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> <channel><title>Francesco Corsentino .net</title> <atom:link href="http://corsentino.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://corsentino.net</link> <description>blogger // writer // student</description> <lastBuildDate>Wed, 22 Feb 2012 10:33:09 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Baker, il framework per creare eBook</title><link>http://corsentino.net/2012/02/baker-ebook-framework/</link> <comments>http://corsentino.net/2012/02/baker-ebook-framework/#comments</comments> <pubDate>Wed, 22 Feb 2012 10:33:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Resources]]></category> <category><![CDATA[css]]></category> <category><![CDATA[ebook]]></category> <category><![CDATA[framework]]></category> <category><![CDATA[html5]]></category> <category><![CDATA[ios]]></category> <category><![CDATA[ipad]]></category> <category><![CDATA[iphone]]></category> <category><![CDATA[webkit]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=2004</guid> <description><![CDATA[Ah, i libri digitali! Stanno sconvolgendo, anche se il discorso è certamente più complesso e ampio di un semplice verbo come questo, il mercato editoriale. Possibilità per gli editori di ampliare il proprio mercato, possibilità per gli autori di penetrare questo stesso mercato. Ma come crearli? Una delle procedure più professionali, tali cioè da avere...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ah, i libri digitali!</p><p>Stanno sconvolgendo, anche se il discorso è certamente più complesso e ampio di un semplice verbo come questo, il mercato editoriale. Possibilità per gli editori di ampliare il proprio mercato, possibilità per gli autori di penetrare questo stesso mercato. Ma come crearli?</p><p>Una delle procedure più professionali, tali cioè da avere un risultato professionale in termini di resa grafica e non solo, fa capo a uno dei tanti software a pagamento di desktop publishing, <em>Adobe InDesign</em> su tutti. In ambito open source il mio preferito è <a
title="Scribus" href="http://www.scribus.net/canvas/Scribus" target="_blank">Scribus</a>. Oppure si può fare affidamento a <a
title="Baker Framework" href="http://bakerframework.com/" target="_blank">Baker</a>, un progetto di tre sviluppatori italiani.</p><div
id="attachment_2008" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><img
class="size-full wp-image-2008" title="eBook con Baker" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/id438634891.jpg" alt="eBook con Baker" width="460" height="460" /><p
class="wp-caption-text">Un piccolo esempio di un eBook prodotto col framework Baker</p></div><p>Baker <strong>è un framework HTML5 che permette di creare ebook</strong> in modo facile e pratico. Si basa sulle tecnologie web, in particolare HTML5, e si rivolge ai possessori di iPad e iPhone.</p><p>Le pagine dell&#8217;ebook altro non sono che pagine HTML5 all&#8217;interno delle quali si può fare uso delle funzionalità di WebKit su cui Apple sembra puntare molto. Le pagine HTML5 sono controllate da un CSS, e per esempio proprio il CSS impone una larghezza massima di 768 pixel (proprio la risoluzione dell&#8217;iPad se si intende pubblicare per questo dispositivo). Quindi si può fare uso di elementi multimediali quali immagini, video e animazione JavaScript.</p><p>Il framework impone che ogni pagina dell&#8217;ebook sia un file. I file vanno nominati alfabeticamente, quindi avremo 1.html, 2.html e così via. Tutti i file verranno infine impacchettati in una directory e pacchettizzati secondo  il <a
title="Formato HPUB" href="https://github.com/Simbul/baker/wiki/hpub-specification" target="_blank">formato HPUB</a>. L&#8217;ebook finale lo si ottiene sfruttando il framework e XCode.</p><p><em>Baker</em> è un progetto open source, i sorgenti sono rilasciati sotto <em>Licenza BSD</em>. Per altri dettagli visitare il <a
title="Baker Framework" href="http://bakerframework.com/" target="_blank">sito ufficiale</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2012/02/baker-ebook-framework/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il punto della settimana #54</title><link>http://corsentino.net/2012/02/il-punto-della-settimana-54/</link> <comments>http://corsentino.net/2012/02/il-punto-della-settimana-54/#comments</comments> <pubDate>Sat, 11 Feb 2012 16:17:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Il punto della settimana]]></category> <category><![CDATA[cloud-computing]]></category> <category><![CDATA[linkedin]]></category> <category><![CDATA[news]]></category> <category><![CDATA[nosql]]></category> <category><![CDATA[social-media]]></category> <category><![CDATA[srl]]></category> <category><![CDATA[startup]]></category> <category><![CDATA[twitter]]></category> <category><![CDATA[volunia]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=2000</guid> <description><![CDATA[Bisogna avere il coraggio di cambiare, anche di mollare quando si capisce che le cose non possono arrivare a termine. Non in determinate occasioni almeno. Più o meno è quello che ho fatto. La costanza è uno di quei fattori preziosi, fondamentali in ogni tipo di lavoro. Anche per la cura di un hobby. Costanza...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Bisogna avere il coraggio di cambiare, anche di mollare quando si capisce che le cose non possono arrivare a termine. Non in determinate occasioni almeno.</p><p>Più o meno è quello che ho fatto. La costanza è uno di quei fattori preziosi, fondamentali in ogni tipo di lavoro. Anche per la cura di un hobby. Costanza che mi è mancata nel curare quelli miei, che poi altro non sono che progetti davanti a uno schermo di computer. Forse, sono riuscito a mettere ordine e qualcuno di questi è pronto per il lancio.</p><p>Su questo blog (fra gli ultimi articoli pubblicati):</p><ol><li><a
href="http://corsentino.net/2012/02/cosa-e-sara-volunia/" target="_blank">Cosa è (sarà) Volunia?</a></li><li><a
href="http://corsentino.net/2012/01/dynamodb-nosql-e-cloud-computing-fusi-insieme/" target="_blank">DynamoDB, NoSQL e cloud computing fusi insieme</a></li><li><a
href="http://corsentino.net/2012/01/srl-semplificate-vantaggi-svantaggi/">SRL semplificate: vantaggi e svantaggi del capitale sociale di solo 1 euro</a></li><li><a
