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	<title>Francesco Corsentino .net &#187; blogging</title>
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		<title>Non hai un blog, ma vuoi scrivere ugualmente? C&#8217;è Write4Net</title>
		<link>http://corsentino.net/2010/02/non-hai-un-blog-ma-vuoi-scrivere-ugualmente-ce-write4net/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 06:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kiko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di per sé l&#8217;idea non è malvagia, anzi pare pure funzionare bene. Write4Net permette a tutti di scrivere un classico articolo in stile blog senza la necessità di possederne uno. Di fatto, però, Write4Net si trasforma in qualcosa che assomiglia molto ad un blog, con tanto di feed RSS.
L&#8217;interfaccia, che è anche l&#8217;home page di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fcorsentino.net%2F2010%2F02%2Fnon-hai-un-blog-ma-vuoi-scrivere-ugualmente-ce-write4net%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fcorsentino.net%2F2010%2F02%2Fnon-hai-un-blog-ma-vuoi-scrivere-ugualmente-ce-write4net%2F" height="61" width="51" /></a></div><p>Di per sé l&#8217;idea non è malvagia, anzi pare pure funzionare bene. Write4Net permette a tutti di scrivere un classico articolo in stile blog senza la necessità di possederne uno. Di fatto, però, Write4Net si trasforma in qualcosa che assomiglia molto ad un blog, con tanto di feed RSS.</p>
<blockquote><p>L&#8217;interfaccia, che è anche l&#8217;home page di Write4net, è quanto di più semplice un utente possa desiderare. Pochi campi da riempire: un titolo su cui vige una limitazione di 80 caratteri, un corpo con lunghezza illimitata e la possibilità di inserire gli hashtag. Nel corpo dell&#8217;articolo abbiamo la possibilità di inserire video, prelevati per esempio da YouTube, o immagini. Il testo può essere formattato attraverso le regole interne a Write4net.</p>
<p>[Via <a href="http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&amp;idItem=43938" target="_blank">Programmazione.it</a>]</p></blockquote>
<p>La mia sensazione è che dopo un paio di articoli un utente che usa <a href="http://write4.net/en" target="_blank">Write4Net</a>, giocoforza, andrà a cercare un servizio per aprirsi un vero blog.</p>
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		<title>5 attività quotidiane per tenere attivo il proprio blog</title>
		<link>http://corsentino.net/2009/10/5-attivita-quotidiane-per-tenere-attivo-il-proprio-blog/</link>
		<comments>http://corsentino.net/2009/10/5-attivita-quotidiane-per-tenere-attivo-il-proprio-blog/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 05:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kiko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professione blogger]]></category>
		<category><![CDATA[blogging]]></category>
		<category><![CDATA[tricks]]></category>

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		<description><![CDATA[La rete impone al blogger una presenza costante sul proprio blog e sulla blogosfera in generale. E' necessario così un lavoro quotidiano al fine di far crescere il proprio blog. Ecco 5 piccoli consigli per tenersi sempre attivi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fcorsentino.net%2F2009%2F10%2F5-attivita-quotidiane-per-tenere-attivo-il-proprio-blog%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fcorsentino.net%2F2009%2F10%2F5-attivita-quotidiane-per-tenere-attivo-il-proprio-blog%2F" height="61" width="51" /></a></div><p>Un errore che si può commettere nella manutenzione di un blog è pensare di poter vivere staticamente. Invece la rete e i meccanismi di trovabilità della rete impongono al blogger una presenza costante sul proprio blog e sulla blogosfera in generale. Presenza sul proprio blog significa per esempio scrivere a cadenze precise e intervalli regolari così da offrire nuovi contenuti e sempre nuovo materiale. Presenza sulla blogosfera significa partecipare attivamente alle discussioni sui forum e sui siti. Un lavoro <a href="http://community-blogger.blogspot.com/2009/07/10-cose-da-fare-nel-dedicare-un-giorno.html" target="_blank">quotidiano</a> è così <a href="http://francescogavello.it/piccole-azioni-quotidiane-mantenere-blog-in-salute-farlo-crescere" target="_blank">necessario</a> per far crescere il proprio blog. Ecco 5 piccoli consigli per tenersi sempre attivi.</p>
<h2>Aggiungi un nuovo contatto</h2>
<p>Quando fai <em>surfing</em> in rete e trovi qualche sito che ti ha colpito aggiungilo al tuo blogroll e fai in modo di accrescere la tua lista di amici e risorse. Che sia un nuovo blogger col quale potrai iniziare un nuovo rapporto, che sia un magazine dal quale potrai trarre ispirazione per qualche articolo, che sia una nuova risorsa da utilizzare nell&#8217;ambito del tuo lavoro o del tuo blog. Se ogni giorno riesci ad aggiungere un mattoncino, alla fine dell&#8217;anno ti ritroverai con molti contatti in più, da poter sfruttare in molte occasioni e per molti motivi. <strong>La rete è sociale e creare rapporti è fondamentale</strong>.</p>
