www.lyx.org/" target="_blank">LyX</a> (assimilabile come un Word Processor a tutti gli effetti);</li><li><a
href="http://www.texniccenter.org/" target="_blank">TeXnicCenter</a> (il mio preferito);</li><li><a
href="http://www.texmacs.org/" target="_blank">GNU TeXmacs</a> (il più completo, a mio parere).</li></ul><p>Altri software interessanti riguardano la <strong>gestione dei formati grafici</strong>. In particolare io prediligo <a
href="http://live.gnome.org/Dia" target="_blank">DIA</a> per la costruzione di grafici, grazie al buon numero di librerie messe a disposizione dell&#8217;utente, praticamente adatte a qualunque tipologia di disegno (schemi elettrici, grafici UML, diagrammi di tutti i tipi). Se dovete lavorare con i <strong>grafici matematici</strong> allora non potete non usare <a
href="http://www.gnuplot.info/" target="_blank">GNUplot</a>, un <em>must</em> in questo settore. Potete pure usare un comodo <a
href="http://corsentino.net/tag/web-application/">tool online</a> quale <a
href="http://corsentino.net/2009/12/creare-grafici-e-diagrammi-con-draw-anywhere/">Draw Anywhere</a>. Io comunque preferisco <em>DIA</em> per la facilità con cui si convertono le immagini nel formato <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Encapsulated_PostScript" target="_blank">eps</a>.</p><p>Un altro software che vi propongo è <a
href="http://bibdesk.sourceforge.net/" target="_blank">BibDesk</a>, ottimo per <strong>gestire un database bibliografico</strong> dal quale estrarre gli elementi da inserire nel vostro documento, in modo facile, pratico e veloce.</p><p>Infine ecco due riferimenti per ottenere da un sorgente <em>LaTeX</em> un <strong>formato ipertestuale</strong>, quale una pagina web: <a
href="http://www.cse.ohio-state.edu/~gurari/TeX4ht/mn.html" target="_blank">TeX4ht</a> e <a
href="http://saftsack.fs.uni-bayreuth.de/~latex2ht/" target="_blank">Latex2HTML</a>.</p><p>Tu che programmi usi?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2011/03/latex-su-piattaforma-microsoft-windows-guida-quasi-completa/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;importanza della bozza</title><link>http://corsentino.net/2009/10/importanza-della-bozza/</link> <comments>http://corsentino.net/2009/10/importanza-della-bozza/#comments</comments> <pubDate>Fri, 16 Oct 2009 18:33:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Professione blogger]]></category> <category><![CDATA[Vivere scrivendo]]></category> <category><![CDATA[blogging]]></category> <category><![CDATA[bozza]]></category> <category><![CDATA[editing]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=165</guid> <description><![CDATA[In qualunque ciclo di produzione editoriale uno strumento fondamentale è certamente la bozza. Una bozza è una prima e imperfetta forma di un lavoro la quale viene posta a intervento da parte di un revisore e portata allo stadio di bozza finale, pronta per essere pubblicata. Scopriamone i dettagli.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In qualunque ciclo di produzione editoriale uno strumento fondamentale è certamente la <strong>bozza</strong>. Per definirla ancora più correttamente potremmo ricorrere ad un comunissimo dizionario. Per esempio <a
href="http://www.garzantilinguistica.it/">Garzanti</a> dice che una bozza è una &#8220;<em>prima e imperfetta forma di un lavoro</em>&#8220;. La definizione potrebbe andarci più che bene. Partendo da questa forma imperfetta di lavoro un autore andrà ad intervenire con correzioni di vario genere per ottenere una copia finale pronta per la pubblicazione. In questo articolo cercheremo brevemente di capire l&#8217;importanza della bozza, come la si tratta e quali differenze esistono fra una correzione di bozza destinata alla stampa classica e una destinata al web.</p><h2>Proofreading e editing</h2><p><span
style="font-weight: normal; font-size: 13px;"><img
class="alignright" src="http://linguaverde.files.wordpress.com/2009/03/macchina_da_scrivere_1_by_sunnysmiles1.jpg" alt="" />In campo professionale si può fare una chiara distinzione fra quello che il ruolo del <a
href="http://en.wikipedia.org/wiki/Proofreading">proofreading</a> e quello che è il ruolo dell&#8217;<a