href="http://corsentino.net/2012/01/cloud-computing-rischio-o-opportunita/">Cloud computing: rischio o opportunità?</a></li><li><a
href="http://corsentino.net/2011/12/twitter-si-veste-a-nuovo-come-cambia-la-grafica/">Twitter si veste a nuovo: come cambia la grafica?</a></li></ol><p>La serie dedicata allo <a
href="http://corsentino.net/tag/startup/">startup(ping)</a>:</p><ol><li><a
href="http://corsentino.net/2011/11/i-fattori-di-successo-di-una-startup/">I fattori di successo di una startup</a></li><li><a
href="http://corsentino.net/2011/11/4-aspetti-determinanti-delle-startup-di-successo/">4 aspetti determinanti delle startup di successo</a></li><li><a
href="http://corsentino.net/2011/12/elementi-e-servizi-per-il-lancio-memorabile-di-una-startup/">Elementi e servizi per il lancio memorabile di una startup</a></li></ol><p>Intanto ecco la mia settimana di letture.</p><h3>Web Design &amp; Development</h3><ol><li><a
href="http://www.webdesignbooth.com/logo-design-principles/" target="_blank">10 Principles That Should Be Considered Before Designing a Logo</a></li></ol><h3>Social Media</h3><ol><li><a
href="http://www.webnews.it/2012/02/10/social-media-sentirsi-meglio/" target="_blank">Social media, per sentirsi meglio</a></li><li><a
href="http://www.manageronline.it/articoli/vedi/5619/ford-punta-sul-web-20-per-il-business-auto/" target="_blank">Ford punta sul web 2.0 per il business auto</a></li><li><a
href="http://dariosalvelli.com/2012/02/visual-storytelling-infographic-journalism" target="_blank">Il visual storytelling e journalism</a></li></ol><h3>Freelancing</h3><ol><li><a
href="http://mashable.com/2012/02/10/linkedin-marketing/" target="_blank">5 Ways to Market Your Brand on LinkedIn</a></li></ol> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2012/02/il-punto-della-settimana-54/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cosa è (sarà) Volunia?</title><link>http://corsentino.net/2012/02/cosa-e-sara-volunia/</link> <comments>http://corsentino.net/2012/02/cosa-e-sara-volunia/#comments</comments> <pubDate>Mon, 06 Feb 2012 10:16:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Featured]]></category> <category><![CDATA[Tendenze tecnologiche]]></category> <category><![CDATA[google]]></category> <category><![CDATA[volunia]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1994</guid> <description><![CDATA[Marchiori è un professionista stimato, un ricercatore che lavora da anni su questo progetto e che per questo progetto ha rinunciato a diversi altri incarichi. Sembrerebbe perciò qualcosa di estremamente interessante, tanto che l&#8217;imprenditore Pireddu ne ha finanziato lo sviluppo investendo ben 2 milioni di euro. Sarà il Google tutto italiano? Lo scopriremo a mezzogiorno...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Marchiori è un professionista stimato, un ricercatore che lavora da anni su questo progetto e che per questo progetto ha rinunciato a diversi altri incarichi. Sembrerebbe perciò qualcosa di estremamente interessante, tanto che l&#8217;imprenditore Pireddu ne ha finanziato lo sviluppo investendo ben 2 milioni di euro.</p><p><em>Sarà il Google tutto italiano?</em> Lo scopriremo a mezzogiorno <a
title="Volunia" href="http://www.unipd-cmela.it/volunia/" target="_blank">su questa pagina</a>.</p><p>Di certo Volunia verrà ricordato per <strong>la viralità del lancio</strong>: <em>dico e non dico</em>, video, articoli sul <em>cosa sarà</em>.</p><h2>Ma cosa è il progetto Volunia?</h2><p><em>Volunia, seek &amp; meet</em>, lo slogan che ha smosso le menti che lo hanno letto. I verbi nascondono l&#8217;approccio di Volunia. Se il <em>seek</em> appare perfino banale (cosa vorresti da un motore di ricerca?), è il <em>meet</em> che incuriosisce. Si ipotizza quindi un social network con le caratteristiche di un motore di ricerca? O un motore di ricerca con i crismi del social network?</p><p
style="text-align: center;"><img
class="aligncenter size-full wp-image-1996" title="Volunia" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/volunia-seek.jpeg" alt="Volunia" width="500" height="250" /></p><p>Un paio di idee. Il meet permetterebbe di <strong>vedere in quell&#8217;istante quanti stanno cercando i nostri stessi termini</strong>, dunque ecco che la ricerca diventa sociale. A questo punto potrebbe scatenarsi la vera interazione di Volunia: mettersi in contatto, nei modi simili a Facebook o Twitter (amicizia o follow), con quelle stesse persone che sono alla ricerca… come noi.</p><p>La <em>funzione mappa</em> potrebbe inoltre trasformare i siti in una sorta di cartine virtuale e in tale cartina visualizzare dove si trovano in un dato istante i visitatori.</p><p>A conti fatti <strong>Volunia cambierà la navigazione</strong>, molto più dinamica, forse più divertente, anche se l&#8217;efficacia di una simile navigazione è tutta da scoprire. La ricerca viene spostata dal contenuto in sé al contorno che si crea circa quel contenuto, con persone e luoghi (le pagine web).</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2012/02/cosa-e-sara-volunia/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>DynamoDB, NoSQL e cloud computing fusi insieme</title><link>http://corsentino.net/2012/01/dynamodb-nosql-e-cloud-computing-fusi-insieme/</link> <comments>http://corsentino.net/2012/01/dynamodb-nosql-e-cloud-computing-fusi-insieme/#comments</comments> <pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:33:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Resources]]></category> <category><![CDATA[amazon]]></category> <category><![CDATA[aws]]></category> <category><![CDATA[database]]></category> <category><![CDATA[nosql]]></category> <category><![CDATA[web-services]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1978</guid> <description><![CDATA[Che succede se si fondono assieme cloud computing e database NoSQL? Se lo sono chiesti gli ingengeri di Amazon e ne è nato DynamoDB, un nuovo attore di Amazon Web Services che porterà ancora più potenza nell&#8217;infrastruttura del colosso di Seattle. Di fatto si tratta di un servizio distribuito di database, con tecnologia NoSQL. Dunque...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Che succede se si fondono assieme cloud computing e database NoSQL? Se lo sono chiesti gli ingengeri di Amazon e ne è nato <a