<h2>Nuove idee per nuovi post</h2>
<p><img class="img-right" src="http://www.inclusive-solutions.com/images/lightbulb_idea%5B1%5D.jpg" alt="" width="240" height="240" />Hai sempre pronto l&#8217;argomento su cui bloggare? Hai sempre articoli a disposizione da proporre ai tuoi lettori? Non è facile rispondere sempre di sì. Impegni di lavoro potrebbero tenerti lontano dal tuo blog o periodi di stanchezza mentale potrebbero disturbare la tua creatività. Così non sarebbe male tenere una sorta di blocco delle idee dove annotare tutte le ispirazioni che ti passano per la testa. Può essere un normale file sul desktop, può essere un vero blocco degli appunti di carta da riempire con la penna, può essere qualche servizio web accessibile da iPhone e browser così da poterlo riempire in ogni situazione e momento. L&#8217;importante è tenere sempre viva questa lista. Fonte preziosa per il lavoro futuro, e anche presente. Per tenersi in allenamento conviene infatti tentare di scrivere piccoli pezzi, tipo un sommario di quello che sarà l&#8217;articolo finale, o una bozza iniziale. Un piccolo articolo da non pubblicare che però serve come scheletro per il futuro, quando avremo magari più tempo e la mente libera da stanchezza. Se ogni giorno riempiamo qualche riga di un post o buttiamo giù un&#8217;idea primordiale di un prossimo articolo i vantaggi che otterremo saranno due: ci saremo portati avanti col lavoro (lavoro che verrà raffinato e completato in un secondo momento) e ci saremo tenuti allenati. Un buon plugin per la piattaforma WordPress e che adoro è <a href="http://www.aaronrobbins.com/042008/manage-your-blog-post-ideas-with-this-wordpress-plugin">Post Ideas</a>.</p>
<h2>Curare i rapporti con altri blogger e i propri lettori</h2>
<p><img class="alignleft" src="http://meandros.files.wordpress.com/2008/03/blogosfera.jpg" alt="" width="194" height="198" />Ci sono due modi per interagire con un blog. Se è il proprio, a parte scrivere nuovi articoli, è necessario rispondere e partecipare alle <a href="http://www.visionaryblogging.com/guides/blog-commenting/" target="_blank">discussioni</a> nate sottoforma di commenti ai propri post. Magari la sera, magari dopo pranzo o nella pausa pomeridiana conviene sempre dare un&#8217;occhiata alla presenza di nuovi commenti. Leggerli, moderarli qualora ce ne fosse bisogno e rispondere. <strong>Dai commenti</strong> generalmente <strong>si può</strong> sempre <strong>trarre spunto per ulteriori articoli</strong> che puntano l&#8217;attenzione su un qualche aspetto venuto fuori da un commento. Rispondere e partecipare alla discussione permette al blogger di <strong>conoscere più a fondo i propri lettori</strong>. La lettura dei commenti deve essere infatti attenta, nel tentativo di carpire quali argomenti interessano di più i lettori, quali suscitano maggiore interesse, quali meno.</p>
<p>Viceversa, ugualmente importante è <a href="http://myeasyonlinepay.com/top-5-ways-to-improve-your-blog-traffic/" target="_blank">partecipare</a> alle discussioni nate su altri blog. Lasciare commenti pertinenti e interessati agli articoli che più ci hanno colpito permette in un colpo solo di ottenere un minimo di visibilità (generalmente altri lettori o chi ha scritto l&#8217;articolo che abbiamo commentato verrà a visitare il nostro di blog) e ottenere più riferimenti e conoscenze. Se il post è poi particolarmente fortunato si può sempre scrivere un pezzo che ne richiama l&#8217;argomento tentando così di trasferire parte del traffico verso il proprio sito.</p>
<h2>Mai dimenticarsi dei vecchi articoli</h2>
<p>I report delle statistiche non servono solo per esultare ogni mattina quando si è registrato un qualche progresso. I progressi oltretutto devono essere strategici. Bisogna sempre <strong>individuare quali sono le risorse più richieste</strong> e i vecchi articoli più fortunati. Sono quelli che infatti generano la gran parte del traffico ricevuto e per questo richiedono, anche a distanza di tempo, una qualche cura. Per esempio è importante rileggerli almeno una seconda volta alla caccia di possibili errori. E per quelli più tecnici conviene sempre provvedere a un loro aggiornamento quando significativo e necessario. In tempi di magra, infine, è sempre bene riproporre qualche articolo di maggior successo pubblicato non di recente.</p>
<h2>Ottimizzare il design</h2>