href="http://en.wikipedia.org/wiki/Copy_editing">editing</a>. Distinzione evidentemente valida pure per i compiti che sono chiamati a svolgere.</span></p><p>I<strong>l proofreading è colui che dovrebbe occuparsi</strong> di leggere la bozza al fine <strong>di individuare errori di natura estetica</strong>. Tali errori potrebbero essere quelli <strong>ortografici</strong>, quelli <strong>di sintassi</strong>, la presenza di sequenze di parole. Tale funzione può essere svolta in modo abbastanza efficace da un buon controllore automatico, quale quello fornito con i maggiori software di produttività.</p><p><strong>L&#8217;editing è</strong> invece <strong>la vera e propria revisione del testo</strong>, un lavoro più di qualità e se volete per nulla banale. L&#8217;editing riguarda quindi la verifica di un uso corretto della terminologia, l&#8217;uso di uno stile appropriato alla natura editoriale dell&#8217;opera. Un lavoro di revisione deve pure mettere in luce eventuali contrasti che potrebbero nascere col destinatario del testo proprio per l&#8217;uso di un certo stile (che deve essere coerente lungo tutta l&#8217;opera) e di un linguaggio appropriato all&#8217;argomento trattato. E&#8217; questo anche una sorta di controllo tecnico, controllo che richiede una certa specializzazione da parte del revisore, compatibilmente con la materia trattata.</p><p>Queste due figure professionali convergono nella persona del blogger quando parliamo di tale prodotto. E qui il discorso si complica leggermente, in quanto se siamo noi stessi correttori della bozza da noi prodotta può venire facile un&#8217;operazione superficiale di pulizia. L&#8217;errore più comune che si fa è quello di non prestare attenzione alla <em>rilettura</em> di un articolo, ma leggere in modo veloce e approssimato. Una regola importantissima è la seguente: <strong>bisogna leggere sempre attentamente quello che c&#8217;è scritto e non quello che si pensa possa esserci scritto</strong>.</p><p>Quando parliamo invece di un processo ben più complesso rispetto ad un semplice blog, allora il lavoro di correzione e revisione si fa tremendamente più serio. Viene perciò demandata a persone diverse ognuna di queste due funzioni. Anche perchè se più persone leggono e controllano un&#8217;opera allora più è bassa la probabilità di farsi sfuggire certi errori.</p><p>Se più gente partecipa alla correzione, fatto non improbabile se si considera un blog complesso e scritto a più mani, allora conviene prevedere un simile meccanismo, derivato appunto da un modello di produzione editoriale industriale. La bozza di un documento deve essere spedita ai singoli correttori o revisori e ognuno di questi agirà sulla propria personale copia della bozza. Tutti gli interventi verranno poi <em>collazionati</em> su una copia finale: la <strong>bozza finale</strong>. Il verbo <em>collazionare</em> <a
href="http://www.garzantilinguistica.it/">Garzanti</a> lo definisce come &#8220;costruire un nuovo insieme ordinato di dati fondendo due o più insiemi di partenza&#8221;. Se tale compito diventa complesso quando agiamo su carta, gli strumenti informatici facilitano non poco la gestione delle diverse versioni di un documento. Oltretutto si riescono così a ridurre tempi di preparazione della bozza e di applicazione delle correzioni.</p><h2>Il documento bozza</h2><p><img
class="img-left" src="http://options.net.pl/images/categories/ls_proofreading.gif" alt="" width="256" height="256" />Sia che si tratti di una produzione industriale, sia che si tratti di una produzione casalinga come un semplice blog, l&#8217;uso della bozza è comunque fondamentale. Molti autori preferiscono scrivere di getto tutto quanto gli passa per la testa, senza badare a forma e struttura del testo. In un secondo momento &#8211; a getto concluso &#8211; le idee vengono poi schematizzate e organizzate. Quindi si può passare alla fase di correzione. Molti preferiscono ancora usare il computer, altri spostano il tutto su carta. In quest&#8217;ultimo caso vi sono due possibilità per trasferire la bozza su carta:</p><ol><li>si stampa il testo <em>in colonna</em>, ossia testo pure e semplice, senza alcuna organizzazione grafica e nessun accenno al layout finale; ottimo per concentrarsi esclusivamente sulla sostanza di quanto scritto e sulla correzione di errori, di stile e di sintassi;</li><li>si fa un <em>preimpaginato</em>, una sorta di modello di quel che sarà completo però di contenuto, appunto la nostra bozza.</li></ol><p>E veniamo allora alle pratiche da mettere a punto per iniziare la correzione. Per prima cosa, sia se si tratti di un testo in colonna o di un preimpaginato, conviene usare il classico stile bianco-e-nero, evitando di stampare le formattazioni di colore che potrebbero poi generare confusione e disturbo. Questo va detto in quanto la vecchia matita rossa degli insegnanti torna a farci comodo. <strong>Non deve sfuggirci nulla delle nostre annotazioni e dei nostri interventi</strong>, così è bene usare una penna di un colore a forte contrasto con quello che è il testo della bozza.</p><p>Si procede quindi ad una lettura lenta ed attenta di ogni singola parola e quindi del concetto nel suo insieme. Ogni tipo di intervento deve essere annotato. E <strong>le annotazioni devono essere chiare e precise, inequivocabili</strong>. Devono poter essere cioè capite anche da terze persone, magari altri revisori che correggeranno in seguito il nostro lavoro o che dovranno riprenderlo, magari anche noi stessi che riprenderemo il lavoro a distanza di tempo. Per segnalare le correzioni si fa ricorso a precise <a