href="http://aws.amazon.com/dynamodb/">DynamoDB</a>, un nuovo attore di <em>Amazon Web Services</em> che porterà ancora più potenza nell&#8217;infrastruttura del colosso di Seattle.</p><p>Di fatto si tratta di un <a
href="http://techcrunch.com/2012/01/18/amazon-database-dynamodb/">servizio distribuito di database</a>, con tecnologia NoSQL. Dunque deriva da questo tipo di tecnologia le caratteristiche di <strong>scalabilità e performance</strong>. Il fattore performance è destinato a migliorare se usato in ambiente cloud. Quest&#8217;ultimo, inoltre dovrebbe garantire l&#8217;<strong>high availability e</strong> l&#8217;<strong>affidabilità</strong> necessaria per servizi di alto livello e destinati a un pubblico vasto, qualità comunque discriminanti per il business in rete nel mondo di oggi.</p><div
id="attachment_1980" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img
class="size-full wp-image-1980" title="Amazon DynamoDB" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/Amazon-DynamoDB.gif" alt="Dynamo DB: NoSQL e Cloud Computing insieme" width="500" height="332" /><p
class="wp-caption-text">Dynamo DB: NoSQL e Cloud Computing insieme</p></div><p>Il nome del servizio contiene in sé il primo database progettato da Amazon per far fronte all&#8217;immensa quantità di traffico da gestire sul proprio network, ovvero <em>Dynamo</em>. Quindi si tratta di una seconda versione, migliorata e potenziata delle ultime novità nei settori NoSQL e cloud computing.</p><p>A livello utente, cioè chi userà il servizio, si parla di un comodo e intuitivo pannello di controllo che consentirà di impostare diverse <em>features</em> di cui si saprà di più nelle prossime settimane: spazio di memorizzazione, indici sullo stato di salute delle risorse, un metro per misurare le prestazioni in real time di <em>DynamoDB</em>. Più tutte le <a
href="http://aws.amazon.com/dynamodb/#details">API</a> che il programmatore può usare nelle proprie applicazioni.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2012/01/dynamodb-nosql-e-cloud-computing-fusi-insieme/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>SRL semplificate: vantaggi e svantaggi del capitale sociale di solo 1 euro</title><link>http://corsentino.net/2012/01/srl-semplificate-vantaggi-svantaggi/</link> <comments>http://corsentino.net/2012/01/srl-semplificate-vantaggi-svantaggi/#comments</comments> <pubDate>Fri, 27 Jan 2012 08:28:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Freelance Directory]]></category> <category><![CDATA[startup]]></category> <category><![CDATA[venture-capital]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1966</guid> <description><![CDATA[Al via le società semplificate, senza oneri e limiti, con l&#8217;obiettivo di aiutare il paese dei giovani e dei piccoli imprenditori a rilanciarsi. Ma è veramente così? Sarà veramente così?  Proviamo a capirne di più sulle società con capitale sociale a solo 1 euro. E&#8217; quanto stabilito dalla bozza del decreto liberalizzazioni. Approvata di recente...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Al via le società semplificate, senza oneri e limiti, con l&#8217;obiettivo di aiutare il paese dei giovani e dei piccoli imprenditori a rilanciarsi. Ma è veramente così? Sarà veramente così?  Proviamo a capirne di più sulle <a
title="SRL semplificate: vantaggi e svantaggi del capitale sociale di solo 1 euro" href="http://corsentino.net/2012/01/srl-semplificate-vantaggi-svantaggi">società con capitale sociale a solo 1 euro</a>.</p><p>E&#8217; quanto stabilito dalla <strong>bozza del decreto liberalizzazioni</strong>. Approvata di recente dal Consiglio dei Ministri, tale bozza apre la strada alla possibilità di mettere i piedi una <a
title="Società a Responsabilità Limitata" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_a_responsabilit%C3%A0_limitata">Società a Responsabilità Limitata</a> con un capitale sociale anche di 1 euro. Cifra simbolica per dire in realtà che non esiste più un limite minimo.</p><p>I requisiti per accedere a tale possibilità si riducono al seguente punto: <strong>l&#8217;imprenditore deve avere meno di 35 anni di età</strong>.</p><h2>Vantaggi delle SRL semplificate</h2><p><a
href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/Ok-il-prezzo-è-giusto.jpeg"><img
class="alignleft size-full wp-image-1969" title="Ok-il-prezzo-è-giusto" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/Ok-il-prezzo-è-giusto.jpeg" alt="" width="209" height="240" /></a>Per dare inizio a una SRL semplificata <strong>non serve più un notaio</strong>. Occorre redigere una scrittura privata in cui compaiano tutti i dati dei soci, con quote e quanto altro, da depositare al registro delle imprese della Camera di Commercio. La scrittura è <strong>esente da diritti di bollo</strong> e il capitale iniziale non è più soggetto al limite minimo di 10.000 euro.</p><p>Le SRL semplificate derivano poi tutti i vantaggi di un SRL classica, in particolare quello per cui se le cose vanno male l&#8217;imprenditore (o gli imprenditori) risponde con il patrimonio investito e non quello personale.</p><p>Ma i vantaggi terminano qui.</p><h2>Svantaggi delle SRL semplificate</h2><p>Il capitale sociale minimo di 1 euro è in realtà un dato simbolico. <del>All&#8217;imprenditore <strong>è richiesto il versamento di almeno 2500 euro inizialmente</strong>, capitale che poi può essere investito e speso in struttura, pubblicità e quanto altro</del>.</p><p>Essendo una SRL a tutti gli effetti vige l&#8217;<strong>obbligo di depositare il bilancio al registro delle imprese</strong>. Questo ogni anno e ciò significa mettere a budget le spese di gestione relative.</p><p>Un punto che non mi è ancora chiaro è il seguente: <strong>venture capitalist possono agire come socio interno?</strong> Ho ricevuto più risposte negative e mal giustificate, rispetto al &#8220;certo, perché no!&#8221;. In tal caso, in ottica di un rilancio dello startup in Italia, questo sarebbe un grosso <em>vulnus</em>, per me decisivo se le SRL semplificate dovevano dare <a
title="Aspetti determinanti per il successo di una startup" href="http://corsentino.net/2011/11/4-aspetti-determinanti-delle-startup-di-successo/">coraggio agli startuppari nostrani</a>.</p><p><a