<p><img class="img-right" src="http://www.blogcdn.com/www.autoblog.com/media/2007/08/toyota_wireframe_450.jpg" alt="" width="270" height="181" />Sono stati scritti libri interi eppure non si finisce mai di imparare e migliorare. Il contenuto è l&#8217;elemento più importante di un sito, ma il design gioca parimenti un ruolo di eccezionale valore. Il design presenta il contenuto e una presentazione autorevole ed efficace rende la sostanza ancora migliore. Il nostro design va sempre e costantemente rivisto. Colori e abbinamento di colori, scelte di template particolari, algoritmi da migliorare, immagini da ottimizzare. C&#8217;è sempre molto lavoro da fare e conviene farlo. Ogni tanto si può provvedere a sperimentare qualche soluzione diversa e constatare attraverso un esplicito articolo o sondaggio o uno studio sul traffico e dei commenti dei lettori qualche soluzione è più vantaggiosa. Purtroppo i designer e i blogger tendono ad essere troppe volte autoreferenziali, quando bisognerebbe trovare il giusto compromesso fra il proprio gusto e quanto il lettore vorrebbe trovare o <em>vedere</em>. Questo lavoro di raffinamento potrebbe essere effettuato ogni settimana e qualora la soluzione venga poi scartata si tratterebbe comunque di esperienza accumulata. Attenzione però: cambiare è bene, ma non troppo rapidamente e soprattutto niente rivoluzioni. E&#8217; usuale tra i blogger variare il proprio tema circa una volta l&#8217;anno. Cambiamenti significativi nell&#8217;interfaccia tendono infatti a disorientare il visitatore ottenendo un effetto tutt&#8217;altro che benefico.</p>
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		<title>L&#8217;importanza della bozza</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 18:33:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kiko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In qualunque ciclo di produzione editoriale uno strumento fondamentale è certamente la bozza. Una bozza è una prima e imperfetta forma di un lavoro la quale viene posta a intervento da parte di un revisore e portata allo stadio di bozza finale, pronta per essere pubblicata. Scopriamone i dettagli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fcorsentino.net%2F2009%2F10%2Fimportanza-della-bozza%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fcorsentino.net%2F2009%2F10%2Fimportanza-della-bozza%2F" height="61" width="51" /></a></div><p>In qualunque ciclo di produzione editoriale uno strumento fondamentale è certamente la <strong>bozza</strong>. Per definirla ancora più correttamente potremmo ricorrere ad un comunissimo dizionario. Per esempio <a href="http://www.garzantilinguistica.it/">Garzanti</a> dice che una bozza è una &#8220;<em>prima e imperfetta forma di un lavoro</em>&#8220;. La definizione potrebbe andarci più che bene. Partendo da questa forma imperfetta di lavoro un autore andrà ad intervenire con correzioni di vario genere per ottenere una copia finale pronta per la pubblicazione. In questo articolo cercheremo brevemente di capire l&#8217;importanza della bozza, come la si tratta e quali differenze esistono fra una correzione di bozza destinata alla stampa classica e una destinata al web.</p>
<h2>Proofreading e editing</h2>
<p><span style="font-weight: normal; font-size: 13px;"><img class="alignright" src="http://linguaverde.files.wordpress.com/2009/03/macchina_da_scrivere_1_by_sunnysmiles1.jpg" alt="" />In campo professionale si può fare una chiara distinzione fra quello che il ruolo del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Proofreading">proofreading</a> e quello che è il ruolo dell&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Copy_editing">editing</a>. Distinzione evidentemente valida pure per i compiti che sono chiamati a svolgere.</span></p>
<p>I<strong>l proofreading è colui che dovrebbe occuparsi</strong> di leggere la bozza al fine <strong>di individuare errori di natura estetica</strong>. Tali errori potrebbero essere quelli <strong>ortografici</strong>, quelli <strong>di sintassi</strong>, la presenza di sequenze di parole. Tale funzione può essere svolta in modo abbastanza efficace da un buon controllore automatico, quale quello fornito con i maggiori software di produttività.</p>
<p><strong>L&#8217;editing è</strong> invece <strong>la vera e propria revisione del testo</strong>, un lavoro più di qualità e se volete per nulla banale. L&#8217;editing riguarda quindi la verifica di un uso corretto della terminologia, l&#8217;uso di uno stile appropriato alla natura editoriale dell&#8217;opera. Un lavoro di revisione deve pure mettere in luce eventuali contrasti che potrebbero nascere col destinatario del testo proprio per l&#8217;uso di un certo stile (che deve essere coerente lungo tutta l&#8217;opera) e di un linguaggio appropriato all&#8217;argomento trattato. E&#8217; questo anche una sorta di controllo tecnico, controllo che richiede una certa specializzazione da parte del revisore, compatibilmente con la materia trattata.</p>
<p>Queste due figure professionali convergono nella persona del blogger quando parliamo di tale prodotto. E qui il discorso si complica leggermente, in quanto se siamo noi stessi correttori della bozza da noi prodotta può venire facile un&#8217;operazione superficiale di pulizia. L&#8217;errore più comune che si fa è quello di non prestare attenzione alla <em>rilettura</em> di un articolo, ma leggere in modo veloce e approssimato. Una regola importantissima è la seguente: <strong>bisogna leggere sempre attentamente quello che c&#8217;è scritto e non quello che si pensa possa esserci scritto</strong>.</p>