href="http://www.gutenberg2000.org/simboli_correzione_bozze.htm">simbologie grafiche</a>. Conviene dare uno sguardo curioso a tali segni e magari memorizzare quelli che ci sembrano più utili.</p><p>Quando si applicano le correzioni è bene porre le stesse nelle immediate vicinanze del punto interessato. Per questo generalmente si preferisce stampare la bozza adottando una interlinea grande a sufficienza da poter scrivere in mezzo alle righe di testo, e lasciando margini laterali sufficientemente ampi da poter inserire note.</p><p>Di tutto deve rimanere traccia, anche delle correzioni a correzioni. Cioè a dire, se abbiamo eseguito una correzione e successivamente vogliamo annullarla, beh sarebbe utile non cancellare definitivamente la correzione originaria, ma correggerla ulteriormente. Magari l&#8217;idea della prima correzione potrebbe successivamente farsi viva e a quel punto noi avremo o la soluzione per scartarla (la seconda nostra correzione) o potremo ulteriormente approfondirla.</p><p>Specialmente per testi tecnici non è infrequente costruire e quindi correggere diverse versioni di bozze. Sarebbe utile allora <strong>organizzare le bozze secondo una cronologia precisa e conservare tutte le copie fino alla pubblicazione finale</strong>. E&#8217; molto utile poter risalire, ad un certo punto, ad una vecchia versione del testo. Questo per testi di natura tecnica è fondamentale.</p><h2>Esperienza personale</h2><p><img
class="img-right" src="http://www.english-proofreading.com/proofreading_solutions.jpg" alt="" width="231" height="241" />Può sembrare esagerato parlare di bozze e revisione del testo in merito alla gestione di un semplice blog, ma ho voluto dare peso in questo articolo alla qualità del nostro lavoro. Sia che scriviamo testi tecnici destinati ai fan di Linux, sia che stiamo trattando temi legati al web design con codice e immagini, l&#8217;attenzione alla qualità è un punto cruciale del successo. E <strong>il controllo della qualità passa attraverso la gestione delle bozze</strong>.</p><p>Il mio lavoro generalmente è diviso in tre fasi, <em>in primis</em> per ragioni di tempo e secondo poi perchè ho sperimentato questo metodo molto tempo fa e fin qui mi sono sempre trovato bene. Non c&#8217;è nulla di nuovo rispetto a quanto voi fate probabilmente. In ogni caso. Nella prima fase provvedo a raccogliere materiale: su carta e su web. Nella seconda fase provvedo a scrivere pezzi di quello che sarà l&#8217;articolo finale, anche in modo disordinato. Prima di passare alla terza fase provvedo a dare al testo una sua struttura, partendo ovviamente dalla schematizzazione del contenuto. Nella terza ed ultima fase, che precede di poco la pubblicazione, eseguo quello che i programmatori chiamarebbero <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Debugging">debug</a>, cioè la revisione del testo. Ricontrollo i concetti, passo il testo ad un correttore automatico, rivedo i periodi ed eventuale codice e quindi <em>bollo</em> l&#8217;articolo come finito e pronto per essere pubblicato. Capita che qualche dettaglio sfugga alla mia attenzione, ma come ho già commentato in un <a
href="http://blog.html.it/16/10/2009/saper-leggere-e-saper-scrivere/#comment-81133">post</a> di <a
href="http://www.mscorza.it/">Massimiliano Scorza</a>, l&#8217;eventuale errore lo considero perdonabile a patto che questo sia esclusivamente di natura ortografica.</p><p>Senza contare poi che queste tre fasi &#8211; del tutto personali &#8211; posso gestirmele comodamente in un tempo anche lungo. Per articoli un pò più complessi e lunghi preferisco inoltre affidarmi alla carta: lo schermo e i programmi di produttività mi mettono noia e mi distraggono.</p><p>E voi quali strategie usate per la correzione dei vostri articoli?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2009/10/importanza-della-bozza/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> </channel> </rss>