href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/meno-soldi.jpeg"><img
class="alignright size-full wp-image-1970" title="meno-soldi" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/meno-soldi.jpeg" alt="" width="233" height="300" /></a>E veniamo al punto cruciale. In fase di avvio di un&#8217;impresa è fondamentale poter attingere a fondi di investimento e sostentamento. Per esempio il credito che le banche concedono alle società. Ma <strong>quale banca potrebbe mai concedere credito a giovani imprenditori che non hanno un minimo di capitale depositato?</strong></p><p>L&#8217;ultimo punto è relativo al fatto che una volta compiuti i 35 anni di età&#8230; la SRL semplificata deve essere tramutata in SRL classica. Ciò significa prenotare un appuntamento da un notaio e prepararsi all&#8217;esborso di denaro. Nell&#8217;attesa di spegnere le 35 candeline&#8230; la SRL semplificata avrà realmente avuto la possibilità di crescere, investire e guadagnare?</p><h2>Alternative alla SRL semplificata</h2><p>Se venisse confermato il punto dolente che vede impossibile prendere come socio interno un venture capitalist, e se venisse confermata pure l&#8217;ipotesi di banche poco propensi a concedere crediti a tali società, allora converrebbe pensare sin da subito a un&#8217;alternativa.</p><p>Se si è soli e si intende percorrere una strada da libero professionista, la migliore scelta potrebbe essere quella di aprire <strong>Partita IVA col regime dei minimi</strong>. Il vantaggio sarebbe quello di versare solo il 5% di imposta sull&#8217;utile.</p><p>Viceversa, se le limitazioni rischiano di compromettere lo stato di salute della società, allora non resta che percorrere la strada delle SRL classiche e cercare i 10.000 euro da depositare sul conto. Più tutte le spese di avvio. Che non sono poche.</p><p>L&#8217;ultima alternativa consiste nel preparare i bagagli e trasferirsi all&#8217;estero, dove le pratiche, i tempi e i costi per aprire una società sono certamente minori rispetto all&#8217;Italia, <em>Paese che sembra non amare i propri giovani</em>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2012/01/srl-semplificate-vantaggi-svantaggi/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>La battaglia dei CMS secondo Water&amp;Stone</title><link>http://corsentino.net/2012/01/la-battaglia-dei-cms/</link> <comments>http://corsentino.net/2012/01/la-battaglia-dei-cms/#comments</comments> <pubDate>Thu, 19 Jan 2012 09:49:14 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Sideblog]]></category> <category><![CDATA[cms]]></category> <category><![CDATA[drupal]]></category> <category><![CDATA[joomla]]></category> <category><![CDATA[wordpress]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1958</guid> <description><![CDATA[WordPress, Joomla e Drupal sono i leader incontrastati del mercato dei CMS. La loro natura open source, il fatto di poterli scaricare liberamente dalla rete e usare in mille contesti diversi ne fa degli strumenti golosi per gli appassionati di Web. Semplice installazione, interfacce amichevoli anche per i meno esperti, largo e vasto supporto della...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>WordPress, Joomla e Drupal sono i leader incontrastati del mercato dei CMS. La loro natura open source, il fatto di poterli scaricare liberamente dalla rete e usare in mille contesti diversi ne fa degli strumenti golosi per gli appassionati di Web.</p><p><strong>Semplice installazione</strong>, interfacce amichevoli anche per i meno esperti, largo e vasto supporto della comunità, libri, testi, articoli e interi portali dedicati a una formazione continua e incessante sul loro uso e consumo.</p><p>Questi tre prodotti rischiano però di oscurare tutti gli altri. <a
href="http://www.waterandstone.com/book/2011-open-source-cms-market-share-report">Water&amp;stone</a> ne ha elencati ben 20 e ha rilasciato un <a
href="http://www.waterandstone.com/downloads/2011OSCMSMarketShareReport.pdf">report</a> molto interessante e ben redatto. Dal numero di download al calcolo del <em>brand sentiment</em>, il rapporto analizza e presenta molti dati che documentano come il Web vede e usa i CMS.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2012/01/la-battaglia-dei-cms/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cloud computing: rischio o opportunità?</title><link>http://corsentino.net/2012/01/cloud-computing-rischio-o-opportunita/</link> <comments>http://corsentino.net/2012/01/cloud-computing-rischio-o-opportunita/#comments</comments> <pubDate>Thu, 05 Jan 2012 07:30:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Tendenze tecnologiche]]></category> <category><![CDATA[cloud-computing]]></category> <category><![CDATA[web-services]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1917</guid> <description><![CDATA[Il cloud computing è uno degli argomenti più caldi di tutta l'informatica. Qualcuno considera i servizi cloud ormai una moda, ma scegliere il cloud computing rappresenta un rischio o un'opportunità?]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il <a
title="Cloud computing" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing" target="_blank">cloud computing</a> è uno degli argomenti più caldi di tutta l&#8217;informatica. Qualcuno considera i servizi cloud ormai una moda, ma è un modo superficiale di trattare la questione. Sicuramente si tratta di una opzione da valutare attentamente quando un&#8217;azienda deve scegliere i propri partner e i propri strumenti di lavoro.</p><p>I servizi cloud possono vantare il supporto di una informatica che è cambiata. In realtà a cambiare è stata proprio la società che usa oggi l&#8217;informatica per ogni scopo possibile. Di fatto sono gli utenti ad aver scatenato la corsa al cloud e capirlo non è difficile: vogliamo tutto sempre, in ogni posto ci troviamo, qualunque sia il dispositivo che teniamo in mano. In pratica noi utenti della rete abbiamo chiesto che le risorse siano disponibili 24 ore su 24, 365 giorni su 365, e che siano accessibili dal computer di casa come dal laptop, perfino da tablet e da smartphone senza la perdita di efficacia.</p><p>Una mole costante di dati e di informazioni. Più o meno utili, più o meno incentrate sul business delle aziende o sulla vita privata delle persone (cioè social network o servizi premium e/o professionali).