<p>Quando parliamo invece di un processo ben più complesso rispetto ad un semplice blog, allora il lavoro di correzione e revisione si fa tremendamente più serio. Viene perciò demandata a persone diverse ognuna di queste due funzioni. Anche perchè se più persone leggono e controllano un&#8217;opera allora più è bassa la probabilità di farsi sfuggire certi errori.</p>
<p>Se più gente partecipa alla correzione, fatto non improbabile se si considera un blog complesso e scritto a più mani, allora conviene prevedere un simile meccanismo, derivato appunto da un modello di produzione editoriale industriale. La bozza di un documento deve essere spedita ai singoli correttori o revisori e ognuno di questi agirà sulla propria personale copia della bozza. Tutti gli interventi verranno poi <em>collazionati</em> su una copia finale: la <strong>bozza finale</strong>. Il verbo <em>collazionare</em> <a href="http://www.garzantilinguistica.it/">Garzanti</a> lo definisce come &#8220;costruire un nuovo insieme ordinato di dati fondendo due o più insiemi di partenza&#8221;. Se tale compito diventa complesso quando agiamo su carta, gli strumenti informatici facilitano non poco la gestione delle diverse versioni di un documento. Oltretutto si riescono così a ridurre tempi di preparazione della bozza e di applicazione delle correzioni.</p>
<h2>Il documento bozza</h2>
<p><img class="img-left" src="http://options.net.pl/images/categories/ls_proofreading.gif" alt="" width="256" height="256" />Sia che si tratti di una produzione industriale, sia che si tratti di una produzione casalinga come un semplice blog, l&#8217;uso della bozza è comunque fondamentale. Molti autori preferiscono scrivere di getto tutto quanto gli passa per la testa, senza badare a forma e struttura del testo. In un secondo momento &#8211; a getto concluso &#8211; le idee vengono poi schematizzate e organizzate. Quindi si può passare alla fase di correzione. Molti preferiscono ancora usare il computer, altri spostano il tutto su carta. In quest&#8217;ultimo caso vi sono due possibilità per trasferire la bozza su carta:</p>
<ol>
<li>si stampa il testo <em>in colonna</em>, ossia testo pure e semplice, senza alcuna organizzazione grafica e nessun accenno al layout finale; ottimo per concentrarsi esclusivamente sulla sostanza di quanto scritto e sulla correzione di errori, di stile e di sintassi;</li>
<li>si fa un <em>preimpaginato</em>, una sorta di modello di quel che sarà completo però di contenuto, appunto la nostra bozza.</li>
</ol>
<p>E veniamo allora alle pratiche da mettere a punto per iniziare la correzione. Per prima cosa, sia se si tratti di un testo in colonna o di un preimpaginato, conviene usare il classico stile bianco-e-nero, evitando di stampare le formattazioni di colore che potrebbero poi generare confusione e disturbo. Questo va detto in quanto la vecchia matita rossa degli insegnanti torna a farci comodo. <strong>Non deve sfuggirci nulla delle nostre annotazioni e dei nostri interventi</strong>, così è bene usare una penna di un colore a forte contrasto con quello che è il testo della bozza.</p>
<p>Si procede quindi ad una lettura lenta ed attenta di ogni singola parola e quindi del concetto nel suo insieme. Ogni tipo di intervento deve essere annotato. E <strong>le annotazioni devono essere chiare e precise, inequivocabili</strong>. Devono poter essere cioè capite anche da terze persone, magari altri revisori che correggeranno in seguito il nostro lavoro o che dovranno riprenderlo, magari anche noi stessi che riprenderemo il lavoro a distanza di tempo. Per segnalare le correzioni si fa ricorso a precise <a href="http://www.gutenberg2000.org/simboli_correzione_bozze.htm">simbologie grafiche</a>. Conviene dare uno sguardo curioso a tali segni e magari memorizzare quelli che ci sembrano più utili.</p>
<p>Quando si applicano le correzioni è bene porre le stesse nelle immediate vicinanze del punto interessato. Per questo generalmente si preferisce stampare la bozza adottando una interlinea grande a sufficienza da poter scrivere in mezzo alle righe di testo, e lasciando margini laterali sufficientemente ampi da poter inserire note.</p>
<p>Di tutto deve rimanere traccia, anche delle correzioni a correzioni. Cioè a dire, se abbiamo eseguito una correzione e successivamente vogliamo annullarla, beh sarebbe utile non cancellare definitivamente la correzione originaria, ma correggerla ulteriormente. Magari l&#8217;idea della prima correzione potrebbe successivamente farsi viva e a quel punto noi avremo o la soluzione per scartarla (la seconda nostra correzione) o potremo ulteriormente approfondirla.</p>
<p>Specialmente per testi tecnici non è infrequente costruire e quindi correggere diverse versioni di bozze. Sarebbe utile allora <strong>organizzare le bozze secondo una cronologia precisa e conservare tutte le copie fino alla pubblicazione finale</strong>. E&#8217; molto utile poter risalire, ad un certo punto, ad una vecchia versione del testo. Questo per testi di natura tecnica è fondamentale.</p>
<h2>Esperienza personale</h2>
<p><img class="img-right" src="http://www.english-proofreading.com/proofreading_solutions.jpg" alt="" width="231" height="241" />Può sembrare esagerato parlare di bozze e revisione del testo in merito alla gestione di un semplice blog, ma ho voluto dare peso in questo articolo alla qualità del nostro lavoro. Sia che scriviamo testi tecnici destinati ai fan di Linux, sia che stiamo trattando temi legati al web design con codice e immagini, l&#8217;attenzione alla qualità è un punto cruciale del successo. E <strong>il controllo della qualità passa attraverso la gestione delle bozze</strong>.</p>
<p>Il mio lavoro generalmente è diviso in tre fasi, <em>in primis</em> per ragioni di tempo e secondo poi perchè ho sperimentato questo metodo molto tempo fa e fin qui mi sono sempre trovato bene. Non c&#8217;è nulla di nuovo rispetto a quanto voi fate probabilmente. In ogni caso. Nella prima fase provvedo a raccogliere materiale: su carta e su web. Nella seconda fase provvedo a scrivere pezzi di quello che sarà l&#8217;articolo finale, anche in modo disordinato. Prima di passare alla terza fase provvedo a dare al testo una sua struttura, partendo ovviamente dalla schematizzazione del contenuto. Nella terza ed ultima fase, che precede di poco la pubblicazione, eseguo quello che i programmatori chiamarebbero <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Debugging">debug</a>, cioè la revisione del testo. Ricontrollo i concetti, passo il testo ad un correttore automatico, rivedo i periodi ed eventuale codice e quindi <em>bollo</em> l&#8217;articolo come finito e pronto per essere pubblicato. Capita che qualche dettaglio sfugga alla mia attenzione, ma come ho già commentato in un <a href="http://blog.html.it/16/10/2009/saper-leggere-e-saper-scrivere/#comment-81133">post</a> di <a href="http://www.mscorza.it/">Massimiliano Scorza</a>, l&#8217;eventuale errore lo considero perdonabile a patto che questo sia esclusivamente di natura ortografica.</p>
<p>Senza contare poi che queste tre fasi &#8211; del tutto personali &#8211; posso gestirmele comodamente in un tempo anche lungo. Per articoli un pò più complessi e lunghi preferisco inoltre affidarmi alla carta: lo schermo e i programmi di produttività mi mettono noia e mi distraggono.</p>
<p>E voi quali strategie usate per la correzione dei vostri articoli?</p>
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		<title>Perchè ho scelto WordPress per il mio blog?</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 17:54:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kiko</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quali sono i motivi per cui uno dovrebbe affidarsi a WordPress? Quali vantaggi potrei trarre da un simile software? Breve recensione di una delle piattaforme di blogging di più successo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fcorsentino.net%2F2009%2F10%2Fperche-ho-scelto-wordpress-per-il-mio-blog%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fcorsentino.net%2F2009%2F10%2Fperche-ho-scelto-wordpress-per-il-mio-blog%2F" height="61" width="51" /></a></div><p>Potrei rispondere: p<strong>erchè non avrei dovuto</strong>? Già perchè i numeri sono tutti dalla parte di <a title="WordPress Official Site" href="http://wordpress.org" target="_blank">WordPress</a>, una delle migliori piattaforme di supporto al blogging. Sia in ambito open source e non professionale, sia in ambito espressamente commerciale e professionale.</p>
<h2>Cosa è una piattaforma di blogging?</h2>
<p>Innanzitutto chiariamo cosa è una piattaforma di blogging. Ho in modo abbastanza veloce e comunque soddisfacente parlato di blogging, blogger e blog nel post di apertura e di inaugurazione di questa mia nuova avventura.</p>
<p>La piattaforma di blogging altro non è che un software tale da permettere la pubblicazione di articoli e la gestione di tutte le problematiche e di tutti gli aspetti legati al blog, quali potrebbero essere i commenti, le operazioni di ricerca all&#8217;interno dell&#8217;archivio e via così. Esistono diverse piattaforme di blogging e nel corso di questa mia avventura spero di scrivere diverse recensioni derivanti dai miei test e dalle mie prove. Molti software sono davvero intriganti, altri scadenti per un uso serio o serioso, altri eccezionali. Nell&#8217;ultima categoria rientra proprio WordPress. Alcune piattaforme ti offrono dello spazio web che puoi gestire entro certi limiti, altre le dovrai installare nel tuo server che a quel punto dovrai comprare e/o gestire personalmente. Alcuni software sono offerti in cambio di una licenza che può costare da pochi euro a diverse centinaia di euro, altri sono disponibili sotto le comuni licenze libere. Nell&#8217;ultima categoria rientra WordPress. E&#8217; gratuito e <a title="WordPress download page" href="http://wordpress.org/download/" target="_blank">qui</a> trovi la pagina con tutte le informazioni e il <a title="Latest version of WordPress" href="http://wordpress.org/latest.zip" target="_blank">link</a> di download del prodotto.</p>