</p><p>L&#8217;avvento del cloud è stato poi reso possibile da una crescita, in qualità, dei servizi fruibili tramite banda larga (le connessioni casalinghe e quelle degli uffici) o banda mobile (cellulari e smartphone e tablet). La <strong>disponibilità di banda</strong> (sempre maggiore, sempre più disponibile a livello di territorio in fatto di ADSL casalinga o di mobile internet) è secondo me il fattore abilitante per eccellenza per un servizio cloud.</p><p><em>Ma scegliere il cloud computing rappresenta un rischio o un&#8217;opportunità?</em></p><p>Nel resto dell&#8217;articolo non daremo una risposta precisa a questa domanda, piuttosto esamineremo pregi e difetti, rischi e opportunità, appunto, derivanti dall&#8217;utilizzo di tecnologie cloud.</p><h2>Il cloud soddisfa i tuoi bisogni</h2><p>Il cloud computing altro non è che un insieme di soluzioni interagenti fra loro. La peculiarità di queste soluzioni è l&#8217;assenza di contiguità fisica fra le tecnologie utilizzate per realizzare e implementare le soluzioni. Il cloud computing di fatto permette di spostare all&#8217;esterno della propria rete locale (quale può essere anche il solo e unico computer esistente in una piccola azienda) parte o tutte le funzioni di cui si necessita.</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-1947" title="Cloud Laptops" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/cloud-computing.jpg" alt="Cloud Laptops" width="500" height="300" /></p><p>Un esempio? Chi possiede un account <em>gmail</em> si troverà quasi sicuramente d&#8217;accordo col fatto che blocco note, word processor, calendario e email sono tutti software che possono risiedere sulla nuvola di Google. Almeno per me questo è ormai naturale. Io a casa non possiedo un server mail, ma sfrutto il servizio di Google. Così come non possiedo più un software desktop che mi tenga ordine fra clienti e attività: sfrutto ancora un altro servizio, ben più potente e che posso usare da diverse postazioni e con diversi dispositivi (iPhone e iPad, MacBook e desktop di casa) e con i dati sempre accessibili e aggiornati indipendentemente dalla postazione e/o dispositivo che uso. Il tutto attraverso un comune browser e non importa quale scelgo (al di là di preferenze personali). Mi serve, ovviamente, una buona connessione Internet, dove per &#8220;buona&#8221; si intende inevitabilmente l&#8217;aggettivo veloce (oltre che affidabile).</p><p>Muoviamoci da questo momento in poi nell&#8217;ipotesi di ragionare come un&#8217;azienda o come un libero professionista. E allora ecco <strong>i bisogni che il cloud computing soddisfa</strong>:</p><ul><li>permette di condividere le informazioni e i dati fra i vari dispositivi in modo totalmente trasparente e semplice e veloce;</li><li>permette di integrare tali informazioni e dati con altre informazioni e dati che possono provenire da altri servizi o da altre fonti esterne;</li><li>garantisce un ritmo di lavoro sicuramente maggiore perché l&#8217;azienda e il professionista possono tranquillamente ignorare gli aspetti di gestione dell&#8217;infrastruttura che permette il fruire dei servizi medesimi: servono solo un dispositivo che si connetta a Internet, una connessione, un browser o, al più, un piccolo software client (quale un app di iOS);</li><li>garantisce flessibilità: i servizi cloud sono altamente flessibili e facilmente scalabili così l&#8217;azienda o il professionista sono sempre pronti al cambiamento, riducendo sforzi e problematiche varie.</li></ul><p>Torneremo meglio su questi quattro punti fra breve.</p><p>Intanto cerchiamo di capire quali sono i rischi e le opportunità derivanti dall&#8217;adozione di servizi cloud.</p><h2>Scegliere il cloud: le opportunità</h2><p>Se investo nel cloud mi piacerebbe conoscere i vantaggi derivanti da questo investimento. Tecnicamente parliamo quindi del ROI (<em>Return On Investment</em>) di una possibile scelta cloud. Proprio in questi ultimi mesi mi sono scontrato con la difficoltà di presentare un&#8217;offerta a clienti abituati al vecchio modello di gestione dell&#8217;IT: tutto mio, tutto a casa mia, nessuna connessione verso l&#8217;esterno se non per navigare su Internet. Laddove le novità di questo millennio non hanno fatto breccia (strano, ma tuttora reale) diventa fondamentale spiegare bene perché adottare un servizio cloud.</p><p>In prima battuta investire sul cloud permette di <strong>eliminare quasi completamente i costi derivanti dalla gestione dell&#8217;infrastruttura IT</strong>. Licenze e consumi di server e workstation, problemi di formazione e personale opportunamente reclutato per gestire l&#8217;IT, problemi di installazione e aggiornamento e manutenzione di tale infrastruttura non sono più un problema visto che il tutto è delegato a chi eroga il servizio. Come già detto, per usare un servizio cloud basta un piccolo software client o addirittura il browser. A corollario di ciò possiamo aggiungere, nella lista delle opportunità, la possibilità di accedere alle funzioni indipendentemente dalla sede aziendale e dal dispositivo utilizzato. Oggi un numero sempre maggiore di manager e dirigenti usa smartphone e tablet per accedere a tutte quelle funzioni prima appannaggio delle sole postazioni in ufficio.</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-1946" title="Scalabilità" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/scalabilita.jpeg" alt="Scalabilità" width="500" height="300" /></p><p>Un sistema cloud lo si costruisce davvero in pochi semplici passi, soprattutto in maniera veloce. I <strong>tempi di deployment</strong> sono nettamente inferiori rispetto alla soluzione fatta in casa, con un <strong>tasso di scalabilità</strong> enorme. Questo rende l&#8217;azienda più pronta al cambiamento. Aggiungere o eliminare funzioni consiste in una semplice rimodulazione dell&#8217;offerta acquistata. Oltretutto molti servizi cloud consentono al cliente (in tal caso all&#8217;azienda o al professionista) di costruire il proprio servizio assecondando perfettamente le proprie reali esigenze. Ciò a tutto vantaggio della ottimizzazione della soluzione in funzione del budget (cioè un maggiore controllo sui costi).</p><h2>Scegliere il cloud: i rischi e gli ostacoli</h2><p>Veniamo al rovescio della medaglia.</p><p>Se personalizzare la propria offerta cloud consente di poter prevedere meglio i costi e il budget, è vero anche che <strong>il servizio cloud è di fatto un costo da rinnovare</strong> di anno in anno (se è l&#8217;anno il periodo di riferimento). E&#8217; bene in tal caso valutare l&#8217;impatto economico di una simile scelta rispetto all&#8217;acquisto di una licenza <em>only one time</em> (una e una sola volta) di un prodotto da installare nella propria rete locale.</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-1945" title="Performance" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/performance.jpeg" alt="Performance" width="500" height="299" /></p><p>Nell&#8217;eventualità si sia optato per un servizio cloud, attenzione a tutti i dettagli e in particolare a <strong>SLA e performance</strong>. Cioè il <a