<h2><img class="img-left" title="WordPress" src="http://wpgreenville.com/gallery/album1/large/binder-wordpress.png" alt="" width="240" height="294" />Cosa è quindi WordPress?</h2>
<p><strong>WordPress è</strong> quindi <strong>un software libero</strong>, rilasciato secondo i dettami della <a href="http://www.gnu.org/licenses/gpl.html" target="_blank">GPL</a> che impone diverse restrizioni per gli sviluppatori, ma nessuna per quanto riguarda gli utilizzatori del prodotto finale. <strong>L&#8217;aggiornamento di WordPress è quasi sempre puntuale ed efficace</strong>. Non si registrano grossi problemi di sicurezza. E&#8217; basato su codice <a href="http://www.php.net/">PHP</a> e utilizza <a href="http://www.mysql.com/">MySQL</a> per gestire il database. E&#8217; necessario scaricarlo e installarlo nel proprio web server. Potete rivolgervi ad un rivenditore e acquistare così un buon piano di hosting. Oppure potete curare un server casalingo, ma qui le cose iniziano a farsi complicate per via di alcune buone regole da osservare in fatto di sicurezza e prestazioni. I requisiti necessari per far girare WordPress li potete leggere <a title="WordPress requirements" href="http://wordpress.org/about/requirements/" target="_blank">qui</a>.</p>
<h2>WordPress è facile da usare</h2>
<p>WordPress <strong>è semplicissimo da usare</strong>, anche per chi si avvicina per la prima volta al mondo del blogging. Installazione veloce e pratica, <strong>configurazione elementare</strong> e magari torneremo sull&#8217;argomento con alcuni approfondimenti. Con WordPress la semplicità sposa l&#8217;estrema potenza.</p>
<p>Il blogger ha la possibilità di accedere ad un set completo di strumenti per gestire post, scriverli e potenziare la propria piattaforma con centinaia di funzioni, la maggior parte delle quali vengono espletate attraverso un <strong>numero sorprendente di plugin</strong>. I <a href="http://wordpress.org/extend/plugins/">plugin</a> sono delle estensioni funzionali a quello che è il <em>core</em> di WordPress. Ogni plugin può occuparsi di un particolare aspetto e aggiungere diverse funzionalità. Il conteggio ufficiale dei plugin a disposizione è in continua crescita e ciò mi porta a dire senza problemi che è difficile che non troviate il plugin che vi interessa. La loro installazione e il loro uso è in gran parte elementare e semplice. Con centinaia di sviluppatori sparsi per il mondo pronti per accogliere vostre richieste e fornirvi supporto. La comunità attorno al prodotto è un altro dei punti di forza di WordPress. Troverete facilmente gente disposta a rispondere ai vostri dubbi.</p>
<h2>A ciascuno il proprio tema</h2>
<p>Un discorso di merito spetta al design. <strong>Disegnare temi per il vostro blog in WordPress è divertente</strong> e semplice. La flessibilità offerta dalla piattaforma soddisfa pienamente gli utenti. Senza contare sul fatto che se non siete abili designer o sviluppatori, nessun problema e dramma perchè è ricchissima la raccolta di temi pronti per essere usati. Sono migliaia. Il repertorio ufficiale lo potete consultare <a href="http://wordpress.org/extend/themes/">qui</a>, mentre in rete trovate centinaia di siti dedicati all&#8217;argomento. Molti sviluppatori offrono la loro abilità per scrivere per voi il tema più gradito. Potete pure visitare le gallerie di temi premium, cioè temi che possono essere acquistati e che in generale garantiscono certe qualità comunque ritrovabili nei temi gratuiti. Oppure vi studiate un pò di documentazione e vi cimentate nella creazione del vostro design ideale, perfettamente aderente alle vostre richieste e al contenuto del vostro blog. Quest&#8217;ultimo è un punto focale del successo di un blogger.</p>
<h2>Performance</h2>
<p>Per quanto concerne l&#8217;aspetto delle performance WordPress non è secondo a nessuno, o quasi. <strong>Se correttamente configurato può reggere una grande mole di traffico</strong> ed esistono diversi siti a supporto di questa tesi, siti che macinano anche milioni di visite al mese e funzionano su WordPress.</p>
<p>La maniera migliore per convincerti di quanto ti ho detto consiste probabilmente nel dedicare un pò di tempo a WordPress. Scaricalo, installalo e prova a smanettarci su. Il risultato è garantito. E se poi non trovi il tema che più ti piace, puoi sempre farmi uno squillo.</p>