title="Service level agreement" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Service_level_agreement" target="_blank">livello di servizio</a>, le clausole di contratto e gli effettivi controlli sulle prestazioni. Il costo deve valere il servizio acquistato. Inoltre i modelli cloud possono soffrire in caso di variazione del servizio già sottoscritto: la modifica di funzioni o di limiti può comportare costi onerosi. A tal proposito occorre valutare in modo preciso quanto costa cambiare in corsa la soluzione acquistata.</p><p>Scegliere un servizio piuttosto che un altro trascina con sé un problema non banale: <strong>migrare verso un altro provider di servizi può risultare molto complicato e quindi costoso</strong>. Fate valutare a un professionista quali sono gli ostacoli che possono presentarsi in caso di cambio di provider.</p><p>L&#8217;ostacolo più grande nell&#8217;adozione di un servizio cloud potrebbe poi essere rappresentato dall&#8217;infrastruttura dell&#8217;azienda o del professionista necessaria a fruire del servizio medesimo. In un concetto: <strong>velocità e qualità della connessione alla rete</strong>. L&#8217;accesso a Internet è di primaria importanza, praticamente il fattore abilitante del cloud computing. Senza una connessione veloce e affidabile tutti i vantaggi di un sistema cloud vengono immediatamente persi, a tutto svantaggio del business da sostenere. Se è vero che scompaiono dalla rete locale workstation ad hoc e server e tutta l&#8217;infrastruttura delegata al provider esterno all&#8217;azienda, è pur vero che si necessita di tutte le precauzioni del caso. Il consiglio più importante riguarda perciò la possibilità di installare più di una connessione a Internet, con fornitori diversi e su tecnologie differenti. In questo modo si previene l&#8217;assenza di servizio (caduta una connessione è sempre possibile usare l&#8217;altra) e magari è possibile mettere a punto <a
title="Traffic shaping" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Traffic_shaping" target="_blank">tecniche di shaping</a> della banda per un miglior uso dei servizi esterni. Discorso che diventa importante in una realtà medio piccola (quindi con un buon numero di terminali che devono operare sulla cloud).</p><p>L&#8217;ultimo fattore di rischio che prendiamo in considerazione è relativo alla <strong>privacy</strong>. Vi sono casi, aziende che operano in settori critici per esempio, nei quali non è proprio possibile far migrare i dati verso l&#8217;esterno. Si tratta ovviamente di dati strategici e particolarmente importanti per il business di un&#8217;azienda, quali segreti industriali per esempio. Ma ciò risulta pure vero per il singolo professionista che potrebbe essere molto restio a depositare i propri dati su un servizio esterno. Scegliere un cloud significa affidarsi quasi completamente alla bontà del provider, dove per bontà si intende professionalità nella cura dell&#8217;infrastruttura e nell&#8217;applicazione di tutte le <em>best practice</em> in fatto di sicurezza.</p><p><em>In definitiva il dubbio resta: cloud computing, rischio o opportunità? Per come la vedo io è certamente una opportunità.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2012/01/cloud-computing-rischio-o-opportunita/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>9</slash:comments> </item> <item><title>Twitter si veste a nuovo: come cambia la grafica?</title><link>http://corsentino.net/2011/12/twitter-si-veste-a-nuovo-come-cambia-la-grafica/</link> <comments>http://corsentino.net/2011/12/twitter-si-veste-a-nuovo-come-cambia-la-grafica/#comments</comments> <pubDate>Tue, 20 Dec 2011 14:00:29 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Featured]]></category> <category><![CDATA[Net Culture]]></category> <category><![CDATA[Tendenze tecnologiche]]></category> <category><![CDATA[facebook]]></category> <category><![CDATA[social-media]]></category> <category><![CDATA[social-network]]></category> <category><![CDATA[twitter]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1928</guid> <description><![CDATA[Il social network da 140 caratteri si veste a nuovo. Ma non è solo la grafica a cambiare. Twitter indossa un nuovo abito e propone diverse novità. Via alle pagine aziendali, restyling dei profili, usabilità migliorata. Dal blog ufficiale ecco le indiscrezioni sulle modifiche apportate al social network dell’uccellino blu. Modifiche declinate in modo ottimale...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il social network da 140 caratteri si veste a nuovo. Ma non è solo la grafica a cambiare. <a
title="Twitter" href="http://twitter.com" target="_blank">Twitter</a> indossa un nuovo abito e propone diverse novità.</p><p>Via alle pagine aziendali, restyling dei profili, usabilità migliorata. Dal <a