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		<title>Il blogger e il suo blog</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 08:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kiko</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Net Culture]]></category>
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		<description><![CDATA[Proviamo in modo secco e veloce a rispondere a queste due intriganti domande: chi è il blogger? E, quindi, cosa è un blog? E' solo un fenomeno di massa destinato a scomparire? Blogger è una nuova professione?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fcorsentino.net%2F2009%2F10%2Fil-blogger-e-il-suo-blog%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fcorsentino.net%2F2009%2F10%2Fil-blogger-e-il-suo-blog%2F" height="61" width="51" /></a></div><p>Domanda comune, domanda interessante: <strong>chi è il blogger?</strong> E c<strong>osa fa un blogger?</strong> Domanda secondaria, ma paradossalmente più importante delle prime due: <strong>cosa scrive un blogger?</strong> In libreria si trovano decine di libri e potrebbero servire tutti per rispondere a queste tre semplici domande. Ho pensato bene allora di dire la mia, ad apertura di questo mio nuovo e <a href="http://corsentino.net/about-me/">diverso</a> blog.</p>
<h2>Blogger? Blog?</h2>
<p>Un <strong>blogger</strong> non è altro che il fondatore &#8211; e quindi conseguente autore &#8211; di un blog.<strong>Cosa è un blog</strong>, quindi? Siccome una risposta esaustiva &#8211; come accennavo prima &#8211; richiede tempo e molti paragrafi, richiamerò una sorta di lista di definizioni più o meno formali, più o meno ufficali. Un blog è una bacheca di news, di notizie, di pensieri. Un sito che raccoglie articoli, comunemente chiamati <em>post</em>. Ha la parvenza talvolta di assomigliare ad una sorta di giornale elettronico, e con <em>giornale</em> richiamo proprio il classico quotidiano che compriamo tutte le mattine in edicola. In fondo però non lo è. E non lo è un pò per i contenuti che in quantità sono evidentemente minori rispetto al quotidiano, e un pò per una sorta di libertà da scelte editoriali o tagli o regole formali di pubblicazione. Assomiglia allora più ad un angolo libero dove l&#8217;autore &#8211; e cioè il blogger &#8211; pubblica pensieri liberi. E in fondo è proprio un angolo libero, espressione pura delle proprie idee, siano esse di natura tecnica e professionale o completamente ispirate dalla vita quotidiana che con le professioni e la tecnica hanno ben poche collimazioni (o forse no, dipende da che lato si voglia guardare la questione).</p>
<h2>Blog come via comunicativa</h2>
<p>Di certo è naturale pensare al blog come un importante apparato comunicativo, come un <strong>mezzo di comunicazione che ha spopolato e continua la sua enorme ascesa</strong>. Una via semplice ed immediata &#8211; caratteristica che deriva direttamente dalla tecnologia con cui è prodotto e tramite cui è fruito un blog &#8211; tramite cui un blogger scrive su qualcosa che altri hanno voglia e tempo di leggere. Non esistono e non dovrebbero esistere blog senza lettori, e non avrebbe senso o avrebbe scarso senso un blog del genere. All&#8217;inizio si poteva confondere il blog con un equivalente virtuale del diario segreto, ma oggi è chiaro ed evidente come le due cose sono nettamente distinte e per nulla parenti. O, almeno, dobbiamo accettare il fatto che l&#8217;aggettivo <em>segreto</em> cada a favore di un più appropriato <em>libero</em>. Se scrivi e decidi di gestire un blog è perchè in qualche modo vuoi essere letto. In qualche modo vuoi condividere qualcosa.</p>
<h2>Chi è l&#8217;editore di quel blog?</h2>
<p>Un blog non è un giornale nel senso &#8220;edicolante&#8221; del termine perchè non ha un intervallo preciso di aggiornamento. Perchè non segue sempre e comunque la linea temporale della quotidianità. Perchè puoi trovarci dentro tutto e di tutto. Eppure molti blogger si rifanno ai giornali e riviste per far assomigliare la propria creatura ai prodotti editoriali stabilendo per esempio un calendario di pubblicazione, pratica molto importante per attirare e tenere incollati i lettori e per programmare meglio le scritture. Assomigliare ad un prodotto editoriale, ho detto. Ma <strong>esiste in verità un editore di un blog?</strong> Qui dobbiamo per forza di cose fare un distinguo: blog ormai divenuti una professione e quindi a tutti gli effetti un prodotto editoriale (con tanto di registrazione al tribunale) e generalmente potremmo dirottarli nella categoria di &#8220;portali informativi&#8221;, e blog non registrati al tribunale e quindi non ufficialmente prodotti editoriali. Nel secondo caso rientrano la maggioranza di blog aperti e reperibili su internet, di persone che amano dedicare il proprio tempo alla scrittura di articoli e alla cura del proprio spazio virtuale. Proprio in questo caso un editore vero non esiste. Perchè è lo stesso blogger a fungere da editore di sé. <strong>E&#8217; il blogger stesso padre-creatore delle regole editoriali e delle linee guida che governano il proprio blog</strong>.</p>