title="Twitter - Official Blog" href="http://blog.twitter.com/" target="_blank">blog ufficiale</a> ecco le indiscrezioni sulle modifiche apportate al social network dell’uccellino blu. Modifiche declinate in modo ottimale anche sulle applicazioni mobile per iPhone e iPad.</p><p>Twitter diventerà ancora più completo, sempre più funzionale allo scopo degli utenti e certamente più intuitivo circa l’uso e la navigazione via browser.</p><p>Analizziamo con ordine le novità di Twitter.</p><h2>Brand pages: pagine commerciali</h2><p>Che il sito puntasse a una ulteriore crescita economica lo si era capito già da un pezzo. Ora la strategia ha un alleato in più: le pagine aziendali.</p><p>In realtà sarebbe opportuno chiamarle pagine commerciali (<strong>business pages</strong>) visto che si tratta di uno spazio dove società e aziende possono pubblicizzare i propri servizi e i propri prodotti. In tal modo le aziende possono pensare di incrementare il numero di <em>follower</em> e, direttamente, il proprio pubblico.</p><p>I <strong>profili aziendali</strong> si distingueranno così dai profili personali in modo dare una connotazione grafica precisa e subito chiara: gli utenti sapranno già dal caricamento dove sono andati a finire e ciò dovrebbe garantire un maggiore impatto visivo e funzionale.</p><h2>Nuovo layout della home page</h2><p>Quasi in parallelo con la nuova grafica lanciata da <em>Mark Zuckerberg</em> per il suo <em>Facebook</em> (la <a
title="Facebook - Introducing Timeline" href="http://www.facebook.com/about/timeline" target="_blank">Timeline</a>), anche Twitter si rinnova. E lo fa dopo un attento studio sulla <em>user experience</em> sul proprio sito. Gli analisti sembrano aver ascoltato i cinguettii degli iscritti al social network e adottato le giuste soluzioni grafiche.</p><p>In tal senso avremo una <strong>inversione del layout</strong>, sempre strutturato a due colonne affiancate. A destra troveremo tutti i tweet dei nostri following (cioè delle persone che seguiamo), mentre a sinistra troverà spazio il box informativo sul nostro profilo e i vari suggerimenti sulle persone che potremmo voler seguire. In tale box verranno sintetizzati gli argomenti più chiacchierati su Twitter e sui quali potremo immediatamente intervenire.</p><h2>Nuove sezioni: Discover e Connect</h2><p>A livello funzionale saranno due le aggiunti principali: Discover e Connect.</p><p>Partiamo dall’ultima. <strong>Connect</strong> è una sezione che consentirà agli utenti di non perdere il filo conduttore dei propri tweet, in special modo quando questi rientrano in una discussione <em>tweet-reply</em> con altri utenti. Il botta e risposta, in pratica, non verrà perso, anzi mostrato proprio in questa sezione. Sempre qui verranno raccolti i <em>retweet</em> di nostri cinguettii o le menzioni a noi rivolte. Con <em>Connect</em> vi sarà dunque meno dispersione delle conversazioni e delle interazioni tenute su Twitter.</p><p>E a proposito di dispersione ecco che ci viene in soccorso la modalità <strong>Discover</strong>. Questa raccoglie tutte le discussioni più accese (<em>trend topic</em>), divise per argomenti, così da dare subito una panoramica di cosa sta accadendo sul social network e su cosa stanno discutendo i milioni di utenti. Con <em>Discover</em> potrebbe subire un netto ridimensionamento la ricerca tramite hashtag, anche se personalmente non sono d’accordo con questa teoria.</p><p>In ottica di una concorrenza sempre più spietata con Facebook, Twitter migliorerà l’<strong>inclusione di elementi multimediali</strong> quali foto e video nei tweet.</p><p><em>In un prossimo articolo ci dedicheremo alla descrizione dell’applicazione disponibile su iOS: Twitter per iPad e iPhone. Stay tuned!</em></p><p>E visto che ci siamo: se ti è piaciuto l&#8217;articolo&#8230; <a
title="KikoCorsentino su Twitter" href="http://twitter.com/kikocorsentino">seguimi su Twitter</a>!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2011/12/twitter-si-veste-a-nuovo-come-cambia-la-grafica/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>UML e Mac OS X: software per l&#8217;uso</title><link>http://corsentino.net/2011/12/uml-e-mac-os-x-software-per-luso/</link> <comments>http://corsentino.net/2011/12/uml-e-mac-os-x-software-per-luso/#comments</comments> <pubDate>Tue, 13 Dec 2011 13:11:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Resources]]></category> <category><![CDATA[object-oriented]]></category> <category><![CDATA[open-source]]></category> <category><![CDATA[software]]></category> <category><![CDATA[uml]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1873</guid> <description><![CDATA[L&#8217;UML è il linguaggio col quale si parlano fra loro i progettisti software. Tramite UML è possibile schematizzare e modellare un software in modo preciso e chiaro. Gli schemi UML fungono poi da documentazione del lavoro da svolgere o svolto. UML sta per Unified Modeling Language e rappresenta ormai uno standard per la modellazione e...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;UML è il linguaggio col quale si parlano fra loro i progettisti software. Tramite <a
title="Unified Modeling Language" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unified_Modeling_Language" target="_blank">UML</a> è possibile <strong>schematizzare e modellare un software</strong> in modo preciso e chiaro. Gli schemi UML fungono poi da documentazione del lavoro da svolgere o svolto.</p><p>UML sta per Unified Modeling Language e rappresenta ormai uno standard per la modellazione e specifica in accordo al <strong>paradigma della programmazione orientata agli oggetti</strong>. Nel 2005 è stata ufficializzata la versione 2.0 che ha introdotto molti nuovi strumenti e modelli.</p><p>L&#8217;<a
title="Object Management Group" href="http://www.omg.org/" target="_blank">Object Management Group</a> è il consorzio che conserva e gestisce lo standard. In libreria trovate ampia letteratura in merito e comunque una trattazione completa dello standard non è proprio l&#8217;obiettivo di questo articolo. Obiettivo che è invece il tentativo di riassumere i tool più interessanti per progettare in UML sotto Mac OS X.</p><h2>Papyrus for UML</h2><p>Completamente aderente a UML 2.0, <a
title="Papyrus" href="http://www.papyrusuml.org/scripts/home/publigen/content/templates/show.asp?P=130&amp;L=EN&amp;ITEMID=5" target="_blank">Papyrus</a> è basato su Eclipse e lavora perfettamente con il formato di interscambio DI2. Open source e, evidentemente, multipiattaforma.</p><p><a
href="http://www.papyrusuml.org/scripts/home/publigen/content/templates/show.asp?P=130&amp;L=EN&amp;ITEMID=5"><img
class="aligncenter size-full wp-image-1908" title="Papyrus" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/papyrus.jpeg" alt="" width="500" height="339" /></a></p><h2>BlueprintSM</h2><p>Integrabile in Eclipse, <a
title="BlueprintSM" href="http://www.atportunity.com/blueprintsm.php" target="_blank">BlueprintSM</a> è un completo software di modellazione capace di generare poi il codice finale. Supporta UML 2.0 e <a
title="Object Constraint Language" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Object_Constraint_Language" target="_blank">OCL</a> 2. La versione community è free, mentre le versioni pro sono a pagamento.</p><p><a
href="http://www.atportunity.com/blueprintsm.php"><img
class="aligncenter size-full wp-image-1909" title="BlueprintSM" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/blueprintsm.jpeg" alt="" width="500" height="344" /></a></p><h2>ArgoUML</h2><p><a
title="ArgoUML" href="http://argouml.tigris.org/" target="_blank">ArgoUML</a> è uno dei software che preferisco. Graficamente migliorabile, ma è un ottimo prodotto per trattare i diagrammi UML. Cross-platform e open source, può esportare i lavori in diversissimi formati. Supporta <a
title="XML Metadata Interchange" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XML_Metadata_Interchange" target="_blank">XMI</a> per l&#8217;interscambio. <a
title="ArgoUML, modellazione object-oriented" href="http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&amp;idItem=48088" target="_blank">Qui</a> un piccolo articolo che gli ho dedicato.</p><p><a
href="http://argouml.tigris.org/"><img
class="aligncenter size-full wp-image-1910" title="ArgoUML" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/argouml.png" alt="" width="500" height="269" /></a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2011/12/uml-e-mac-os-x-software-per-luso/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Pagina di login: showcase da cui trarre ispirazione</title><link>http://corsentino.net/2011/12/pagina-di-login-showcase-da-cui-trarre-ispirazione/</link> <comments>http://corsentino.net/2011/12/pagina-di-login-showcase-da-cui-trarre-ispirazione/#comments</comments> <pubDate>Wed, 07 Dec 2011 15:41:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Kiko</dc:creator> <category><![CDATA[Inspiration]]></category> <category><![CDATA[showcase]]></category> <category><![CDATA[web-design]]></category> <guid
isPermaLink="false">http://corsentino.net/?p=1877</guid> <description><![CDATA[Quando si programmano applicazioni per il web la pagina di login è solitamente quella che viene esteticamente modella per ultima. Almeno mi è sempre capitato così, perché soltanto negli ultimi momenti di sviluppo si ha ben chiaro il layout finale del sito, la scelta dei colori principali e, talvolta, anche le caratteristiche del login. Inutile...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quando si programmano applicazioni per il web la pagina di login è solitamente quella che viene esteticamente modella per ultima. Almeno mi è sempre capitato così, perché soltanto negli ultimi momenti di sviluppo si ha ben chiaro il layout finale del sito, la scelta dei colori principali e, talvolta, anche le caratteristiche del login.</p><p>Inutile dire come una buona pagina di login deve essere in completa sintonia estetica col sito tutto.</p><p>Di seguito una carrellata di immagini di pagine di login raccolte qua e la su Internet. Magari possono farvi scattare il lampo di genio per il vostro prossimo progetto.</p><p
style="text-align: center;"><a
href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/14.png"><br
/> </a><a
href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/12.png"><img
class="aligncenter size-medium wp-image-1891" title="12" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/12-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a><a
href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/15.png"><img
class="aligncenter size-medium wp-image-1894" title="15" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/15-300x170.png" alt="" width="300" height="170" /></a><a
href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/10.png"><img
class="aligncenter size-medium wp-image-1889" title="10" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/10-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a><a
href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/13.png"><img
class="aligncenter size-medium wp-image-1892" title="13" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/13-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a><a
href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/11.png"><img
class="aligncenter size-medium wp-image-1890" title="11" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/11-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a><a
href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/9.png"><img
class="aligncenter size-medium wp-image-1888" title="9" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/9-300x171.png" alt="" width="300" height="171" /></a> <a
href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/1.png"><img
class="size-medium wp-image-1878 aligncenter" title="1" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/1-300x201.png" alt="" width="300" height="201" /></a><a
href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/2.png"><img
class="size-medium wp-image-1879 aligncenter" title="2" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/2-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a><a
href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/3.png"><img
class="size-medium wp-image-1880 aligncenter" title="3" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/3-300x171.png" alt="" width="300" height="171" /></a><a
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href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/5.png"><img
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href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/6.png"><img
class="aligncenter size-medium wp-image-1885" title="6" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/6-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a><a
href="http://corsentino.net/wp-content/uploads/7.png"><img
class="aligncenter size-medium wp-image-1886" title="7" src="http://corsentino.net/wp-content/uploads/7-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://corsentino.net/2011/12/pagina-di-login-showcase-da-cui-trarre-ispirazione/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