<h2>Un mondo di lettori</h2>
<p>In ogni caso l&#8217;esistenza del lettore è fondamentale e perno cruciale di ogni blog. Perchè grazie al lettore il blog può crescere, se non vivere. E grazie al blog il lettore può confrontarsi con diverse realtà e allargare il proprio raggio di conoscenze: sia informative (nel senso di conoscenza di un fatto o di una informazione, appunto) sia umane (e molte volte, la rete è piena di esempi: il fatto di essere blogger o lettore porta a far scomparire la barriera virtuale e portare a conoscere moltissime persone, appunto blogger e lettori). Un blog insomma innesca un vortice di interazioni. Interazioni che sono fortemente attive. E &#8211; conseguenza logica &#8211; l&#8217;interazione è, e lo diventa, partecipativa. In quanto, è vero si utilizzano strumenti informatici e il contatto umano propriamente inteso non esiste, ma a parlare e ad interagire non sono software e blogger, ma blogger con lettori, cioè persone vere. In tal senso è bene fare un <strong>distinguo importantissimo fra visitatore e lettore</strong>. Visitatore è il lettore occasionale, quello che capita sul nostro articolo per caso, per mezzo di una ricerca, per via di qualche link sparso in altri siti. Arriva, legge, dà un&#8217;occhiata veloce al tema, agli argomenti, magari alla pagina dell&#8217;autore e va via. Il lettore è invece il visitatore continuo e costante, che segue le dinamiche del blog, che legge gli articoli, li commenta. Far diventare lettore un visitatore non è cosa semplice.</p>
<h2>Chi è il blogger?</h2>
<p>Quindi, u<strong>n blogger chi è?</strong> Blogger può esserlo chiunque. Basta una connessione, un pò di italiano, poche letture sul web e comincia la grande avventura. E in effetti non esiste una ragione e una motivazione per non affermare ciò. I blogger in effetti sono tantissime persone così diverse fra loro per età, per professione, per vita vissuta, per conoscenze, per inclinazioni personali. Servono argomenti per riempire e far crescere un blog, e di argomenti il mondo è pieno. E Internet non è più una casta chiusa come quando nacque come progetto paramilitare. E Internet non è più una cosa riservata a pochi tecnici, come negli anni della prima esplosione. Internet è di tutti e per tutti. Quest&#8217;ultima affermazione risponde immediatamente alla domanda &#8220;chi sono i lettori&#8221;?</p>
<h2>Cosa troviamo in un blog</h2>
<p>E veniamo alla questione ora più spinosa, senz&#8217;altro molto intrigante. <strong>Cosa scrive un blogger?</strong> In parte la domanda ha già ricevuto risposta, poco sopra, quando ho accennato al fatto che</p>
<blockquote><p>per riempire un blog servono argomenti, e di argomenti il mondo è pieno.</p></blockquote>
<p>Le tematiche  spaziano praticamente fra tutto lo scibile umano, sconfinato. Basta dare uno sguardo a diversi blog, presi a caso in rete, e osservare attentamente le categorie scelte dal blogger per dividere in qualche maniera i propri scritti. Voraci lettori di blog vanno proprio a cercare in prima battuta l&#8217;elenco delle categorie per capire se quello lì può essere una fonte di lettura interessante. Se il visitatore trova categorie intriganti si ferma e inizia ad approfondire l&#8217;archivio. Viceversa quella visita non sarà più ripetuta. E&#8217; per questo che molti hanno scritto, e tanto, sul discorso delle nicchie, sul fatto di selezionare opportunamente gli argomenti su cui bloggare e via discorrendo. Prima del lancio di un blog bisogna chiedersi infatti su cosa si vuole scrivere. Quali argomenti, almeno primariamente, si vogliono trattare, in modo da dare un indirizzo ben preciso al visitatore che capita sulle nostre pagine. Esistono così blog espressamente tecnici, con tanto di materiale vietato a chi quelle conoscenze non possiede. E sono generalmente blog molto interessanti se il grado di serietà e il livello di qualità dei contenuti sono mantenuti alti dall&#8217;autore. Di più, molti di questi diventano delle star se tali livelli sono mantenuti molto alti e la popolarità cresce continuamente nel tempo. Ancora maggiore se assumono una valenza internazionale. Esistono poi blog con tematiche soft: il ragazzino che ama scrivere di politica e dei propri fatti quotidiani liberamente tratti dalla semplice vita, il blog dove i pensieri fluiscono in modo continuo e libero da una tematica particolare, il blog strettamente personale dove un autore si racconta a viso aperto.</p>
<p>In definitiva <strong>un blogger e il suo blog sono espressioni libere di pensieri ed emozioni</strong> e come tali suscitano evidentemente interesse, per un verso o per l&#8217;altro. Espressione della libertà di qualcuno munito di una connessione, di un pc, di idee e a volte di un pò di coraggio.</p>
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